Il granaio del Marocco

Dal blog https://twikiworld.wordpress.com/

Postato il 19 febbraio 2019 di Mr Twiki

Questa mattinata è dedicata alla visita di Fes e anche stavolta abbiamo trovato, tramite il nostro Riad, una guida. Quest’ultima al contrario di quella di Marrakech è estremamente cordiale, disinteressata ed appassionata. Passando per le vie di questa città ci accorgiamo che ancora una volta qui tutto cambia, niente a che fare con Marrakech, nulla mai visto prima. Innanzitutto notiamo che molto è restaurato, pulito, ordinato e ben tenuto. Le stradine sono strettissime e difficili da ricordare, per questo consiglio caldamente la visita con una guida del posto. Il Souk è anch’esso diviso in corporazioni ma meno caotico e ci dà la parvenza di una contaminazione europea dovuta alla vicinanza con la Spagna. Le concerie sono una tappa fondamentale per chi visita questa città. Maestri in quest’arte gli artigiani di cui l’olfatto rimane solo un vago ricordo. Non mi aspettavo tanta puzza nonostante come mio solito mi fossi informato ed invece è nauseabonda e la fogliolina di menta che danno per aiutare a respirare non serve proprio a nulla. Attrezzatevi. Nel pomeriggio invece facciamo tappa a due luoghi vicini la città: Volubilis e Meknes. Il primo è un resto romano, il più estremo avamposto dell’impero. Costituito nel III secolo ora ne rimangono solo rovine di colonne e famosi mosaici. Arco, cardo, fondamenta tutto è circondato dalla natura lussureggiante di queste terre verdi. Praterie attorno alla collina dove sorgono i resti dello scheletro di un regno che fu. Una sensazione strana mi pervade passando di casa in casa, passeggiando per il decumano, all’ombra di queste colonne. Noi e loro siamo figli della stessa madre, svezzati da balie differenti, ma infondo sempre fratelli. Meknes è anche lei una cittadina che si erge su una collina e tutto attorno il verde, come se ieri non fossimo nel deserto. Questa regione non a caso è chiamata “granaio del Marocco” perché essendo tanto lussureggiante è possibile coltivare cereali o generi alimentari per sfamare la quasi totalità della popolazione. La città è moderna mal al tempo stesso antica, quasi una via di mezzo tra Marrakech e Fes. Visitiamo granaio e scuderia reale che con le loro accortezze ingegneristiche per la ventilazione, la visuale e il clima ci lasciano a bocca aperta. Vediamo le immense triple cinta murarie che circondano la città e scorgiamo qualche porta storica simbolo di questa città-fortezza. La serata procede tranquillamente entro i confini turistici di Fes e tra tajine, couscous, lumache e kebab ci sembra di essere in una via molto frequentata di una qualunque città del sud Europa. Guardiamo le stelle dalla terrazza sbuffando shisha e bevendo vino rosso marocchino, questo viaggio fatto di caleidoscopici scenari e speziato con la compenetrazione di culture differenti sta volgendo al termine. Non ci resta che brindare con whisky berber e tornare in questo paese tanto variegato quanto bello inshallah.

Bab Mansour

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