Le elezioni 2020 e l’enigma della crisi finanziaria Parte I

Dal blog https://www.pressenza.com/

03.09.2020 – Rio de Janeiro, BrasileRedação Rio de Janeiro

Senza dubbio, i distretti produttori del bacino sedimentario di Campos sono in profonda crisi finanziaria. In periodo elettorale, la domanda che circola è: come amministrare questi municipi con un bilancio così pregiudicato dalla riduzione degli importi ricevuti a titolo di Royalties e delle Partecipazioni Speciali?

Le domande, in generale, girano intorno alle previsioni di riscossione delle rendite per i prossimi anni e sulle prospettive dell’industria regionale del petrolio: il ciclo del petrolio è concluso? Ci sarà una ripresa della produzione e degli importi della rendita? La legge che ridistribuisce i profitti agli altri stati e ai municipi del Brasile, riducendo ancora di più gli importi ricevuti dagli stessi, sarà sanzionata? E infine, di fronte alla tragedia della cattiva applicazione delle rendite fino a ora, la domanda più importante è: cosa fare con i profitti, indipendentemente dal valore che avranno, da qui in poi?

Risponderò qui a queste domande, sperando di poter contribuire a chiarire l’enigma.

La riduzione del Bilancio è talmente marcata e le prospettive dell’industria petrolifera della regione sono così pessimiste, che sembra non ci sia una soluzione all’orizzonte, a parte il Risanamento Fiscale, che taglia spese importanti, a cominciare dal licenziamento degli operai.

Considero questo fatto una semplificazione della questione, oltre che un equivoco e una grande ingiustizia, che esige un esame più profondo della complessità del contesto e delle circostanze in cui stiamo vivendo. È azzardato partire subito con le soluzioni radicali, come se servissero per qualunque situazione. Analizziamo altre possibilità.

In cosa consiste la complessità del problema del bilancio? Come affrontarlo? O, ancora, esiste una via d’uscita immediata, senza servirsi del risanamento fiscale che taglia spese essenziali e licenzia operai?

È difficile resistere a posizioni sempliciste, apparentemente indiscutibili dal punto di vista tecnico, scientifico e finanziario, come il Risanamento Fiscale, per quanto la sua applicazione abbia causato, in Brasile e nel Mondo, clamorosi fiaschi finanziari e tragedie sociali irrecuperabili.

Per cominciare, la questione è, prima di tutto, politica. Dimenticarsi di ciò e applicare semplicemente il Risanamento Fiscale vuol dire accettare l’aggravarsi della recessione, della disoccupazione e della povertà come tragedie inevitabili; vuol dire accettare le diseguaglianze e le ingiustizie sociali come un prezzo necessario da pagare. Questo ha senso solo per chi non fa parte dell’ 80% abbondante che paga il conto, a volte con la vita, del Risanamento Fiscale.

Senza dubbio, una crisi finanziaria richiede una gestione razionale, obiettiva, tecnica, ma tutti questi aspetti sono subordinati alla prospettiva politica dell’approccio al problema. Non c’è modo di scappare dalla dimensione politica del dramma che il municipio attraversa. Quali sono le priorità di una politica finanziaria?

Detto questo, presento i miei argomenti, riferendomi a Campos, ma in un senso più ampio si possono applicare agli altri municipi produttori di fatturato.

1) È una crisi miliardaria. Di un municipio che ha preso impegni per spese al di sopra dell’aspettativa dei ricavati, di cui la maggior parte veniva da una fonte finita, instabile, oscillante e imprevedibile, in termini di importi. Il petrolio esaurisce con il tempo. Prima di esaurire, la sua produttività e il suo rendimento cadono. Nel frattempo, il suo prezzo è soggetto alla geopolitica mondiale, alla serie di nuove scoperte e nuove aree di produzione, ai cicli di crescita e recessione dell’economia mondiale, al controllo maggiore o minore di paesi e aziende sulla produzione e sui prezzi. E, infine, dipende dal cambio, quotato in dollari. Perciò, i profitti oscillano, inevitabilmente, in base alle vulnerabilità e alla volatilità dell’economia del petrolio. E il Bilancio deve prevedere con un anticipo di un anno e mezzo quanto incasserà il municipio, in termini di Entrate Correnti.

Come se non bastasse, la legge approvata dal Congresso – che toglie quasi tutto agli attuali municipi produttori e lo ridistribuisce a tutti gli Stati e municipi del Paese – la cui durata è subordinata a un ricorso presentato al STF (Tribunale Federale Supremo, N.d.T.) dagli Stati di Rio de Janeiro e Espirito Santo, sarà valutata positivamente, nell’opinione unanime dei soggetti coinvolti. Tanto che i governatori degli stati, sotto le pressioni degli stati di Rio de Janeiro, Espirito Santo e San Paolo, all’inizio dell’anno si sono riuniti per trovare una soluzione che riduca al minimo le perdite di questi tre stati e dei loro municipi. Gli accordi sono stati interrotti a causa della pandemia.

