Cappotto termico: cos’è e quali benefici offre

dal blog https://www.infobuildenergia.it/

04/09/2019


Uno degli strumenti più efficaci per fare efficienza energetica in edilizia è il cappotto termico: migliora il comfort abitativo, assicura riqualificazione energetica e risparmi in bolletta, beneficia delle detrazioni fiscali. Quali materiali scegliere per l’isolamento termico? Cappotto esterno, interno o raddoppio del cappotto? Ecco caratteristiche, costi e vantaggi

A cura di: Andrea Ballocchi – Raffaella Capritti

Cappotto termico: cos’è e quali benefici offre

Indice degli argomenti:

Il tema della riduzione degli sprechi energetici e della riqualificazione edilizia è prioritario in l’Italia, come nel resto dell’Unione, per poter raggiungere gli obiettivi di efficientamento previsti dalle normative europee e limitare l’aumento della temperatura globale a meno di 2°C (o addirittura 1,5°C), come richiesto dall’Accordo di Parigi.


Nel nostro paese esistono circa un milione di condomini per la maggior parte costruiti prima degli anni ’80, e quindi altamente energivori e circa il 53% dei 22,5 milioni di abitazioni non è mai stato oggetto di interventi di manutenzione o ristrutturazione.
Si tratta quindi di circa 11,5 milioni di abitazioni profondamente obsolete e inefficienti che si trovano in classi energetiche pessime e che nel complesso sono responsabili di elevati consumi e di un tasso di inquinamento molto alto. 
E’ dunque indispensabile riqualificare gli edifici esistenti in modo da diminuire drasticamente i consumi energetici delle abitazioni, ad oggi responsabili di oltre il 40% delle emissioni di CO2.


Tra gli strumenti più efficaci per migliorare le prestazioni energetiche di un edificio rientra il cappotto termico, sistema di isolamento dell’involucro che permette di ottimizzare le prestazioni energetiche e termiche degli edifici, migliorando il comfort abitativo, garantendo isolamento dal caldo e dal freddo, riducendo i consumi energetici e di conseguenza le bollette sia per il riscaldamento invernale che per il raffrescamento estivo e assicurando una rivalutazione dell’immobile nel momento in cui passa da una classe energetica inferiore a una più alta. Inoltre contribuisce a elevare il grado d’isolamento acustico dell’abitazione e risolve il problema dei ponti termici, ovvero i punti dell’involucro edilizio in cui si verifica una dispersione del calore o si formano condensa e muffe. 

Detto questo occorre definire bene cosa sia il cappotto termico, come si esegua, quali materiali si possono utilizzare e quanto costi.

Intanto però una cosa è certa: questa soluzione è parte integrante degli interventi incentivati tramite ecobonus, ovvero le detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica che hanno innescato un meccanismo virtuoso in termini di investimenti superiore ai 39 miliardi di euro dal 2007 al 2018, con un risparmio cumulato di circa 100 milioni di MWh. Lo rileva l’ENEA attraverso il Rapporto annuale sull’efficienza energetica 2019.


I moderni sistemi a cappotto adeguatamente realizzati, assicurano una durabilità e un’affidabilità garantita nel tempo per almeno 25 anni e lasciano inoltre libertà assoluta ai progettisti nelle scelte di rivestimento. 

E’ bene ricordare che è molto importante la corretta posa in opera che svolge un ruolo fondamentale per garantire la funzionalità del sistema a cappotto e la sua durata nel tempo. Tutti i componenti coinvolti devono essere correttamente posati: adesivo, pannello isolante, prodotto rasante, rete di rinforzo, ancoraggio, intonaco, eventuale finitura protettiva.

Che cos’è l’isolamento termico a cappotto esterno

Con cappotto termico s’intende il sistema di isolamento termico, detto anche cappotto esterno (più che interno, poi diremo perché).

Isolamento termico a cappotto

A livello europeo l’associazione europea EAE ha definito e certificato un sistema isolante a cappotto denominato ETICS, acronimo di External Thermal Insulation Composite System, ovvero sistema composito di isolamento termico esterno. Il cappotto, infatti, non è un blocco unico, ma è composto da più parti quali: collante, materiale isolante termico sotto forma di pannello, tasselli per ancoraggio, intonaco di fondo, strato di rinforzo o armatura, intonaco di finitura e accessori.

