Le bugie che ci raccontano sull’Unione europea

Dal blog https://it.insideover.com/

Lorenzo Vita 
25 MAGGIO 2019

L’Unione europea aspetta questa tornata elettorale come mai aveva fatto in questi decenni. Stanca, delusa, frustrata e mai così divisa come in questi anni, si appresta a vivere il voto con l’ansia di chi sa che da domenica potrebbe cambiare tutto. E se non cambierà tutto da dopodomani, potrebbe comunque cambiare tutto nei prossimi mesi, o al massimo anni.

Ma in questo caso, l’ansia nasce da due fattori. Non solo la preoccupazione per il futuro, ma anche la frustrazione per un presente e un futuro che non stanno andando come prestabilito nei piani. Nessuno, fra gli europeisti convinti, pensava che l’Ue si sarebbe trasformata in questo caos cui assistiamo ogni giorno. Nessuno pensava che le magnifiche sorti e progressive dell’Unione europea diventassero in realtà un pantano da cui non se ne esce. Ma il problema, molto probabilmente, nasce da un errore di fondo. Anzi, da molti errori che in realtà sono figli di letture completamente di parte, se non ideologizzate, di cosa sia l’Europa.

Perché l’Europa non è peggiorata. Semplicemente l’Europa che hanno pensato gli ultrà europeisti (si badi bene, non gli europeisti in sé ma i fan ciechi all’ideologica pro-Ue) non è mai esista. Per anni è stato detto che l’Unione europea fosse una sorta di grande contenitore progressista e che non si potesse scindere, ad esempio, l’Ue dal liberalismo sfrenato. Ma l’Europa non è stata affatto creata per questo scopo ultraliberale né è nata per imporre un’idea. L’Europa è nata innanzitutto dall’intuizione impegno di leader più o meno conservatori (da De Gaulle ad Adenauer passando per De Gasperi) e sopratutto non doveva avere come scopo quello di costringere un intero continente a una determinata visione del mondo di matrice progressista. E questo cambia molto la percezione della stessa Ue, perché di fatto quei leader profondamente o conservatori o nazionalisti avevano immaginato l’Europa progressivamente unificata. Ma non fondata su quelle idee che invece stanno lacerando l’Unione dall’interno.

Un errore grossolano ma che dimostra come il problema non sia dei sovranisti né dei conservatori che si riconoscono nel Partito popolare europeo. L’errore è nell’altra Europa, quella che si riconosce nell’ideologia progressista trasformata in totem e che però non si addice all’idea di Ue che invece gli stessi padri fondatori avrebbero voluto. Insomma: la prima bugia riguarda la base culturale. Fondata da nazionalisti e cristiani, ora l’Ue condanna proprio quella matrice che invece l’ha fatta nascere e condanna chiunque si riconosca in quei valori. Non sono stati i progressisti, i liberal-democratici o i radicali a creare le basi dell’Europa unita. I comunisti volevano l’Unione sovietica e puntavano all’internazionalismo; gli ultraliberisti guardavano a Occidente verso gli Stati Uniti e l’Alleanza atlantica. Erano gli altri a volere l’Europa unita.

C’è poi un’altra bugia che è legata sempre all’origine dell’Europa: la pace. Da sempre ci viene ripetuto un mantra: l’Unione europea ha regalato al continente decenni di pace. Ma questa visione è del tutto priva di valore storico, perché un continente con le armate americane e sovietiche che si dividevano il territorio non può essere considerato artefice della propria stessa pace. La pace, per decenni, è stata garantita (forzatamente) da Stati Uniti e Unione sovietica, che hanno deciso a priori di spartirsi il Vecchio Continente e fare in modo che in Europa ci fosse pace. Una pace armata a vantaggio di Mosca e Washington ma sicuramente non figlia dell’Europa né figlia di questa Europa. Anzi, semmai è vero il contrario;: l’Unione europea non ha mai saputo garantire a se stessa la pace, come dimostrato prima nei Balcani e poi in Ucraina, dove il conflitto continua a mietere vittime anche per il desiderio di inserire Kiev nell’orbita di Bruxelles (sponda Nato e sponda Ue).

Pace non garantita, ideologia rinnegata, cui aggiunge una terza bugia: i leader europeisti. Inutile nasconderlo, i leader europeisti non esistono. O quantomeno non sono i leader che ci dipingono come tali, come Angela Merkel e Emmanuel Macron. Tutti pensano ai propri interessi, agli interessi dei propri governi e forse dei propri establishment: di certo non agli interessi degli altri. Gli ultrà europeisti continuano a dire che l’asse franco-tedesco sarà la locomotiva dell’Unione europea. Ma il Trattato di Aquisgrana l’ha reso chiaro: Macron e Merkel non sono europeisti, decideranno la politica dell’Europa basandosi sugli interessi di due Stati, ovvero di Francia e Germania.

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