La strana vita della politica (non solo per Liguri)

Così habemus Papam? Ma forse no

Potrebbe iniziare così un articolo sul tema “Sansa” candidato dell’alleanza PD-LEU-M5S-Italia in Comune e altri

A fronte degli osanna felici di amici ed amiche che da tempo perseguono questo obiettivo che, se pur pare arrivato al suo epilogo, da parti diverse e di vertice del M5S arrivano niet. Degni della migliore Russia dei tempi andati…

Vorrei saltare il fatto di dire come la penso non tanto nel merito in sè della candidatura di Sansa,  ma sull’aspetto di democrazia che ancora una volta la mancanza di confronto e di dialogo interno a questo ex movimento diventato partito chiuso e verticista sta dando prova. Leggo che alle trattative regionali hanno partecipato per il M5S  Melis, Tosi (ultimi consiglieri rimasti) Pirondini(uomo di paglia già imposto al comune contro la regolarmente eletta Cassimatis dall’Elevato) e Traverso(per conto del vertice appunto)

Una squadra di leoni che hanno riverniciato una vecchia conoscenza (già rifiutata in passato come rappresentante del M5S a Ge)

Ora la Repubblica, unica voce nel panorama lancia la bomba del “non va bene”, comunicando come nelle vecchie soffiate ad arte dei servizi segreti, il contenuto pare di una comunicazione nientemeno che fra Grillo e Di Maio

E adesso? Adesso ciccia risponderei se ne trovi gusto!

Se ancora fossi un militante M5S due domandine me le farei sull’insieme della vicenda, anche se fosse un fake lanciato ad arte da Repubblica

Però vorrei generosamente entrare in aiuto a chi è sconcertato a neppure due mesi dalle elezioni, favorendo alcuni aspetti di riflessione che possono aiutare a capire le motivazioni dentro il senso di quella rappresentanza e alleanza, al di là del fatto oggettivo che NON ci sono, ovvio secondo me, possibilità di sconfiggere Toti ed il cdx a questo giro salvo fulmini a ciel sereno.

Sansa dice fra le molte cose interessanti nei suoi interventi, una cosa che mi ha colpito: rifaremo quartieri e daremo vitalità al territorio.

Mi sembra una diversità assoluta che centri un elemento: la rinascita di un territorio deve partire …dal suo interno concretamente, non da analisi centriste fatte da esperti strateghi. Ognuno può assegnare al territorio il valore che crede ma è proprio così che si cambia paradigma da un metodo/merito costruito dal PD in decenni e riassunto a meraviglia da quei renziani di ferro che trascinano la “vulgata” , accompagnati da tutto l’apparato del PD il cui centro da molto tempo è il mercato, la finanza, le imprese, insomma la via italiana alla rinascita della D.C.

Quando si parla di imprese in Italia il pensiero loro medio(del PD) non va certo all’80% di piccole /medie, artigianali imprese che per lo più lavorano per l’interno della nazione (dati ISTAT), ma quel ristretto numero di potenti aggregati fra industria e finanza con quotazioni in borsa a cui serve esportare in ogni dove e a  cui vanno sacrificate le necessità di infrastrutture(porti, aeroporti, strade, ecc), le necessità bancarie di credito e quanto utile all’uso. Non è una mia opinione sono dati, fatti, numeri che in modo agevole si possono trovare anche adesso.

Il modello della media dell’apparato del PD è quello che organizzava scioperi CONTRO il Reddito di Cittadinanza con applausi del sindacato dopo aver permesso la riforma del lavoro. E’ lo stesso che mentre parla di dissesto idrogeologico territoriale (a vista), oggi mentre nella pioggia di soldi che (sordo e cieco ad ogni alternativa) prende dalla Trojka e che sono comunque “condizionati”, in grandi opere inutili e immette in vecchi cantieri, in opere ferme e cmq approvate con vecchi criteri di sviluppo che non corrispondono al qui ed ora. Di fatto snobbando ogni indirizzo di utilità territoriale. Lo stesso che approva per semplificare passaggi che aprono a mafie e criminalità finanziaria, che ancora tenta la carta della contrattazione sindacale per vertenze senza sbocco come l’Ilva di Taranto, che approva tagli alla democrazia ovunque, parlamento compreso perché diminuire parlamentari significa minor controllo e operatività nelle commissioni, che sono il vero asse portante di questa finta democrazia.

Il modello della media dell’apparato del PD è questo sviluppo che spesso matura poi follie efficientiste come Calenda, come i vari Orlando, Zingaretti &Co cioè grandi opere in continuità, mantenimento attraverso atlantismo spinto di alleanze commerciali e militari, che non si fanno problemi a descrivere la sanità attuale come un buon sistema perché molte ASL sono in buona efficienza considerando la salute una merce e la sua organizzazione un business da cui trarre profitto.Sono quelli che con Del Rio ministro hanno dato quasi 900 milioni all’autorità portuale di genova di cui circa 400 dati a privati per la piattaforma inutile Maersk a Vado L.(inutile dire l’effetto delle stesse risorse per energia e territorio) E’ questo sistema colluso con la Confindustria che, da decenni, mentre parla di energia sostenibile, ha permesso che alle fossili venisse dato ancora nel 2019 18 miliardi in varie forme oltre a 35 miliardi e più per spese militari.