L’ETICS è definibile come un kit certificato costituito da componenti prefabbricati applicati alla facciata direttamente sul posto.

Per essere certi che il sistema a cappotto sia pienamente rispondente ai dettami CE deve riportare l’icona della marcatura e rispondere al benestare tecnico europeo, sotto forma di linea guida ETAG 004 (European Technical Approval Guideline). La struttura è frutto di un lavoro a livello europeo coordinato, per il settore delle costruzioni, da EOTA, European Organization for Technical Approval, che ha ricevuto dalla Commissione UE il compito di stabilire linee guida per approvare a livello tecnico ed europeo i Sistemi ETICS. Per l’Italia ha contribuito il Consorzio CORTEXA – il consorzio italiano per la cultura del Sistema a Cappotto di qualità, che unisce sotto lo stesso marchio le più grandi aziende del settore – che ha pubblicato in italiano il manuale per la posa del sistema

In Italia l’UNI ha pubblicato due norme dedicate ai sistemi di isolamento a cappotto: la UNI/TR 11715:2018 richiede l’uso di materiali certificati per la progettazione e posa in opera dei sistemi di isolamento termico a cappotto, la UNI 11716:2018 certifica invece le competenze dei posatori.

Cappotto esterno, benefici

Il rivestimento esterno assicura diversi benefici: come specificato dall’Associazione europea aiuta a proteggere il clima e l’ambiente. Il primo e più importante beneficio è il risparmio energetico, quello conseguente – e altrettanto importante – è rappresentato dalle emissioni evitate di CO2 conseguenti al taglio dei consumi.

Corretta posa del sistema di isolamento a cappotto

Ma il risparmio è possibile non solo in termini di riscaldamento, ma anche in ridotte spese per il raffrescamento: la stessa Cortexa segnala che proprio riguardo ai consumi estivi, contare su un elevato livello d’isolamento termico permette di ridurre fino al 50% la quantità di frigorie richieste nel periodo estivo, dimezzando così il consumo elettrico dei condizionatori per il raffrescamento.

Il cappotto migliora il comfort termico, ma è anche una potente leva occupazionale. Pensiamo infatti ai posti di lavoro generati per ristrutturare e riqualificare i milioni di edifici in Italia e in tutta Europa, promuovendo l’uso di manovalanza locale. Contare su una maggiore efficienza energetica significa ridurre l’apporto di materia prima – spesso da fossili – proveniente da Paesi non UE. Ciò significa garantire indirettamente maggiore sicurezza negli approvigionamenti, contando anche su una più significativa indipendenza, se ciò si aggiunge a una maggiore produzione da fonti rinnovabili.

Un altro beneficio decisivo è anche quello di prevenire o ridurre quanto più possibile la povertà energetica. Come segnala EAE, più di 124 milioni di persone in Unione Europea vivono in condizioni di indigenza a livello energetico.

Se realizzato a regola d’arte, il sistema a cappotto offre uno strumento importante per gli architetti anche in funzione estetica

Cappotto interno

È l’alternativa praticata, accanto a quella dell’insufflaggio nelle pareti di cellulosa o sughero, per migliorare il grado di isolamento termico. Il cappotto termico interno viene realizzato in un caso specifico: quando non è possibile intervenire esternamente, per vincoli architettonici o condominiali. Si tratta di una scelta adatta anche nel caso in cui si vogliano isolare singole unità immobiliari indipendentemente dagli interventi realizzabili sull’intero condominio. 
L’isolamento interno assicura diversi vantaggi tra cui la rapidità degli interventi e il miglioramento delle condizioni termoigrometriche degli ambienti, grazie all’innalzamento delle temperature superficiali, e l’eliminazione dei fenomeni di condensa superficiale. 

Può essere costituito da pannelli isolanti in polistirene, ricoperto da cartongesso, contando anche su una eventuale struttura metallica a supporto delle parti. Per una opzione naturale si può optare per il sughero o per la canapa, per una più “avveniristica” si può scegliere l’aerogel, che ha il pregio di garantire ottime prestazioni a fronte di spessori limitati.

La soluzione interna di solito costa meno ed è più rapida da posare. Lo svantaggio è che sulla parete si dovrà fare attenzione nel caso di riparazioni o altri lavori successivi. Inoltre, diminuisce il volume degli ambienti interni. E’ necessario conciliare il maggiore isolamento termico con la riduzione della superficie interna, utilizzando materiali dotati di dotati di eccellenti proprietà isolanti e considerando costi e spessori. 

