Ho oltrepassato migliaia di soglie
ogni linea di confine fra il limite e l’audacia,
assorbito quell’attimo che dal male germoglia
il fiore odorante di bellezza e di vigore.
Senza più crisalidi rigonfie e malate
ho percorso ogni strada fino alle terre più estreme
ne ho vissuto la vita, ne ho riso, ne ho pianto
con il sapore dolce in bocca d’una nuova scoperta.
Di vestiti che cadono e pavimenti che tremano,
di case affittate e castelli che crollano,
di sogni avverati e mostruose verità.
Non vorrei che finisse in questo modo
questo viaggio che scava le miniere
e riflette sulla superficie la luce tersa
dei diamanti del sommerso.
Un viaggio oltre la schiavitù del corpo,
la condanna del cammino alla fatica.