Inquinamento navale: GNL e non solo nella transizione verso le navi pulite

Dal blog http://www.ecquologia.com/

Il traffico navale è quello che sta registrando i ritardi più rilevanti nella migrazione verso combustibili a basso impatto ambientale, con enormi impatti che chi riversano soprattutto sulle grandi città portuali, con particolare riferimento al Mediterraneo che ancora non rientra tra le aree a limitazione emissiva.

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A proporsi ad affiancare il GNL in questa transizione arriva un nuovo biocarburante navale che vedrà la sua prima volta il prossimo 19 marzo, quando nel grande porto olandese di Rotterdam, inizierà la navigazione la prima portacontainer alimentata con questo combustibile da economia circolare. Si tratta del frutto di un’iniziativa nata da un patto verde contratto tra le autorità portuali, IKEA Transport & Logistics Services, la società di spedizioni di IKEA, Cma Cgm e il programma no-profit GoodShipping che si prefigge di testare progetti di decarbonizzazione dei trasporti marittimi.

Con un settore navale oggi responsabile del 2,2% dei gas serra a livello planetario, dato destinato a crescere in un comparto sino ad oggi davvero statico, l’accordo mondiale siglato ad aprile 2018 all’interno dlel’IMO (International Maritime Organization), costituisce un primo grande impegno in questa direzione chiedendo all’intero comparto della navigazione il taglio il taglio delle emissioni di CO2 di “almeno” il 50 per cento entro il 2050, rispetto ai livelli del 2008. Pur trattandosi di un target non particolarmente ambizioso, per lo stato attuale del comparto navale in termini di sostenibilità, sarà richiesto allo stesso un grandissimo impegno, fatto di azioni composite nei prossimi anni.

E’ proprio in questo contesto che il progetto in corso a Rotterdam si colloca, per arricchire le opzioni disponibili verso la piena sostenibilità del comparto, con una partnership che mira a dimostrare scalabilità, sostenibilità e conformità tecnica del nuovo biocombustibile navale. Si tratta di unbiodiesel sviluppato da GoodFuels prodotto a partire da olio vegetale esausto e scarti forestali. Secondo la società produttrice del biocarburante, lo stesso sarebbe in grado di garantire una riduzione di CO2 pari all’80-90% rispetto agli equivalenti fossili, eliminandcompletamente le emissioni di ossido di zolfo (SOx); tutto questo senza comportare alcuna modifica al motore navale.

A presentare le linee guida del nuovo progetto olandese il CEO di The GoodShipping Dirk Kronemeijer, secondo il quale “L’obiettivo del nostro programma non è solo quello di ridurre le emissioni di carbonio prodotte dalle spedizioni, ma di mostrare che i mezzi per accelerare la transizione energetica sono già disponibili per il settore. Insieme inviamo un messaggio molto chiaro: i biocarburanti sostenibili sono già disponibili e possiamo affrontare i percorsi tracciati dall’IMO in modo attraente per i principali proprietari di merci come IKEA.

Non casuale nemmeno la scelta del porto di Rotterdam per l’avvio del test, dal momento che proprio nello scalo portuale olandese è appena iniziato un piano di investimenti di quattro anni durante il quale sono stati stanziati 5 milioni di euro per stimolare progetti specifici di riduzione delle emissioni di anidride carbonica da parte dell’industria navale globale.

A seguire un breve video che presenta le finalità e gli obiettivi generali di The GoodShipping Programme

Sauro Secci

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