Spessore minimo e massimo

Per quanto riguarda lo spessore minimo, le variabili in gioco sono molte e dipendono dalle caratteristiche stesse dei materiali utilizzati. Per quanto concerne invece lo spessore massimo, il decreto legislativo 102/2014, che ha recepito la direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, specifica che nel caso di interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti che comportino maggiori spessori delle murature esterne e degli elementi di chiusura superiori e inferiori necessari a ottenere una riduzione minima del 10% dei limiti di trasmittanza previsti dal decreto legislativo 192/2005: “è permesso derogare, nell’ambito delle pertinenti procedure di rilascio dei titoli abitativi” a quanto previsto “dalle normative nazionali, regionali o dai regolamenti edilizi comunali, in merito alle distanze minime tra edifici, alle distanze minime dai confini di proprietà e alle distanze minime di protezione del nastro stradale, nella misura massima di 25 cm per il maggiore spessore delle pareti verticali esterne”.

La deroga può essere esercitata nella misura massima da entrambi gli edifici confinanti, in ogni caso nel rispetto delle distanze minime riportate nel codice civile.

Costi e incentivi

Quanto può costare un sistema di isolamento a cappotto? Le variabili sono molte. Secondo calcoli effettuati da CNA Energia, tra il costo medio del materiale a metro quadro variabile (tra i 30 e i 40 euro a metro quadro) e la manodopera (25 euro/mq) si fa presto a calcolare una spesa sommaria, moltiplicandola per la superficie da coprire.

Ma, ripetiamo, è un calcolo di stima: perché nel novero delle considerazioni entrano in gioco lo stato dell’immobile, le sue dimensioni e caratteristiche, le prestazioni termiche desiderate,  le complessità di cantiere nonché le scelte estetiche e architettoniche.

Di certo ci sono gli incentivi che possono rendere interessante l’investimento: l’ecobonus, ossia la detrazione fiscale per la riqualificazione energetica, varia dal 65% fino al 75% a livello condominiale se l’intervento di risparmio energetico atteso migliora la prestazione energetica invernale ed estiva, fino all’80% e 85% effettuando migliorie a livello antisismico.

Non solo: tra le altre possibilità previste per legge c’è anche quella della cessione del credito a terzi. Questo significa che è possibile cedere il credito corrispondente alla detrazione ai fornitori di beni e servizi che realizzano l’intervento. L’inquilino così dovrà prevedere una spesa pari a quello che rimane togliendo la parte da detrarre.

Gli edifici a energia quasi zero (Near Zero Energy building)

La direttiva europea 31 del 2010 ha introdotto il concetto di edificio a energia quasi zero (NZEB). Tutti gli stati membri devono impegnarsi perché entro il 31 dicembre 2020 tutti gli immobili di nuova costruzione siano a energia quasi zero (dal 2018 gli edifici pubblici), elaborando specifici piani nazionali affinché gli “edifici siano ad altissima prestazione energetica, il cui fabbisogno energetico dovrebbe essere coperto in misura molto significativa da energia da fonti rinnovabili, compresa l’energia da rinnovabili prodotta in loco o nelle vicinanze”. L’Italia ha recepito la direttiva 31 del 2010 con il Decreto Ministeriale “Requisiti Minimi” entrato in vigore dal 1° luglio 2015, adottando a livello nazionale la metodologia di calcolo della prestazione energetica degli edifici, che tiene conto delle caratteristiche termiche, degli impianti di climatizzazione e di produzione di acqua calda. Vengono inoltre fissati i requisiti minimi di prestazione degli involucri, per conseguire livelli ottimali in funzione dei costi. I requisiti verranno rivisti ogni cinque anni e saranno validi sia per gli edifici di nuova realizzazione che in caso di ristrutturazione.

Come sottolinea il consorzio Cortexa “Una delle novità più importanti precisata dalla norma è proprio la metodologia di calcolo dei valori di Trasmittanza “U”, che tengono conto nell’incidenza dei ponti termici calcolati puntualmente e non in percentuale forfettaria come accadeva in passato. Per questo la scelta dell’applicazione del Cappotto come sistema di Isolamento in grado di correggere perfettamente i ponti termici, costituirà la soluzione privilegiata anche in Italia, come avviene ormai da anni in tutta Europa”.

