PIL, crisi sanitaria, emergenza politica

Ogni disastro sul piano sociale, mentre spesso è devastante per chi ci cade coscientemente o casualmente, diventa insieme opportunità di cambiamento oltre che devastazione.

Lo è stato il tema Ilva di Taranto, che ormai razzola fra “tavoli” sindacali a vuoto e poteva avere una narrazione assolutamente diversa, fra risorse sprecate e interi territori devastati, mentre è oggi chiusa nell’ottusità di un governo incapace di fare davvero cambiamenti in quel territorio per esempio.

Lo è il tema del corona virus con tutte le attuali implicazioni a vista.

Il mondo globalizzato in cui si muovono attori potenti con aspetti anche contraddittori in senso di interessi politici ed economici, ma con un percorso di globalizzazione in cuil tempo di vita, distanze, individui e anche masse, hanno poca possibilità di determinazione, il “sistema” macina per conto suo risorse, persone, ambienti.

Le merci devono circolare, la finanza deve costruire business con la sua lunga mano anche nei settori produttivi in senso classico(dietro ogni fabbrica c’è una banca), la comunicazione deve “accompagnare “ questa narrazione a totale carico di chi ne ha la proprietà dei mezzi essenziali.

Vi sono stati come gli USA, dove strutture come la NSA, ha bilanci con poteri enormi di intervento e che vengono usati per influenzare e premere a seconda delle lobby vincenti in quel momento su scala planetaria e con la corsa alla conquista del cielo come terreno di guerra per il controllo anche universale!

E’ un terreno mobile e non lineare, ma oggi i Servizi sono usati per fare “affari” per sostenere acquisti o spese o per limitare circolazione di idee/prodotti diversi dal potere costituito.

Lo fanno anche strutture private come il centro studi Bildenberg, l’Aspen e altri camuffati da centri studi, sponsorizzati da potenti alla Soros, ma non solo.

Il virus che sta bloccando il mondo non delle merci (solo in parte), ma della circolazione e del lavoro individuale, del reddito di masse importanti, si è diffuso alla velocità della luce proprio per la globalizzazione, l’intreccio migratorio economico, relazionale e in parte anche di migranti indotti a livello internazionale.

C’è quasi uno scollamento fra efficienza raggiunta dalla tecnologia, dalla scienza in molti campi e poi un virus “banale” mutato geneticamente da animali (artificialmente o naturalmente, poco cambia) ci sbatte davanti agli occhi il lato del terrore vero, dell’ansia inconsapevole del nemico come una guerra, nucleare, come un attentato terroristico.

Dove va messo tutto questo sforzo di sviluppo sociale se poi non abbiamo altro che chiuderci in casa e aspettare che passi.

I cinesi da cui ha preso piede questa epidemia speciale lo stanno forse battendo, ma qui mai come in altri casi vale la pena citare “l’operazione sta riuscendo, ma il paziente è morto”!

In Cina hanno stravolto con ordini perentori, con l’uso della forza e della rete del partito unico ogni più elementare diritto, istanza individuale.

Hanno forzato tempi di lavoro ed efficienza già alti, hanno isolato decine di milioni di persone, hanno chiuso forzatamente ogni collegamento con inasprimento delle denunce per chi trasgredisce, non ubbidisce, hanno stimolato la delazione, hanno aumentato la tecnologia moderna (telecamere a riconoscimento facciale) in ogni ganglio vitale. Serve salvare il sistema di massa, ma tutti sono sacrificabili .

Medici ed infermieri che fanno 14/15 ore al giorno da mesi per curare in questa emergenza che vita hanno ? Sono lo specchio di una società in espansione .

Forse si capisce nel loro modo, di calvinismo spinto che non hanno neppure un altra idea in testa che non sia il lavoro, il sacrificio, la vita come espiazione individuale di un esigenza della società gestita dal partito unico, senza opzione b, senza possibilità di contraddittorio.

E’ quello il modello ? Ognuno può farsi idee sull’argomento.

Fra devastazione ambientale del sistema produttivo si sacrifica ogni aspetto al profilo privilegiato dello sviluppo del PIL.

