I Poteri Italiani vogliono rimanere nell’euro!!! … ecco la soluzione

Dal blog https://www.qelsi.it/

by Megas Alexandros

N.di R. – Personalmente pubblico questo articolo che contiene buone riflessioni pur non essendo convinto della soluzione proposta al momento inattuabile, poiché nessuna forza politica avrebbe la possibilità di deciderla e applicarla.

Sono piu’ di dieci anni che nel nostro paese, si dibatte sulle chiare criticita’ del sistema euro evidenziando ormai tutti gli “orrori economici” che caratterizzano questa unione monetaria. Ma, pur essendo chiaro a tutti le mortali sabbie mobili in cui ci siamo infilati, ancora oggi ci ostianiamo a rimanerci dentro e niente facciamo per cercare di uscirne.

Sicuramente, le forze che ancora ci tengono dentro sono le piu’ forti, pur nella convinzione che non sono la maggioranza.

A livello politico, e’ chiaro che se escludiamo il partito di Giorgia Meloni , dove ancora germogliano speranze patriottiche ed il new entry, ma ancora acerbo nella credibilita’, partito di Paragone, nessuno e sottolineo nessuno, vuole abbandonare la moneta unica.

Per questo, oggi vorrei fare una provocazione, indicando a coloro che vogliono stare nell’euro quale e’ la soluzione per restarci senza far implodere il paese nel futuro sempre piu’ prossimo.

Per fare questo dobbiamo tener presente quali sono stati gli effetti delle regole europee sulla nostra economia e precisamente sulla ricchezza finanziaria degli italiani.

I continui surplus del settore governativo hanno prosciugato le tasche della maggioranza degli italiani, minandone pesantemente la capacita’ di consumare.

Oltre a questo dobbiamo aggiungere la spesa in deficit che lo Stato ha sostenuto per pagare gli interessi sul proprio debito pubblico, che come piu’ volte ripetuto, non potendo quest’utlimo, controllare la propria moneta ed il valore dei tassi per mezzo di una propria banca centrale, l’ha dovuta finanziare con il prelievo fiscale. Tagliando, quindi ancora risorse e/o spostandole sempre piu’, dalle tasche di tanti a quelle di pochi, la politica ha compromesso in maniera definitiva i consumi, cosa che ha prodotto il conseguente innalzamento della disoccupazione ai livelli attuali.

Vedasi, nel grafico sotto come, negli anni, i cittadini italiani percettori di interessi si siano quasi azzerati:

In poche parole, con l’avvento della moneta unica, abbiamo assistito nel nostro paese alla totale distruzione della classe media, quella che aveva fatto la nostra fortuna negli anni passati.

L’Italia ha sempre avuto una struttura aziendale medio-piccola, ma efficace sopratutto nel creare ed esportare qualita’, il “Made in Italy” era un marchio riconosciuto in tutto il mondo. Ed era proprio questo benessere diffuso, il principale motivo che aveva permesso alla qualita’ di eccellere..

E’ quando l’uomo, e’ libero ed indipendente che riesce a crare e dare il meglio di se stesso, e la tranquillita’ economica per se stessi e per le nostre famiglie e’ uno dei motivi essenziali per raggiungere tale status psicologico.

Invece con l’euro, abbiamo di fatto minato alle fondamenta del nostro paese, invece di far crescere i pochi che erano rimasti indietro per portarli al livello della nostra classe media, abbiamo fatto in modo di portare quest’ultima alle soglie della poverta’, tutto, a vantaggio di pochi e della finanza speculativa; per intenderci, grande capitale, mondo finanziario, banche in primis, poteri dello Stato e perche’ no, basta ascoltare le parole del Procuratore di Catanzaro Gratteri, mafie e societa’ segrete deviate.

Oggi il sistema sta implodendo, perche’ alle forze dell’economia non si comanda. L’austerity infinita non e’ contemplata dagli “Dei della scienza”, a meno di un improbabile ritorno alla schivitu’.

Stiamo assistendo alla caduta, uno dietro l’altro, di tutti i “miti” del sistema euro, primo tra tutti il mito che la BCE non poteva assolutamente finanziare gli Stati, per non parlare di controllare i tassi di interessi. Da anni con il QE ed oggi con i vari programmi di acquisti di titoli, la BCE di fatto ci dimostra che lo sta facendo, costretta dalla grave crisi economica che il Covid ci ha portato in dote.

Al board della BCE non si sono fatti nessun scrupolo, con una decisione partorita in un notte, a trasgredire tutte le regole ed i regolamenti che per anni ci dicevano inviolabili; tutto per salvare la loro creatura mostruosa, cioe’ l’euro.

Stanno facendo di tutto per l’euro ma niente per l’economia reale, per questa ci saranno ancora e forse i prestiti…. i tanto attesi prestiti del Recovery Fund. Una struttura, seppur questa volta, di debito comune, ma totalmente insuffciente a quelle che sono le esigenze della nostra economia in fatto di numeri.

Bene… anzi male direi!!!! come si risolve la situazione se ancora ci ostiniamo a rimanere in questa gabbia a 40 gradi sotto il sole e senza acqua???

Secondo gli insegnamenti della MMT, che ormai oggi e’ main stream (perfino Draghi ne fa uso, per lastricarci di marmo le strade per l’inferno), se i soldi dal settore privato sono passati al settore governativo, per poi da quest’ultimo tornare al settore privato ma nelle tasche di pochi, la soluzione semplice e logica e’, che all’interno del settore privato avvenga una adeguata e giusta redistribuzione, che solo il settore governativo ha la forza e gli strumenti per fare.