Tipologie di Pannelli isolanti termici

Per il cappotto termico è possibile scegliere su una varietà di materiali: da quelli di origine sintetica come il polistirene EPS e XPS (il primo è espanso, il secondo estruso) o l’aerogel, si va a quelli di origine minerale come lana di roccia, lana di vetro o calce cemento. 

L’alternativa ecologica c’è: è possibile, infatti, prevedere un cappotto in sughero oppure in canapa rivestita con intonaco in calce o ancora in lana di pecora.

Infine ci sono anche quelli di origine composita, come fibra di cocco accoppiata a sughero, lana di legno mineralizzata e polistirene espanso sinterizzato.

Rassegna Prodotti

Fassa – Fassatherm

Sistema di isolamento a cappotto Fassatherm di Fassa

Fassatherm è il sistema cappotto completo di Fassa Bortolo che prevede tre soluzioni di isolamento, a seconda delle esigenze dell’edificio, con lastre di tipologie diverse, ognuna corredata da una vasta scelta di collanti, rasanti, accessori e rivestimenti in varie tonalità cromatiche del Sistema Colore Fassa Bortolo.

Fassatherm Classic specifico per l’isolamento, interpreta gli standard più comuni; Fassatherm Plus, un sistema più evoluto, per ottenere maggiori protezioni; Fassatherm Eco è un sistema naturale, per chi cerca una scelta che rispetti anche l’ambiente. 

A garanzia dei migliori risultati di efficienza e durata tutti gli elementi del Sistema Cappotto Fassatherm® sono sottoposti ai test di controllo più severi. Tutti i prodotti del sistema hanno ottenuto i Benestare Tecnici Europei ETA, che ne attestano l’idoneità all’impiego per l’utilizzo negli interventi di isolamento termico dall’esterno. 

Il Sistema Cappotto FASSATHERM® Wood è inoltre certificato ETA per strutture a telaio in legno.

Ferri – Sismacoat

Sismacoat sistema a cappotto antisismico di Ferri

Ferrimix SismaCoat è il nuovo sistema antisismico a cappotto di Ferri che permette di realizzare l’adeguamento antisismico e l’efficientamento energetico degli edifici esistenti in un’unica soluzione.

Si tratta di un sistema brevettato che garantisce la messa in sicurezza degli edifici ed efficienza energetica intervenendo sull’involucro, senza che siano necessari interventi all’interno; è realizzato attraverso l’utilizzo di pannelli isolanti per sistemi a cappotto caratterizzati da lastre di grandi dimensioni e densità opportuna.

Nell’intercapedine che si crea tra facciata e pannelli, viene alloggiata una rete di acciaio strutturale da collegare alla struttura portante dell’edificio attraverso successivo getto di calcestruzzo a riempimento. In questo modo l’involucro dell’edificio è protetto da parete di rinforzo in c.a. e da un cappotto termoisolante.

Mapei – Mapetherm Flex RP 

rasante elastico Mapetherm Flex RP di Mapei specifico per l'isolamento a cappotto

Sviluppato nei laboratori di Ricerca & Sviluppo MapeiMapetherm Flex RP è un prodotto unico ed altamente innovativo che, grazie alla tecnologia BioBlock, assicura un’alta resistenza alle muffe e alle alghe. Si tratta di un rasante elastico in pasta, resistente agli urti, specifico per il recupero di sistemi d’isolamento degradati e la rasatura armata di pannelli isolanti e cappotti. Si caratterizza per le ottime prestazioni di adesione su pannelli isolanti, intonaci vecchi e nuovi, rasature organiche e cementizie, rivestimenti plastici e pitture anche degradati, purché aderenti al supporto e non soggetti ad umidità di risalita

Mapetherm Flex RP è pronto all’uso, esente da cemento, estremamente elastico, dotato di tecnologia Fast Track Ready che permette di ridurre i tempi di lavorazione perché riduce i tempi di stagionatura tipici dei rasanti a base cementizia. La tecnologia Ultralite rende il rasante leggero e semplice da applicare. Il sistema di colorazione automatico ColorMap rende Mapetherm Flex RP colorabile.

E’ particolarmente adatto per la protezione di zone critiche quali zoccolature, parti comuni di condomini, aree accessibili al pubblico esposte a urti e sollecitazioni.

