ERA DELLA SOCIOPATIA

Dal blog https://ugobardi.blogspot.com/

venerdì 7 giugno 2019

Autore : Derrick Jensen – Primavera 2013
Traduzione : Gianni Tiziano
Il termine Antropocene non solo non ci aiuta a fermare questa cultura dall’uccidere il pianeta – esso contribuisce direttamente ai problemi che intende affrontare. 
Innanzitutto, è gravemente ingannevole. Non sono gli umani quelli che “trasformano” – leggi, uccidono – il pianeta. Sono gli umani civilizzati. C’è una differenza. È la differenza tra le antiche foreste e New York City, la differenza tra 60 milioni di bisonti su una vasta pianura e campi di cereali geneticamente modificati carichi di pesticidi -ed erbicidi- . È la differenza tra fiumi pieni di salmoni e fiumi uccisi dalle dighe idroelettriche. È la differenza tra culture i cui membri si riconoscono come uno fra i tanti e i membri di questa cultura, che convertono tutto a proprio uso. 
Per essere chiari, gli Indiani Tolowa hanno vissuto dove io ora vivo per almeno 12.500 anni e quando il primo dei civilizzati arrivò il luogo era un paradiso. Ora, 170 anni più tardi, i salmoni sono stati portati all’estinzione, le sequoie sono state ridotte al 2% della loro estensione, e i campi (precedentemente foreste) sono pieni di tossine. 
Per essere ancora più chiaro: gli Umani non distruggono gli ambienti naturali. Sono gli umani civilizzati che distruggono gli ambienti naturali, e lo hanno fatto fin dall’inizio della civiltà. Uno dei primi miti scritti è di Gilgamesh che sta disboscando quello che ora è l’Iraq – abbattendo foreste di cedri così fitte che la luce del sole non toccava mai il suolo, tutto questo per poter creare una grande città e, più precisamente, per poter fare grande il suo proprio nome. 
Tutto questo è cruciale, perché gli autori di atrocità cercano così spesso di convincere se stessi e tutti gli altri che ciò che stanno facendo è naturale o giusto. La parola “Antropocene” tenta di rendere naturale l’assassinio del pianeta fingendo che il problema sia “l’uomo” e non un tipo specifico di uomo collegato a questa particolare cultura. 
Il nome manifesta anche il supremo narcisismo che ha caratterizzato questa cultura sin dall’inizio. Naturalmente i membri di questa cultura presenterebbero il loro comportamento come rappresentativo per “l’uomo” nel suo complesso. Le altre culture non sono mai esistite veramente, tranne che come razze minori che stanno semplicemente per accedere alle risorse. 
Usando il termine Antropocene si nutre di quel narcisismo. Gilgamesh ha distrutto una foresta e si è fatto un nome. Questa cultura distrugge un pianeta e nomina un’era geologica dopo sé stessa. Che sorpresa. 
Dicono che un segno di intelligenza è la capacità di riconoscere gli schemi. Bene, i membri di questa cultura non devono essere molto intelligenti. Abbiamo avuto 6.000 anni per riconoscere il disegno di genocidio ed ecocidio alimentato dal narcisismo e dalla sociopatia di questa cultura, e il comportamento sta semplicemente peggiorando. I membri di questa cultura hanno avuto 6.000 anni per riconoscere che le culture che stavano conquistando erano spesso sostenibili. E continuano a insistere con questo nome che tenta di includere tutta l’umanità nel loro comportamento spregevole. 
Il narcisismo si estende con il disconoscimento che esistono altre culture. Comprende anche la credenza che nient’altro sul pianeta esista pienamente. È come se l’adesivo sull’auto dicesse: “Non siamo l’unica specie sulla Terra: ci comportiamo come se lo fossimo”. Di recente ho sentito un astronomo che cercava di spiegare perché è importante esplorare Marte. L’esplorazione, disse, “risponderà alla domanda più importante di tutte: siamo noi da soli ?” Su un pianeta traboccante di vita meravigliosa (per adesso), lui fa questa domanda? Ho una domanda più importante. Lui è pazzo? La risposta è si. È un narcisista e un sociopatico. 

Naturalmente i membri di questa cultura, che hanno chiamato se stessi senza un brandello di ironia o umiltà Homo sapiens , mentre stanno uccidendo il pianeta, dichiarerebbero questa l’era dell’uomo. 
L’Antropocene non dà alcun accenno agli orrori che questa cultura sta infliggendo. “L’Era dell’Uomo”? Oh, questo è carino. Siamo il numero uno, giusto? Invece, il nome deve essere orribile, deve produrre shock, vergogna e indignazione commisurati a questa atrocità di uccidere il pianeta. Deve richiamarci a differenziare noi stessi da questa cultura, per mostrare che questa etichetta e questo comportamento non ci appartengono. Deve richiamarci a dimostrare che non lo meritiamo. Deve richiamarci a dire e intendere: “Non una sola cultura Indigena cacciata dalla propria terra, e nemmeno più una specie estinta!” 
Se daremo un nome a questa era, almeno siamo onesti e precisi. Posso suggerire, “L’Era della Sociopatia”?

Derrick Jensen è l’autore di oltre 20 libri, tra cui Deep Green Resistance
www.earthisland.org/journal/index.php/magazine/entry/age_of_the_sociopath/?fbclid=IwAR2P98RUHMJ3Ln40LOnC4xdGkUw0VPcG0zlFG1o6bGFCFEYUicPSHznJd7s

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