In Europa con una verniciata mascherante di green avanti come treni a vapore, la finanza è alla base di ogni aspetto: dalle poche fabbriche ancora produttive, alle grandi società che commerciano merci o dati, alle banche, ai grandi fondi di investimento.

Abbiamo legato tutto quanto è società attiva alla gestione ed al controllo della grande finanza.

Si incarica il corona virus di spiegare come funziona: se hai risorse e relazioni giuste cambi tipologia o nazione e vai avanti a vendere prodotti se no soccombi.

I cinesi hanno messo 173 miliardi a sostegno delle loro industrie ed hanno un aumento sia pure in senso tradizionale del PIL di circa il 6% annuo, in Italia hanno messo 7,3 miliardi a debito con un PIL già oggi quasi negativo, dove vuoi andare?

Ovvio che in questo modo l’Italia con l’80% di piccole medie imprese che lavorano per l’interno ha poche possibilità economiche e di modifica del proprio spazio di lavoro ed è crisi vera, perché non c’è riciclo possibile e le rigidità sindacali anche capibili non hanno chance di essere accolte.

C’è tutta un insieme di cause e concause non risolte, perché si scelto altro. Chi doveva decidere era impegnato a proteggere il proprio partito politico.

Le missioni di “peacekiping” a traino americano attraverso la NATO dilaniano nazioni, aumentano migrazioni bibliche per difendere il petrolio o il gas, mentre c’è la narrazione green, le infrastrutture non sono adeguate in generale alle esigenze.

La politica ha un livello corruttivo incredibile anche intellettuale, in cui si inseriscono bene le varie mafie con liquidità immense, trasformando le nazioni in lavatrici di soldi sporchi.

Il Reddito di Cittadinanza, che è a mio giudizio un ottima cosa, ma gestita senza risorse e strutturato male da uno stato diviso politicamente e debole, che non crea condizioni per avere lavoro continuo e reale(non solo formazione), senza autonomia monetaria, senza potersi districare da coinvolgimenti internazionali in guerre per l’energia e altro non basterà a reggere questa ondata ennesima senza sbocco per i poveri veri che sono a milioni e aumentano con la crisi sanitaria come danni collaterali.

Il peso della paura è moneta contante, persino lacera chi ha ancora una possibilità di investire risparmio perché vivi con l’ansia, non c’è nessun metodo reale di difesa, pesce grosso mangia pesce piccolo, quello che oggi pare possibile domani è un tonfo secco!

Scompare l’individuo e non c’è traccia di una economia pur ancora viva e nascosta che resiste stando lontana appunto da questo sviluppo sociale, scompaiono servizi, sanità , sicurezza, formazione, ricerca.

Il corona virus è l’anello della catena di comando mondiale dove se, chi ha ancora coraggio e passione sociale può premere, confrontarsi per un mondo davvero diverso, proprio non chiudendosi nella gabbia prima di tutto intellettuale in cui ci vogliono perimetrare.

Questo stress della velocità di crescere è la bufala del secolo, poichè cresce solo il conto in banca di pochi mentre molti perdono possibilità elementari.

Decrescere da questi modelli e resilienza da applicare ovunque, non ci servono moltissime cose che invece per assurdo prodotte ci impoveriscono di fatto. E’ una narrazione importante dentro a nuovi piani sociali, eliminare lo spreco, il superfluo gettare le basi di una convivenza sociale con al centro valori di comunità e persone non solo di “cose”

Non c’è da aspettarsi nulla di buono da queste elezioni del futuro prossimo, verranno fuori alleanze e battaglie fra gruppi inadeguati che non hanno per scopo davvero un cambiamento epocale, ma strappare piccole riforme, poche concessioni dentro un progetto planetario affaristico.

Serve scendere in campo con questa consapevolezza alla parte ancora attiva e in fermento della società civile, con creatività e passione lavorando per creare condizioni diverse facendo politica, superando barriere e imparando a confrontarsi senza coltivare orticelli dato che al momento nessuno ha soluzioni decisive.

Gianni Gatti

06/03/2020 Savona

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