Sekem, un esempio di agricoltura biodinamica nel deserto

Dal blog https://www.terranuova.it/

Sekem è una comunità unica, dove lavorano duemila persone, a 60 chilometro dal Cairo, in Egitto. È stata fondata da Ibrahim Abouleish, che per questo nel 2003 ha ricevuto il Right Livelihood Award, noto anche come premio Nobel Alternativo. E proprio Abuleish sarà in Italia l’11, 12 e 13 aprile per raccontare la sua esperienza. Appuntamenti a Roma, Milano e Verona. 10 Aprile 2019 AGRICOLTURA BIODINAMICA

SEKEM è una bellissima comunità dove lavorano duemila persone, fondata nel 1977 da Ibrahim Abouleish, vincitore del premio Nobel per le Economie Alternative. È situata a 60 chilometri dal Cairo,in Egitto e da sempre segue le direttive dell’agricoltura biodinamica e la cosiddetta “Economy of Love“.

È l’interessante e riuscito esperimento dell’egiziano Ibrahim Abouleish, il cui progetto nel 2003 gli ha valso il Right Livelihood Award, noto anche come premio Nobel Alternativo.

Abouleish sarà in Italia, grazie a NaturaSì, l’11, 12 e 13 aprile, a Roma, Milano e Verona.

QUI i dettagli dell’incontro di Roma 

QUI i dettagli dell’incontro di Milano 

QUI i dettagli dell’incontro di Verona 

Il sogno di Ibrahim è divenuto realtà

Ibrahim Abouleish è figlio di un industriale egiziano del Cairo che in Austria iniziò una carriera promettente come ricercatore scientifico. Entrò in contatto con gli antroposofi e iniziò a scoprire il pensiero di Rudolf Steiner, leggendo le sue opere. 
Nel 1975, un viaggio nel suo paese d’origine gli fece prendere consapevolezza della situazione drammatica dell’Egitto e degli egiziani: assenza di istruzione, agricoltura devastata dall’abuso di concimi chimici che andavano esaurendo la fertilità dei suoli, non corrispondenza tra sentire etico-religioso e azione nel quotidiano dell’élite dirigente, problemi di irrigazione dopo la costruzione della diga di Assuan, lotta nazionalista contro Israele che negava in effetti da ambo le parti l’appartenenza a una comune umanità ecc.

Il verde nel deserto

Colpito profondamente da questa situazione, due anni dopo Abouleish prese la decisione di ritornare con la sua famiglia in Egitto dove intendeva costruire un’oasi verde e coltivata in pieno desertoche costituisse un esempio e uno sprone. Le difficoltà che sono state affrontate e superate da questo pioniere dell’antroposofia in Africa sono tantissime. Eppure oggi Sekem è una realtà molto concreta, lussureggiante e che alimenta una vera comunità locale e internazionale al tempo stesso. 
Dopo l’acquisto di settanta ettari di deserto del demanio a circa 80 chilometri dalla capitale egiziana, il primo passo è stato la costruzione dei pozzi per l’acqua. La zona scelta da Abuleish era, se possibile, particolarmente desertica e gli ingegneri che lo assistettero nel sopralluogo gliela sconsigliarono fortemente. Ma egli la scelse appositamente per dimostrare che se fosse riuscito a insediare la vita in quell’angolo inospitale di territorio allora ciò sarebbe stato possibile in ogni luogo del suo paese. Paese che voleva veder rinascere a partire dalle classi più povere che vivevano in uno stato di abbrutimento.

Gli ostacoli superati

Abouleish ha dovuto lottare contro le diffidenze dei beduini e i loro costumi ancestrali. Ha dovuto far capire la complessa programmazione di un piano audace di rivitalizzazione dei suoli ai suoi interlocutori anche istituzionali con grandi difficoltà. Ha avuto difficoltà ancora più grandi nella gestione dei rapporti con le banche locali, le squadre di operai edili, i permessi per questioni di vario tipo come il compostaggiogli sceicchi e gli imam che lo accusavano di essere antislamico. 
Ma nonostante tutto, la visione negli anni è andata realizzandosi e ciò grazie anche al contributo di numerosi scienziati e uomini di cultura provenienti da ogni parte del pianeta che a Sekem hanno dato il loro contributo.

