Gli Australiani della Po Valley: abbiamo ottenuto autorizzazioni per trivellare in Emilia Romagna

Dal blog http://dorsogna.blogspot.com/

15 Gennaio 2019
I petrolieri annunciano di avere avuto approvazioni per nuove trivelle vicino a Bologna. 
Sergio Costa: lei ha davvero mantenuto le promesse? 

Last month, the Italian Government granted the Selva field a preliminary award for the Production Concession and Selva remains on course to begin first production in 2020.
Po ValleyScritto il giorno 8 Febbraio 2019
Cioe’ hanno ricevuto permessi preliminari a Gennaio 2019

The preliminary award of the Selva production licence is a key and major regulatory milestone in advancing our Selva project towards production. 
Selva will be generating significant cash flow for Po Valley
CEO Michael MastermanPo Valley 

Ora non e’ che uno vuole infierire sul M5S o sulle loro promesse che continuano a sciogliersi sotto il sole di primavera.

Ma sono varie settimane che cerco di capire cosa succede alla concessione Podere Gallina, e al campo minerario Selva Mazzeni, in Emilia Romagna, di proprieta’ della Po Valley d’Australia.

Ne avevo scritto subito dopo l’insediamento del Ministro Sergio Costa: gli Australiani avevano fatto domanda di trivelle nel Giugno 2018.  Il post e’ qui. 

Ho seguito un po la vicenda nel corso dei mesi, ma nonostante mi ci sia davvero impegnata, dai siti ministeriali M5S/Lega e’ impossibile capire qualsiasi cosa, perche’ le pagine interattive, con la storia delle concessioni, i loro iter, e le mappe sono scomparse.

E sono scomparse da mesi. 

Fosse stato il PD avremmo tutti gridato alla censura!

Cosi tutto quello che posso fare e’ di leggere i comunicati agli investitori fatti ormai piu’ di un mese fa dalla Po Valley Energy d’Australia e che sono alquanto inquietanti.  Si, la Po Valley, quelli che dicevano, per bocca del loro rappresentante Pierluigi Vecchia, che volevano trivellare in Emilia Romagna per motivi affettivi! 

Adesso tutto questo affetto viene riversato sulla concessione Podere Gallina e sul campo Selva Malvezzi non lontano da Bologna. Il giorno 15 Gennaio 2019 quelli della Po Valley dicono di avere ricevuto una prima autorizzazione a trivellare il loro primo pozzo produttivo.

Ehhh?? 

Ma come… non avevamo una moratoria?

Chi ha firmato questa autorizzazione?  

Non aveva detto il Ministro Costa che non avebbe firmato trivella alcuna?
Lo sa il Ministro Costa che questa Po Valley ha avuto questa non meglio precisata autorizzazione?

Perche’ nessuno ne ha parlato?

Perche’ l’ho dovuto scovare io dall’altro lato del pianeta? 

Come detto, dai siti ministeriali non si capisce niente perche’ non c’e’ niente, e io non so se siano stati censurati, oscurati, o nascosti.

Ma la stampa internazionale non offre nascondigli ed e’ chiara. Il governo ha approvato.  

E si, gli ho pure scritto a quelli del ministero ma danno risposte che non sono risposte, ma del tipo: occorre aspettare. Ma aspettare cosa? E quanti mesi? E perche’ non potevano tenere su le pagine vecchie che era l’unica cosa buona che funzionava sotto Galletti e Franceschini?  

Come detto, in mancanza di altre informazioni, ci atteniamo a quelle dei petrolieri.

Selva e’ per il 63% della Po Valley,  il restante 20% e’ della United Oil and Gas britannica e per il 17% della Prospex Oil and Gas, britannica anche lei.

La Po Valley dice che ha sottomesso i documenti al governo italiano a meta’ anno 2018 (sotto il governo Lega/M5S? non e chiaro) e che dopo questa prima approvazione del Gennaio 2019 (da chi? per cosa?) le approvazioni finali arriveranno all’inizio del 2020.

Si aspettano di completare pozzo ed oleodotto entro la fine del 2020. Il CEO Micheal Masterman dice che l’approvazione di Gennaio 2019 e’ una “pietra miliare” nell’avanzamento del loro progetto trivellante.

