Altre ecoballe dell’ENI: cibo ed energia mentre la Basilicata muore

Dal blog http://dorsogna.blogspot.com/

WEDNESDAY, MAY 29, 2019



Io non so chi gli cura l’immagine a questi qui ma di certo sono persone che non hanno nessun contatto con la realta’ reale  senno’ capirebbero che sono davvero ridicoli.

Lo sa tutta l’Italia che l’ENI e’ una delle ditte piu’ inquinanti del pianeta. Lo sa tutta l’Italia che hanno devastato ogni cosa che hanno toccato in settant’anni di storia. E pero’ continuano imperterriti a fingere di essere virtuosi e inventarsi iniziative che pare di essere su Lercio.it.

E infatti alle cotante assurdita’ che dicono ci possono credere solo i giovincelli inesperti che lavorano dagli uffici del marketing di Milano dell’ENI. L’ultima e’ che la nostra beneamata compra spazi pubblicitari sul Corriere della Sera per promuovere l’economia “circolare”.

Dicono cosi: “cibo ed energia, un rapporto che può essere virtuoso”.

Rido per non piangere.

Ma tratteniamoci e leggiamo con compostezza le panzane che ci propinano.

Iniziano con una domanda retorica: 

Perché la più grande multinazionale italiana dell’Oil & Gas decide di partecipare ad un importante evento nazionale dedicato al mondo della cucina? 

Risposta: per cercare di rifarsi una verginita’ ambientale, passando per la cucina! Solo che lo sanno tutti che sono come detto sopra ridicoli. Pensate a risanare le decine di siti che avete inquinato in tutta Italia. Pensate a ripristinare l’acqua potabile a Gela che gli avete guastato. Pensate a ripulire le tonnellate di fanghi e di monnezza trovate vicino ai vostri impianti in Basilicata. O l’acqua del Pertusillo, o le mangrovie di Nigeria, e poi ne riparliamo.

Ma andiamo avanti in questa ridicola inserzione a pagamento. 

Se lo sono chiesti sicuramente i visitatori di Cibo a Regola d’Arte, festival gastronomico del Corriere della Sera che si è svolto a Milano dal 16 al 19 maggio 2019. 

Non solo se lo sono chiesti, si sono pure fatti due risate.   

La risposta è semplice, anche se rimanda ad un concetto complesso, quello di economia circolare, con cui gli italiani stanno cominciando a prendere familiarità. 

Ah certo! Un concetto complesso che adesso grazie all’ENI e ai suoi eventi di cucina di Milano diventa familiare! Non riesco proprio a trattenermi, davvero. Sono in uno Starbucks di Boston e mi devo mordere la lingua per non ridere. Sentiamo cosa e’ questa economia circolare, anche se mi pare di anticipare che basta sentire le lezioni e sopratutto l’esempio di riuso dei miei nonni. 

Già da alcuni anni, Eni ha intrapreso un ambizioso percorso di decarbonizzazione e di sviluppo delle rinnovabili nell’ambito del quale si inserisce la produzione di biofuel di elevata qualità a partire dal recupero e dalla trasformazione non solo di olio vegetale non raffinato, ma anche di cariche alternative provenienti dalla filiera “waste & residue”, per esempio, grassi animali non edibili, rifiuti delle lavorazioni agro-industriali.

Puah! La balla delle balle! L’ENI e’ la TRENTESIMA ditta del mondo per emissioni di CO2, superata solo da pochi altri colossi, Exxon Mobil e Chevron per esempio, o le ditte di stato del petrolio di Russia o Venezuela.  Ma cosa vengono qui a dirci che sono dei santi perche’ raccattano un po di scarti vegetali per farci un “ambizioso percorso di decarbonizzazione”? Ma quante bucce di patate devono raccogliere per compensare di emettere lo 0.59% di tutta la CO2 immessa nel pianeta?

Credono veramente che siamo scemi?  

E tutto il resto? I fumi tossici che vengono fuori da Viggiano, dove li mettiamo quelli? Il gas flaring che fate in Nigeria, i pesci morti dei fiumi della zona, con quelli che ci facciamo? I cambiamenti climatici che causate, dove li mettiamo? In una pentola?

E poi io *odio* questa fissa di usare parole in inglese per fare scena. Waste and residue, perche’ non usare l’Italiano?

L’ho detto gia’ dieci volte. Sono ridicoli e risibili.

Andiamo avanti.
Di questi argomenti si è parlato durante due momenti di approfondimento che hanno visto la partecipazione di un pubblico attento e interessato a capire come dare il proprio contributo diretto ai progetti promossi da Eni, primo tra tutti, quello che pone al centro l’attività di raccolta e trasformazione degli oli di scarto alimentare.

Ah certo. Tutta l’Italia che pende dalle labbra di una ditta che vede scandali su scandali per inquinamento e corruzione parlare di olio fritto. Senza parole.

Di cosa dovevate parlare se volevate davvero parlare di questa presunta decarbonizzazione?

Ve lo dico io: quando verra’ chiuso il Centro Oli di Viggiano? Quando smetterete di trivellare pozzi nuovi? Che programmi ci sono per i risarcimenti a tutte le famiglie a cui avete causato danni indicibili con bambini nati microcefali a Gela? Quanti soldi darete per la bonifica del Delta del Niger?  Qual’e’ la exit strategy dell’ENI dal petrolio? Quando avverra’? 

Ecco, finche’ non confronterete queste domande vere, siete solo viscidi venditori di fumo vegetale arrostito.

PS: Cosa sia questa economia circolare pero’ non l’hanno mai spiegato!!!

Rido ancora. 

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