Un esempio da seguire

Oggi Sekem costituisce un esempio forse unico al mondo di unità tra economia, cultura e vita sociale, fondato sulla visione steineriana e un concetto di evoluzione olistica. In quest’oasi fiorita e sotto il cappello della “Comunità Sekem” le duemila persone residenti lavorano nell’ambito di sei imprese economiche che comprendono orticoltura, produzione di cotone, agricoltura, trasformazione di prodotti alimentari, industria tessile e produzione farmaceutica.
Il tutto precisamente inserito in un percorso di produzione biologica e biodinamica. Col metodo biologico vengono anche coltivate erbe officinali che sono poi trasformate in fitopreparati. I profitti delle imprese sono in parte accantonati in un fondo pensione e in parte investiti nei settori dell’educazione e della cultura. A Sekem ci sono scuole materne ed elementari e una di formazione professionale che prepara operai specializzati. Vengono anche organizzati tirocini aziendali nelle diverse professioni e istituzioni socio-culturali per i collaboratori.

Il principio che domina a Sekem nella selezione degli educatori è stato espresso chiaramente proprio da Abuleish: «Ho sempre considerato le doti intellettuali dei nuovi insegnanti meno importanti delle qualità del loro carattere, perché sono queste ultime a influenzare i bambini aiutandoli a diventare uomini».

Economia basata sulla fratellanza

Il fondamento dell’associazionismo presente a Sekem è quello della reciproca fiducia, ossia, come afferma Abuleish, è «un’economia basata sulla fratellanza». Un passaggio evolutivo senz’altro epocale se paragonato alle leggi selvagge ed egoiche del liberismo economico dominante. L’istituzione-modello Sekem si è infatti conquistata rispetto e ammirazione a livello internazionale.

E un altro messaggio esce forte e chiaro da questa esperienza: niente è impossibile per chi è determinato ed elevato sul piano ideale. Il desiderio di avventura
insito nell’uomo potrebbe forse avere buone possibilità di realizzazione e soddisfazione proprio nella progettazione e materializzazione di esperienze collettive finalizzate al benessere dell’umanità e del mondo. Iniziare un percorso di questo tipo può costituire una vera svolta nell’esistenza di molte persone e di intere società. E un nuovo cammino è sempre un’avventura emozionante e fondante.

Un modello per le terre di Ecor

Tutto questo ha reso Sekem un modello per il progetto Le Terre di Ecor e per le comunità agricole biodinamiche di tutto il mondo. E NaturaSì organizza anche un viaggio in visita a Sekem, in Egitto: QUI per i dettagli 

SEKEM si visiteranno i campi coltivati, i magazzini di produzione e di ricerca, il centro medico, le scuole e tutti gli altri centri di cui fa parte quest’oasi nata tra le sabbie infinite del deserto egiziano. Si scoprirà l’affascinante storia di SEKEM, dalla sua fondazione ad oggi, e si entrerà in contatto diretto con le persone che ne fanno parte, provenienti da etnie diverse, diverse religioni e gruppi sociali, che lavorano fianco a fianco rispettandosi l’un l’altro e contribuendo con il loro impegno a mantenere la comunità vitale e produttiva.

Sarà sorprendente, inoltre, vedere come a SEKEM lavoratori e collaboratori tutti vengano coinvolti in attività di tipo artistico e spirituale (musica, pittura, euritmia) normalmente praticate nelle scuole della pedagogia Waldorf! Attraverso queste forme di collaborazione e integrazione e grazie alla pratica artistica e spirituale, osserveremo come a SEKEM si rispetti la dignità e la specificità di ogni singolo individuo, e come, praticando l’agricoltura biodinamica si preservi la Natura e la Biodiversità e si insegni il rispetto per la Terra.
Si andrà anche a conoscere e a visitare l’Università Heliopolis, l’unica al mondo che, in linea con la filosofia di SEKEM, abbina alle materie tradizionali nei corsi di studio previsti (Economia, Ingegneria, Farmacia, Fisioterapia e Agricoltura Biodinamica) lo sviluppo delle abilità creative e artistiche degli studenti per rafforzare le competenze e la formazione tecnica specifica. Potremo parlare direttamente con gli studenti e ascoltare le loro impressioni e riflessioni sul percorso di studi da loro intrapreso, vedere i loro disegni e le pitture, assistere alle lezioni di teatro o di euritmia e ammirare gli orti da loro coltivati!

di Terra Nuova

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