Clima e Attività Solare

Dal blog https://ugobardi.blogspot.com

venerdì 26 luglio 2019

Mentre stiamo esaurendo gli aggettivi per descrivere l’ondata di calore che ci è arrivata addosso, c’è ancora qualche frastornato che disperatamente cerca di parare il colpo con le scuse che trova, per esempio dicendo “si, però, mah, forse, eppure, potrebbe essere, chissà mai, che è più colpa del sole che dell’uomo” Eh, si, mi ricorda la barzelletta di quel pugile suonato che chiedeva all’allenatore di tener d’occhio l’arbitro perché sul ring c’era qualcuno che lo stava menando. Per non parlare degli abbindolati che ancora straparlano di un’era glaciale imminente. Insomma, disperazione per disperazione, continuiamo a cercare di convincere questi stralunati. Qui, ci prova WM con questo post (UB)

Clima e Attività Solare

di wm

http://www.sidc.be/silso/monthlyssnplot

http://www.solen.info/solar/

Una delle molte giustificazioni dei negazionisti dei cambiamenti climatici è l’influenza dell’attività solare sul clima della terra, proviamo a fare chiarezza: il sole attuale è diventato progressivamente più luminoso di quanto fosse alcuni miliardi di anni fa ma l’alternarsi di glaciazioni e alte temperature intervallate da condizioni simili alle attuali sul nostro pianeta hanno caratterizzato le ere geologiche. Una cosa assai interessante è che se qualche miliardo di anni fa la radiazione solare era minore le condizioni adatte allo sviluppo delle vita sul pianeta erano comunque presenti, una delle ragioni la quantità di gas serra sicuramente elevatissime prima della comparsa dei cianobatteri con la fotosintesi e seguente consumo CO2 .

Il sole è una stella di classe G, è composta principalmente da H che a causa delle fortissime pressioni interne dovute alla enorme massa consentono la fusione nucleare, H → He + energia in estrema sintesi. 

Questa energia viene emessa in un ampio spettro che ricalca abbastanza fedelmente il corpo nero a 5777 K. Prima di entrare in atmosfera è approssimativamente costituita da : 

UV 7% (λ < 3800 Angstrom), Visibile 40% (λ da 3800 a 7000 Angstrom), IR 53% (λ > 7000 Angstrom) 

L’indicatore principale dell’attività solare è la presenza di macchie sulla superficie, sono zone che appaiono scure a causa della temperatura inferiore con un intenso campo magnetico. La loro presenza non è costante ma segue un ciclo approssimativamente di 11 anni, da un minimo ad un massimo e un nuovo minimo. Ad ogni ciclo la polarizzazione del campo magnetico delle macchie si inverte. Le prime osservazioni risalgono all’anno 301 documentate da cinesi, ma anche in epoche successive da arabi (anno 840) e in Europa a Worcester nel 1128. 

Le osservazioni sistematiche avvennero tuttavia dall’inizio del 1600 da Keplero, Galileo ed altri. La registrazione dei dati effettuata dal 1700 circa da vari osservatori, Zurigo e poi in Belgio. Dall’analisi di questi dati Edward Maunder verso la fine del 1800 rilevò che nella seconda metà del XVII secolo le macchie erano scomparse . Questo episodio aveva una corrispondenza con quella che è stata definita piccola era glaciale, ma per avvalorare la tesi si passò all’analisi della correlazione con i raggi cosmici che vengono deviati in base all’intensità del campo magnetico solare (eliosfera). Quando l’attività è minore le radiazioni cosmiche giungono facilmente in ionosfera e agiscono sulle componenti, in particolare si formano isotopi di 14C e 10Be, questi a giunti a terra sono rilevabili negli alberi e nei ghiacci polari. 

Da queste analisi si è dedotto che sono esistiti altri periodi di minima attività negli ultimi 2000 anni, cicli che durano intorno a 100 anni. 

Ora sembrerebbe facile trovare una correlazione tra attività della nostra stella e clima terrestre. Non voglio fare troppi calcoli (dovremmo scomodare la legge di Stefan-Boltzman) ma semplificando possiamo dire: energia che entra – energia che esce. Considerando l’energia solare in tutte le sue forme una parte giunge sulla Terra, il resto viene riflesso e/o rifratto, inoltre anche la Terra irradia a sua volta nello spazio. Il Sole è stato ben studiato e per molto tempo si è cercato di comprendere quanta energia irradia in tutte le frequenze, la Costante Solare. Nello spazio il valore oscilla intorno a 1367 W/m2 e varia per l’ellitticità dell’orbita terrestre di circa il 7% tra gennaio e luglio 

Ebbene, la relazione tra attività solare e energia irradiata (irradianza) esiste ma l’analisi precisa del valore della Costante Solare in funzione dell’attività è dell’ordine dello 0,3%. 

Evidente che ci sono altri meccanismi che entrano in gioco, variazioni dello scambio energetico tra troposfera e strati più alti nella stratosfera, dove vengono assorbite le radiazioni più energetiche, UV e X. 

Aggiungiamo un altro dato a complicare le cose, negli ultimi 60 anni i cicli solari sono diminuiti costantemente come intensità e numero di macchie. L’ultimo che stiamo attraversando, il 24, è il più moderato del periodo considerato come evidenziato nel grafico. 

Un metodo di analisi al quale faccio riferimento è la misura del flusso a 2,8 Ghz ( SF) che viene rilevato con appositi strumenti insieme ad altri dati geomagnetici che valutano la distorsione del campo magnetico terrestre. Il valore del Solar Flux (SF)   varia da 66-67 nei periodi minimi (come l’attuale) a oltre 250 nei periodi di altissima attività solare collegandosi anche a brillamenti (flares).

L’indice geomagnetico A  invece varia in funzione del vento solare costituito principalmente da protoni (ioni H) che vengono espulsi durante le tempeste solari, eruzioni ed esplosioni o buchi coronali che rilasciano materia nello spazio e che, se geoeffettivi, colpiscono la terra a velocità tra 300 e 900 Km/sec distorcendo il campo magnetico e determinando, tra le altre cose, le aurore alle alte latitudini ma anche sconvolgimenti nelle comunicazioni in onde corte e raramente alle alte frequenze. 

In definitiva, faccio fatica a credere che l’influenza del Sole sul clima sia determinante, sono ben altre le forzanti climalteranti, al massimo la nostra stella da un piccolo aiuto ma trascurabile. 

Se davvero fosse dovremmo assistere ad una riduzione della T in questa fase e non certamente all’aumento drastico cui stiamo assistendo. 

wm 

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