In qualunque scenario possibile, è irreversibile il processo di riduzione drastica delle rendite petrolifere ricevute da Campos dos Goytacazes e dagli altri produttori dello stato di Rio de Janeiro, oltre che dallo stesso stato. La cosa più importante è che, anche in un futuro scenario ottimista, il problema dell’utilizzo dei redditi petroliferi nei Bilanci municipali continua ad essere apparentemente insolubile, poiché hanno un carattere imprevedibile, per le loro radicali oscillazioni causate da fattori che i comuni non controllano.

2) Per peggiorare le cose, le riduzioni al bilancio non c’entrano solo con i profitti del petrolio. La crisi economica che il Paese attraversa, aggravata dalla pandemia di coronavirus, sta generando disoccupazione crescente e un calo nelle attività economiche, in uno scenario in cui scompaiono i diritti sociali, dei lavoratori e quelli previdenziali. Questo significa la riduzione, in termini di Bilancio municipale, delle entrate proprie, così come per esempio l’ISS, l’IPTU e l’ITBI (tasse brasiliane, N.d.T.). Oltre a ciò, il tema deve essere trattato indipendentemente dai contributi dell’Industria del Petrolio e del Porto, o di qualunque Grande Investimento con le caratteristiche dei due suddetti, in base alla mancanza totale di controllo dei municipi sui fattori che influiscono sul successo o sul fallimento, sulla crescita o sul calo di queste attività. L’unica àncora di salvezza sulla quale il municipio ha un certo controllo è la propria Rendita diretta, per aumentare il grado di autonomia nelle decisioni sulle spese e gli investimenti. Ma questo non vuol dire che i municipi non possano appropriarsi di parte della ricchezza generata dai Grandi Investimenti. Cercherò di dimostrarlo.

Questo è il contesto in cui deve essere pensata la futura gestione finanziaria municipale. Prima di tutto, bisogna dire che il Bilancio previsto per il 2021, ancora più basso di quello di quest’anno, mette Campos tra i bilanci più alti del Brasile, all’interno dei municipi, comprese le capitali, che hanno la stessa fascia di popolazione. La stessa cosa succede a Macaé. Ho già pubblicato queste informazioni.

Sono miliardari che hanno perso molti soldi, ma continuano a essere miliardari. Anche così, il problema continua, perché i municipi, negli ultimi vent’anni, hanno creato spese fisse, di determinazione del costo, contando sul mantenimento dei gradini elevati degli importi dei profitti.

Come rendere conto di queste spese, con il budget ridotto dalla perdita di entrate? Come risolvere il problema delle spese di bilancio, vista la prospettiva pessimistica dell’industria petrolifera regionale?

Se andiamo in questa direzione la domanda è posta in modo equivoco.

L’equivoco è stato proprio contare su rendite finite, instabili e imprevedibili, come se fossero infinite, crescenti, stabili e prevedibili.

Quindi, come gestire questi profitti? Come utilizzarli a beneficio del municipio, per il suo sviluppo? Come devono rientrare nel Bilancio?

A prima vista sembra che la soluzione sia di organizzare un Bilancio adattato a questa oscillazione e alla graduale riduzione. Fare in questo modo significherebbe incorrere nello stesso errore. Lascerebbe il municipio, ogni anno, dipendente da una risorsa instabile.

Per provare quello che voglio dire, proviamo a fare una supposizione, la più ottimistica possibile, per dimostrare che, anche così, il problema non si risolve.

Diciamo che, entro breve, ci saranno investimenti sui campi maturi, così che la produzione del bacino di Campos torni a essere significativa e a generare nuovi profitti; e che il Pré-Sal (strato di rocce con potenziale accumulo di petrolio e gas naturale, situato sotto uno strato di sale, N.d.T.) del bacino di Campos possa essere sfruttato e generi molti profitti. O ancora, diciamo che il Campos de Búzios, nel Pré-Sal del bacino di Santos, sulla costa dello stato di R io de Janeiro, possa fruttare risorse significative per lo stato di Rio de Janeiro, anche con la nuova legge, al punto da poter supportare l’interno dello stato e le aree che hanno perso le loro risorse.

Ciononostante, i municipi e lo stato dovrebbero includere ancora queste rendite, oscillanti e imprevedibili, nel proprio Bilancio, essendo questa una delle cause della crisi attuale, di sicuro una delle peggiori che lo stato di Rio de Janeiro ha mai sofferto?

Seppure molti si disperano, la lezione definitiva che abbiamo imparato in questi 20 anni di Royalties e Partecipazioni Speciali, è che, anche nel miglior scenario possibile, non si può contare su tali redditi per le spese fisse e permanenti. Non ci si possono permettere spese prevedibili permanenti con risorse imprevedibili e transitorie. È una lezione che hanno già imparato molti Paesi del mondo e vari municipi brasiliani.

Di Jose Luís Vianna

Traduzione dal portoghese di Raffaella Piazza. Revisione: Silvia Nocera

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