Anche l’Africa in fiamme, piu’ dell’Amazzonia

dal blog http://dorsogna.blogspot.com/

Immagini NASAE’ tutto il mondo che va in fiamme. Di Siberia, Amazzonia, Alaska e Nord Europa abbiamo gia’ parlato, in questa torrida estate del 2019.

Adesso la NASA rilascia fotografie da satellite dell’Africa sub-sahariana anche lei tutta arrossita dagli incendi.

Fa impressione e paura allo stesso tempo. E ci mostra che davvero la catastrofe si avvicina ma nessuno sembra preoccuparsene, perche’ accanto agli incendi ci sono i ghiacciai che si sciolgono a ritmi frenetici, c’e’ il lento ed inesorabile aumento dei livelli del mare, ci sono inondazioni e carestie. Tutto sempre piu’ estremo che in passato.

Ma torniamo all’Africa. In particolare il Congo e l’Angola, sono stati colpiti da incendi drammatici che assalgono i due paesi da almeno un mese, e che sono considerati i peggiori degli scorsi 15 anni.

E infatti, sebbene tutti parlano di Amazzonia e di Bolsonaro, in queste ultime ore ci sono piu’ incendi in Congo ed Angola che in Brasile. 

Si tratta di 6,900 incendi in Angola;  3,400 in Congo e “solo”  2,100 in Brasile. Ci sono pure forti incendi in Zambia e in Bolivia.

La NASA pero’ non e’ in grado di quantificare quanto grandi siano questi incendi e dove esattamente siano. 

Perche’ dunque tutti questi incendi? La risposta piu’ probabile e’ perche’ in questo periodo, prima delle piogge di inizio autunno, ci si prepara per i pascoli e gli agricoltori usano qui la tecnica spicciola del tagliare e bruciare selvaggio. In questo modo si ottengono campi per il bestiame e per le piantagioni invece che foreste e savane, si uccidono le malattie e le pesti in modo facile, e le ceneri possono essere usate come fertlizzante.

Tutto quindi molto pragmatico, solo che spesso questi “innocenti” incendi spesso diventano letali. Per di piu’ si arriva sul lungo termine a perdita di biodiversita’ e ad erosione del suolo.

Intanto, Macron, Bolsonaro e tutti gli altri parlano, litigano ma ben poco fanno. 

Come sappiamo, la comunita’ internazionale riunita per il G7 a in Francia, decide di destinare 22 milioni di dollari per fermare le fiamme in Amazzonia. Si tratta di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, UK e USA.

Ma Jair Bolsonaro, presidente del Brasile, dice che non accettera’ quei quattrini se prima Emmanuel Macron primo ministro di Francia non si scusa di averlo personalmente offeso.

Bolsonaro e il suo entourage dicono che il tutto e’ fake news, che c’e’ puzza di colonialismo nelle parole di Macron, e implica che la moglie di Macron, Brigitte non e’ poi cosi bella come quella di Bolsonaro!

Macron dice che e’ tutto molto maleducato questo modo di fare e che lui e’ preoccupato perche’ la Guyana francese e’ poco distante dalle fiamme.

Ovviamente apriti cielo: il capo della sicurezza brasiliano, il generale Augusto Heleno dice che il 90% delle colonie francesi sono in pessimo stato, e che siccome hanno lasciato caos e distruzione dappertutto sarebbe meglio che i francesi stessero zitti. Il governatore dello stato del Mato Grosso, 
Mauro Mendes, dice che Macron vuole solo creare ostacoli economici al Brasile.

Ovviamente Bolsonaro rincara la dose con indigeni ed ambientalisti che frenano lo sviluppo economico del suo paese. Lui invece vorrebbe mettere la turbo-carica al progresso. Parole sue.
E’ inaccettabile secondo lui che indigeni cosi poco organizzati debbano gestire il 14% del paese.
E ce l’ha pure con i giornalisti rei di aver parlato troppo della foresta in fiamme.

Un cittadino del Brasile manda poi un tweet a Emmanuel Macron accusandolo di puntare il dito solo verso il suo paese e di ignorare invece l’Africa.

E cosi Macron dice che potrebbero esserci iniziative simili, cioe’ soldi per fermare le fiamme, anche per l’Africa.

E cosi ora il mondo sa degli incendi sub-sahariani, della bellezza di Brigitte Macron, del colonialismo francese e del 14% del Brasile in mano agli indigeni.

Fine della triste storia.

Il mondo, dall’Angola al Brasile al Congo, continua a bruciare. 

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