Ma cosa vogliono fare qui? Prima ispezioni sismiche in 3D, poi trivellare alla ricerca di gas.  La stima e’ di circa 330 milioni di metri cubi in giacimento e ci si aspetta di estrarre 150 mila metri cubi al giorno. E siccome Selva e’ vicino all’altro campo petrolifero Podere Maiar gia’ trivellato nel 2017 e pure questo dentro la concessione Podere Gallina l’idea ulteriore e’ di costruire un impianto per il trattamento di gas a Podere Maiar e una connessione sotterranea di un chilometro per collegare i pozzi delle due concessioni alla rete nazionale.

E non finisce qua. Dicono che si vogliono allargare con altre ispezioni sismiche perche’ pensano che ci siano altri idrocarburi a Selva Est, Fondo Perino, Selva Sud,  Riccardina, Cembalina tutti dentro o vicino a Podere Gallina. Cosi, visto che ci siamo.. facciamo ispezioni sismiche dove capita capita.

Gia’ prevedono che da Selva Est a 7 km da Selva Mazzeni ci sara’ circa 1 miliardo di metri cubi di gas. 

La concessione Podere Gallina  si estende per 330 kmq.  

Perche’ fanno questo? Che domande. Ecco qui la voce della verita’: 

“At this rate, Selva will be generating significant cash flow for Po Valley”
e cioe’ si aspettano un “flusso significativo di denaro” da Selva e dall’Italia specie perche’ in Italia i prezzi del gas, secondo loro, sono cresciuti del 50% nel 2018. 
… E come potevamo non sospettarlo, e’ sempre il vile denaro!
Gli affari sono particolarmente appetibili perche’ l’Italia continua ad importare il 90% del suo gas e ovviamente questi furbacchioni della Po Valley invece di dire spingiamo di piu’ con le rinnovabili ci tirano ancora la panzana che dobbiamo continuare a trivellare, trivellare, trivellare per arrivare al “gas di transizione” verso l’energia pulita.

Ma quanto dura questa transizione? Ma non lo sanno questi che nel resto del pianeta in molte parti si parla e si programma per il 100% rinnovabili? Che il gas-transizione era solo una maschera per continuare con gli idrocarburi, in un modo o nell’altro?

Ma che gli importa. Andiamo avanti con i buchi, come i tossici. 

La Po Valley ha rilevato diverse vecchie concessioni nel Nord Italia, quasi tutte un tempo dell’ENI e dicono che questo e’ il sesto successo che ottengono, nel riportare in vita campi gia’ dati per esausti.
Per esempio, Selva e’ stata operata dall’ENI per 35 anni, e da qui sono stati gia’ estratti circa 2 miliardi di metri cubi di gas da 15 pozzi.  

Nell’area ci sono 5000 pozzi, fra attivi e dismessi.

Sergio Costa, lei ha qualcosa da dire?

Perche’ le pagine ministeriali sono scomparse?

Perche’ non ci e’ dato vedere cosa e’ stato firmato e da chi?  

Perche’ lei non ha mai sentito il bisogno di parlare alla gente di questa concessione che va in giro da giugno 2018 e di cui io stessa ho scritto otto mesi fa?

Chi lo dira’ alla gente di Bologna? 

Cosa puo’ spiegarci lei?

Le sembra normale che debba essere un volontario dall’altro lato del pianeta a suonare l’allarme, o a seguire le vicende a mo’ di giornalista investigativo per amor di patria?

E no, guardi, l’ignoranza, cioe’ dire “non lo sapevo”, non e’ giustificabile. Se lo so io cittadino normale, lo *deve* sapere lei, ministro dell’ambiente. 

E’ bello e facile fare i proclami, ma poi occorre mantenere le promesse, spiegare alla gente e soprattutto non censurare le pagine dei siti ministeriali.  A tuttora, e ho letto tutti i comunicati possibili delle ditte in questione, non e’ ancora chiaro chi ha firmato questa autorizzazione e perche’.

Potrei sbagliarmi ma il fatto resta che i siti MISE non contengono piu’ informazione alcuna e che uno non sa dove deve andare a leggere – trasparenza zero.

Spero di sentire da lei e dai nostri politici che ne sara’ di Podere Gallina e dei nuovi bucatori australiani.

PS: Anche le pagine del Ministero dell’Ambiente sono state oscurate. Ecco qui cosa compare

POSTED BY MARIA RITA AT 10:38 PM

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