Rockwool – Redart 

Sistema di isolamento termico a cappotto Redart di Rockwool

Rockwool propone il sistema per l’isolamento a cappotto REDart che assicura la massima libertà di progettazione per ogni edificio, unendo l’aspetto estetico delle finiture con le ottime proprietà isolanti della lana di roccia e garantendo ridotti tempi di intervento. I lavori vengono infatti eseguiti all’esterno dei muri perimetrali, senza interferire con le attività di chi abita nell’edificio.


REDArt offre oltre 200 colori e differenti tipologie di finiture garantendo dunque la massima libertà espressiva in qualsiasi contesto abitativo. Adatto sia negli interventi di nuova realizzazione che nelle riqualificazioni il sistema è disponibile in 2 varianti: REDArt Plus, adatto ad ogni tipologia di edificio, residenziale e non e REDArt Casa, specifico per edifici di altezza massima fino a 7 metri, come abitazioni mono e bi-familiari.

Sika – Thermocoat 

Sistema di isolamento termico a cappotto Sika Thermocoat

Sika® Thermocoat è un sistema completo di isolamento termico esterno a cappotto realizzato con polistirene EPS, conforme alle direttive dell’Organizzazione Europea per le Approvazioni Tecniche (EOTA).

Il sistema è stato testato secondo la linea guida ETAG 004, ottenendo l’attestato di conformità ETA e l’autorizzazione per la marcatura CE. E’ composto da diversi elementi compatibili e integrati tra loro: pannelli termoisolanti in polistirene espanso sinterizzato, malta, rete di armatura in fibra di vetro, primer, rivestimento plastico murale protettivo, profili e chiodi di fissaggio.

Stiferite RP

I pannelli Stiferite RP per l'isolamento a cappotto interno

Stiferite ha sviluppato una soluzione specifica per il cappotto interno: i pannelli della serie STIFERITE RP, realizzati con speciali schiume poliuretaniche, polyiso, accoppiati a lastre in cartongesso, che assicurano di ottenere eccellenti prestazioni isolanti con spessori sensibilmente inferiori a quelli richiesti da altri materiali.

Con il minor ingombro possibile, il sistema, applicabile sia a parete che a soffitto, migliora l’efficienza energetica di strutture esistenti con interventi rapidi e poco invasivi. 

Viero – cappotto su cappotto o raddoppio del cappotto

Vieroclima2: sistema per il raddoppio del cappotto termico

Per tutti i casi in cui si vogliano migliorare le prestazioni di facciate scarsamente isolate, senza smantellare l’isolamento esistente, la soluzione più indicata per ottimizzare le prestazioni è quella del cappotto su cappotto. Viero firma Vieroclima2, sistema particolarmente adatto se il livello di isolamento non è conforme alle attuali normative o alle proprie esigenze di comfort e risparmio energetico, in caso di ponti termici o nel caso di imperfezioni estetiche come microlesioni o rappezzi.

Tra i vantaggi Vieroclima2 permette di integrare prestazioni isolanti del vecchio cappotto nel rispetto delle nuove normative e accedere alle detrazioni fiscali evita i costi di smaltimento con vantaggi economici e ambientali.  

Xella – Multipor


Per la riqualificazione degli edifici esistenti, Xella propone MULTIPOR, un cappotto esterno con pannelli isolanti minerali e privi di fibre, altamente traspirante, in grado di correggere completamente i ponti termici presenti nell’edificio. E’ un prodotto realizzato nel pieno rispetto dell’ambiente, con materiali di origine naturale, come calce, sabbia e acqua, con l’aggiunta di una piccola percentuale di cemento e di additivi porizzanti, attraverso un processo che richiede consumi minimi di energia

I pannelli isolanti Multipor garantiscono rigidità e stabilità, resistenza al fuoco, elevata traspirabilità ed eliminano le situazioni di basse temperature superficiali interne, tipiche del periodo invernale e frequentemente causa di muffe e umidità. Si applicano facilmente su tutti i tipi di supporto, garantendo ottimo isolamento esterno, prestazioni invariate nel tempo (la struttura minerale infatti rimane inalterata) e massimo comfort. 

Il sistema è certificato EPD, che offre informazioni sulla sostenibilità ambientale di un prodotto in relazione al suo intero ciclo di vita e Natureplus, che promuove l’uso sostenibile delle risorse e la tutela del clima nella fabbricazione di prodotti per l’edilizia, certificazione destinata ai prodotti sostenibili composti per almeno l’85% da materie prime rigenerabili o di origine minerale.  


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