Quindi partire da una frase di Pansa ed estrapolare un giudizio è davvero complesso e forse non è giusto, ma a me serve per fare il pompiere per spegnere entusiasmi facili creati dall’assoluto desiderio di un rapporto politico meno frustrante di molti semplici elettori.

Non può essere una persona pur onesta ed intelligente a dare la scalata al cielo, senza un appoggio radicato nella popolazione.

Lo capite perché a monte ci sta una coalizione strutturata e nascosta ai più, fatta da personaggetti da decenni agli stessi posti che hanno tramato come bande armate a mettere nei posti chiave della burocrazia amministrative e tecnica(ASL, A.P. Province, Associazioni, fondazioni varie, ecc). La Paita veniva dalla Protezione civile, altri cooptati dal sindacato, insomma cambiate il centro ma se tutto quanto intorno non muta, non serve a nulla. Ogni azione viene di fatto annullata nell’applicazione pratica. Che è lo stesso effetto anche di buone idee a livello nazionale miseramente gestite.

Si possono scrivere libri sulla mancanza della socialità complessiva, ma ora serve battersi per punti unificanti per un idea diversa di società , di rapporti di uso della democrazia e del potere politico, di qualità della vita non solo di sopravvivenza, concretamente con dettagli puntigliosi e costanza.

Questa estrapolata visione di Sansa sui quartieri “cozza contro i principi liberisti del prima le grandi imprese, degli investimenti a favore dei grandi costruttori/cementificatori, delle imprese energifere fossili, di quelli che la sanità è una merce che deve rendere, delle scelte pubbliche fatte dalle Bigfarma, dei produttori di armi e dei propugnatori di un Italia che partecipa alla difesa nel mondo con le armi ai propri interessi, ecc. E’ per questo che non avendo risolto a monte i problemi non riuscirà a realizzare nulla di veramente alternativo, darà solo respiro ai creativi per due mesi poi la delusione sarà sofferenza e abbandono dell’attivismo. La maggioranza della popolazione è stata ABBANDONATA e forse lo è da sempre dalla politica, che si rammenta dell’esistenza solo per le elezioni, ci hanno disabituato a parlare delle nostre cose, a praticare democrazia, a non cercare competenze al nostro interno ma solo e sempre fra esperti offerti dalla politica (il Covid ci ha insegnato che questo succede pure nella parte scientifica della nostra società.)

Voglio dire che Sansa è persona sensata, ma in un contesto sbagliato e già inefficace per questo, costruito in estenuanti trattative di vertice, non attraverso passaggi nei “quartieri” con condivisione delle discussioni, con programma che nasce davvero dall’interno di un rifiuto di questo modo di far politica e di dare voce senza delega a chi non ne ha. E’ la fotografia di un Italia che sopravvive a se stessa, ma non cambia neppure nelle speranze.

Quando forse un sonoro calcio nei denti potrebbe essere propedeutico se un minimo guidato ed accompagnato. Per la regione credo sia meglio mettersi il cuore in pace, Toti continuerà a incassare potere attraverso la Costa, alle grandi imprese costruttrici delle varie “Gronda, Aurelia bis, a cancellare ettari di parchi, ad annientare la sussistenza di settori vitali come il turismo con l’insipienza solita, ad approvare centri commerciali.

Vedo uno spiraglio possibile solo nelle possibilità (e non ovunque) delle elezioni comunali prossime, ma solo se impariamo la lezione.

Dotarsi di mezzi di comunicazione e fare rete come in diverse strutture succede, ma soprattutto tornare a fare politica in un contesto difficile e anche poco sicuro, rischiando un minimo , mettendoci la faccia, mettendo assieme cattolici e atei, imprenditoria e associazioni, dove la comunità di chi non vuole delegare ad un sogno infranto più volte nel tempo la propria possibilità di vita diventa fattore di attivismo di base.

Ricominciare dai beni comuni da difendere e costruire idee di città che diano alternativa, da Attac arriva una parola d’ordine che a me pare fondante per un nuovo corso:

immaginiamo e costruiamo la citta della nostra salute.

Quando per salute non si intende appunto solo una quota di sanità, ma l’ambiente, il lavoro, il reddito, il benessere individuale, la comunità attorno a cui raccogliersi e cambiare ogni cosa con rispetto e trasparenza concretamente che nei prossimi mesi significa guerra aperta al regime che verrà.

Rispetto al voto regionale di settembre, personalmente ho idee chiare e non ho proposte di sorta, ben venga ogni incrocio di coscienze e discussione pubblica perché foriero di possibilità di sviluppo reale.

Gianni Gatti 17/07/2020

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