La tribu Waorani vince la prima causa contro le trivelle in Amazzonia

Dal blog http://dorsogna.blogspot.com/

SATURDAY, MAY 4, 2019

La strada e’ lunga, e la storia sara’ sicuramente appassionante e sappiamo gia’ per chi facciamo il tifo.

Per ora, nel primo round dei Waorani, 4,800 anime, contro i petrolieri, la corte ha dato ragione agli indigeni: i trivellatori non potranno entrare nelle loro terre ancestrali alla ricerca di petrolio in Amazzonia.

Per adesso almeno. 

Sono state due settimane intense di dibattiti e di interrogatori a Puyo, nella parte centrale dell’Ecuador, ma alla fine i giudici hanno accordato ai Waorani che le loro terre nella provincia di Pastaza resti chiusa alle trivelle e che i 180,000 ettari di terra che si voleva lottizzare, restino invece parte della foresta.

Il punto cruciale e’ che secondo il tribunale, qualsiasi lottizzazione e speculazione deve essere preceduta da consultazioni con gli indigeni, che in questo caso non ci sono state.

Quindi, il governo per adesso e’ stato fermato e per andare avanti dovranno almeno “consultare” gli indigeni, che — secondo me almeno  — gli diranno no! 

Secondo la costituzione dell’Ecuador, gli indigeni hanno il diritto “inalienabile, non revocabile e indivisibile” di mantenere il possesso delle loro terre ancestrali.

Il contenzioso nasce dal fatto che il petrolio e’ … sottoterra e non e’ ben chiaro a chi appartenga. La stessa costituzione prevede pero’ che ci voglia la “consultazione” degli indigeni per effettuare operazioni minerarie, in modo da poter valutare gli effetti all’ambiente e alla cultura delle tribu’.

Il governo di Quito cosi non ha fatto.  

Anzi, gia’ 2012 avevano avuto una sorta di rassicurazione dal governo di che le loro terre sarebbero state trivelle-free, ma in realta’ poi il governo centrale ci ha ripensato e ha riproposto la lottizzazione
senza chiedere niente a nessuno.  Nel frattempo, i trivellatori, mica scemi, hanno cercato di fare il lavaggio del cervello agli indigeni con regali, e promesse, sfruttando l’ospitalita’ dei Waorani nella foresta, senza spiegare che erano li per entrare nelle loro terre e studiarne l’appetibilita’ petrolifera. 

Il tribunale ha adesso ordinato di applicare al caso tutte le normative imposte dall’ Inter-American Court of Human Rights, che da maggior protezione agli indigeni del continente, e in particolare prevede che questa consultazione sia vera, estesa e chiara.

Tutto fermo per ora almeno. 

La vittoria dei Waorani e’ in realta’ una vittoria di tutte le genti indigene del paese, e ha creato un importante precendente in Amazzonia: sulla loro scia tutte le altre tribu del continente potranno appellarsi agli stessi principi per fermare gli sfruttatori nelle loro terre. Non solo i Waorani ma anche le terre degli Shuar, Achuar, Kichwas, Shiwiar, Sapara potranno essere protette. 

La cosa piu’ bella e’ che a capo di questa battaglia c’e’ una donna, Nemonte Nenquimo.  

Anche Leonardo di Caprio ha mandato le proprie congratulazioni ai Waorani.

Certamente il governo centrale e i petrolieri non si fermeranno e ci saranno appelli e pillole per cercare di addolcire l’amaro del petrolio, prima e dopo questa fantomatica consultazione, ma per ora i Waorani hanno vinto.

Speriamo che continui a prevalere il buon senso fino alla fine.

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