Per spiegare meglio tutto questo, mi viene in soccorso uno studio riportato nei giorni scorsi dai maggiori quotidiani italiani e del mondo: la ventesima edizione del report BCG “Global Wealth 2020: The Future of Wealth Management—A Ceo Agenda”.

L’analisi BCG evidenzia come l’Italia sia la nona nazione al mondo per ricchezza finanziaria con 5.300 miliardi di dollari (4.900 miliardi di euro). Il report stima inoltre 400 mila italiani milionari, cioè persone che detengono un patrimonio di almeno un milione di dollari in ricchezza finanziaria, l’1% della popolazione adulta. Se si guarda poi al segmento degli Ultra High Net Worth, di individui che detengono un patrimonio superiore ai 100 milioni di dollari di ricchezza finanziaria, in Italia se ne contano 1.700.

Stando ai dati, ben il 41,1% del patrimonio finanziario nel 2019 è detenuto dai milionari, ma una larga parte della ricchezza appartiene ai cosiddetti clienti affluent e lower private, gli individui con una ricchezza che arriva al milione.

Spostandoci, un attimo, a livello mondiale ed indietro nel tempo, colpisce come negli ultimi venti anni abbiamo assistito al rialzo di mercato più lungo della storia e la ricchezza finanziaria mondiale è triplicata di valore, passando da 80 mila miliardi di dollari nel 1999 a 226 mila miliardi di dollari a fine del 2019.
Solo lo scorso anno si è registrata una crescita del 9,6% nei patrimoni personali, la più forte nell’ultimo decennio.

Questi numeri racchiusi in poche righe, sono la prova madre di come, nonostante un periodo di ventennale austerity, che ha visto la maggioranza degli italiani ridurre notevolmente la loro ricchezza finanziaria, ci sia invece una elite che si e’ arricchita notevolmente.

Ma veniamo al punto, alla soluzione, perche’ la gente oggi piu’ che mai vuole risposte immediate e risolutive.

Bene, quello che serve sono i consumi e per aumentare i consumi la soluzione maestra sarebbe aumentare il deficit da parte del governo finalizzato alla piena occupazione, ma questo come abbiamo visto, per chi tiene le redini del comando a Bruxelles ed in Italia, e’ tabu’ di impossibile realizzazione.

Allora se proprio dobbiamo rimanerci in questa unione monetaria, non abbiamo altra soluzione che riequilibrare la ricchezza finanziaria all’interno del settore privato.

L’economia ha piu’ probabilita di girare meglio, se si vendono 1 milione di giacche da 100 euro che 100 giacche da un milione di euro cadauna.

Del resto, delle dolorose soluzioni per riequlibrare la ricchezza all’interno del settore privato, se ne parla gia’ da tempo, autorevoli economisti come Thomas Piketty o Gabriel Zucman e politici come Elizabeth Warren o Bernie Sanders parlano gia’ da tempo di “patrimoniali” nelle piu’ svariate forme, per non parlare del nostro Presidente Della Consob Paolo Savona il quale ha, in modo piu’ che scaltro, adombrato una “patrimoniale nascosta” caldeggiando i “bond perpetual”.

Immaginate una patrimoniale del 25% su questi 400 mila soggetti, frutterebbe nelle casse dello Stato italiano la bellezza di 500 miliardi, pronti subito ed a fondo perduto, altro che Recovery Fund, MES, SURE, ecc.

Questi soldi, se spesi per il raggiungimento della piena occupazione, farebbero capovolgere la situazione economica del nostro paese in un attimo e certamente non farebbero morire di fame i “paperoni” che, loro malgrado, sarebbero costretti a versarli.

In fin dei conti, svestendo i panni dello studioso della Modern Monetary Theory e vestendo quelli del Robin Hood dei gironi nostri, vi dico che, come giustizia comanda, si tratterebbe solo di una restituzione della refurtiva.

Questi “paperoni” si sono arricchiti solo e soltanto perche’ hanno gestito le leve del comando, usandole esclusivamente a proprio vantaggio e di fatto espropriandoci dei nostri soldi, tramite un uso privatistico della moneta e della Banca Centrale.

Ora, non farei di “tutta un erba un fascio”, perche’ l’effetto di una patrimoniale al 25% su chi ha un milione di euro e’ ben diverso rispetto a chi ne ha 10 o 100 di milioni, e quindi potremmo rimodulare la proposta, dando dei bond perpetual con tasso del 2% a coloro che hanno una ricchezza finanziaria fino a 10 milioni di euro.

Certo che se io fossi il Presidente del Consiglio ed anticipassi tale proposta, il giorno successivo non troverei piu’ nessun patrimonio in Italia, ma per la fortuna di questi 400 mila “paperoni” io non lo sono, pero’ li inviterei almeno a fare una riflessione su quanto ho esposto, perche’ i loro risparmi, che loro vogliono assolutamente mantenere in euro, sono ambiti da tanti; quante volte leggiamo esponenti tedeschi o dei paesi frugali spingerci ad usare tale ricchezza.

Allora, vale la pena tenere ancora sotto scacco un popolo intero perche’ voi credete o vi hanno fatto credere che i vostri risparmi ed i vostri stipendi siano piu’ sicuri denominati in euro.

Io non ne sarei cosi convinto.

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