IL GIARDINO DEI LIMONI. POESIA CONTRO I MURI E L’IRRIGIDIRSI DELLE FRONTIERE

dal blog https://peripli.wordpress.com

novembre 28, 2018

In un giorno che potremmo definire di “decreti&gattini”, mentre il nostro Paese sceglie purtroppo una via di maggiore chiusura (per usare un eufemismo) in materia di protezione internazionale e diritti umani, con altrettanta “straordinaria necessità e urgenza”* crediamo nella necessità di non fermarsi soltanto alle misure d’urgenza, ma di progettare al tempo stesso piani seri e di lunga durata rispetto ai temi complessi della contemporaneità, che pongano al centro dell’interesse politico i diritti della persona e della collettività, insieme al rispetto delle fragilità.

Non si entra qui nel merito di alcuna questione legislativa, non essendo naturalmente di nostra competenza. E tuttavia, sul piano umano e intellettuale, è difficile assistere impassibili ai mutamenti del contesto generale e al suo deteriorarsi dal punto di vista dell’umana solidarietà, senza ribadire con forza un ruolo attivo di strumenti quali la scrittura.

Si pubblica, dunque, una poesia contro i muri, le differenze sociali, le violenze.
A favore dell’apertura, dell’uguaglianza dei diritti, dell’incontro.

G. Asmundo e il Cantiere Peripli

Il seguente testo farà inoltre parte del progetto a cura di Sebastiano Adernò #PerUnaBotanicaDellaPoesia, al quale dedicheremo presto un post specifico.

Il giardino dei limoni

(A Salma Zidane)**

Non un limone, siamo giardino
dai verdi getti slanciati nel sole
gemmiamo l’aria, se ascolti il lucore
corale di unico manto di zagara
non c’è confine, se non la plurale
pace esultante dei muri essiccati
meraviglia di mille sterpaglie.

(27/11/2018, G. Asmundo)
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* Parole utilizzate nel “Decreto sicurezza”, ovvero il Decreto-Legge 4 ottobre 2018, n. 113. Il testo integrale si può leggere online sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana (link per chi fosse interessato ad approfondire i tanti aspetti rilevanti del DL in termini di “sicurezza”, dai beni confiscati rivendibili a privati, ai blocchi stradali ripenalizzati ecc.)

** La dedica del fa riferimento alla storia vera di una donna palestinese, che vide tagliati gli alberi del proprio limoneto poiché considerati pericolosi per la sicurezza di Israele. Il giardino si trovava lungo il confine costruito dal cosiddetto “Muro di separazione” tra lo stato ebraico e i territori della Cisgiordania. Sulla vicenda, Eran Riklis basò un film nel 2008, dal titolo Lemon Tree – Il giardino dei limoni.
Con lei, la dedica è rivolta a tutte le donne e gli uomini che ovunque, a ogni livello, lavorano come costruttori di pace quotidiana.

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(Fotografia di G. Asmundo)

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Ricordo che la rubrica “PORTOFRANCO”, dedicata ai temi delle migrazioni, della convivenza, delle loro problematicità e risorse, nonché al valore politico della bellezza, è aperta all’invio di contributi sotto forma di poesie, prose, testimonianze e fotografie di quanti saranno interessati. Per istruzioni, si veda il primo articolo “Portofranco 1”.
Apriamo questo spazio alle vostre voci. Tra indignazione, ferma resistenza e dolcezza. Per non smettere di porci quesiti. Per una cultura libera, non politicizzata ma etimologicamente “politica” per il proprio valore edificante per la comunità.

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