Transizione Ecologica & Comunità Energetiche

Dal blog https://www.regalgrid.com/

Tempo stimato di lettura: 3 minuti, 40 secondi

Nell’arco delle ultime settimane si è sempre più sentito discutere, argomentare, intervenire con riguardo ad un argomento di cui si sente parlare troppo poco rispetto all’importanza che merita, essendo infatti l’Italia uno dei paesi tra i primi posti in Europa nell’ambito dell’uso delle fonti rinnovabili: la transizione ecologica.

Che cos’è quindi la transizione ecologica, e in che cosa consiste?
E come si inseriscono le Comunità Energetiche in questo contesto?

Le domande sono molte, così come i dubbi, proviamo quindi a sciogliere qualche nodo.

TRANSIZIONE ECOLOGICA ED ENERGETICA: I DUE NUOVI PARADIGMI

Lo dice la parola stessa, TRANSIZIONE, un passaggio più o meno celere da una fase di stasi ad un nuovo e diverso equilibrio, da una posizione di sfavore ad una di favore e convenienza. Ebbene, la transizione ecologica è proprio questo, il passaggio da una situazione poco orientata al green, poco attenta ai consumi e agli sprechi, ad una di attenzione e cura di questi aspetti che impattano il nostro stile di vita e l’ambiente in cui viviamo, senza traumi né disguidi.

Le Comunità Energetiche e La Transizione Ecologica

A queste condizioni, oggigiorno è impensabile scindere la transizione ecologica da quella energetica, considerando specialmente quanto la produzione energetica stessa derivi per la sua grande maggioranza da fonti di energia non rinnovabili e/o collocate all’estero: questo meccanismo fa da una parte sprecare risorse economiche per la compravendita di energia “estera” e dall’altra rinforza  la grande opportunità di usufruire di una fonte che invece abbiamo disponibile gratuitamente e in abbondanza: il sole. Non a caso, infatti, proprio per l’alto irraggiamento solare della penisola e la presenza di un tessuto industriale altamente tecnologico, la filiera italiana fotovoltaica è molto sviluppata e potrebbe essere conduttrice della transizione energetica italiana. Anche grazie all’avvento di nuove forze di green circular economy, le comunità energetiche, che ben si interfacciano e sono complementari a questa filiera già esistente.

Infatti, la VERA CHIAVE DI SVOLTA della transizione ecologica per l’Italia, che al momento sta passando attraverso l’ottimizzazione dell’energia prodotta e consumata, già avviata dal passaggio della generazione elettrica da grosso concentrato a piccolo distribuito e che ha come base di origine la produzione da impianto fotovoltaico, vedrebbe la sua piena realizzazione proprio nell’abbinata comunità energetiche-impianti fotovoltaici e di accumulo distribuiti. Questo è un virtuoso esempio di circular economy, cioè di un’economia in cui gli sprechi vengono riutilizzati e in cui, in questo caso specifico, viene dato continuo valore e riciclo all’energia prodotta all’interno della comunità, evitando appunto sprechi ed esuberi energetici, che vengono invece ridistribuiti.

LO STUDIO DI ELEMENS PER LEGAMBIENTE

Secondo lo studio redatto per Legambiente da ElemensIl contributo delle Comunità energetiche alla Decarbonizzazione in Italia: modelli attuali e futuri, stime di potenziale e pillole di benefici, in un’ipotesi di pieno recepimento della direttiva RED II, le comunità energetiche infatti porterebbe un grande beneficio all’economia italiana perché creerebbero:

  • 13,4 miliardi di € di investimenti in nuova capacità rinnovabile
  • 2,2, miliardi di € di ricaduta economica positiva sulle imprese italiane attive lungo la filiera delle rinnovabili nati dalla costruzione di impianti, O&M e dalla gestione delle comunità energetiche
  • 1,1 miliardi di € al netto delle detrazioni di gettito fiscale IRES/IRAP per le aziende attive nella costruzione e manutenzione di impianti
  • 19.000 addetti solo diretti su impianti fotovoltaici, senza contare quelli attivati dalle comunità energetiche (efficienza e veicoli elettrici)
  • 47,1 tonnellate di emissioni di CO2 evitate al 2030

LE 4 GUIDE PER LA RIPARTENZA ITALIANA

Se si parla di transizione ecologica è necessario fare un accenno al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), forse più noto con il tag Next Generation Fund, formulato come base per il piano di investimenti per raggiungere la neutralità climatica entro il 2030 e favorire la ripartenza economica post-COVID. In esso, il concetto di economia circolare e sostenibile e di transizione energetica sono due modelli che vengono presi a riferimento per il rilancio economico-produttivo del nostro bel paese.

Il piano di investimento italiano punta alla transizione ecologica come asset inscindibile e prospettiva inevitabile, tanto da riservargli 74,3 miliardi di € di interventi, ovvero il 37,9% del PNRR italiano, che si suddividerà secondo quattro grandi linee guida:

  1. Impresa verde ed economia circolare: 6,3 miliardi di €
  2. Transizione energetica e mobilità locale sostenibile: 18,5 miliardi di €
  3. Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici: 40,1 miliardi di €
  4. Tutela e valorizzazione del territorio e della risorsa idrica: 9,4 miliardi di €

Le comunità energetiche diventeranno sempre di più un legame importante fra le quattro grandi linee guide che costituiranno le basi per il rilancio del nostro Paese, consentendo da una parte la riqualificazione degli edifici e la tutela e valorizzazione del territorio e dall’altra dando un aiuto fondamentale per la mobilità locale sostenibile. Insomma, saranno pilastri fondanti della transizione energetica.

L’OPINIONE DI REGALGRID

Coniugare Transizione ecologica e Comunità Energetiche Rinnovabili è per l’Italia un must per almeno 3 motivi principali:

  • Fare presto e bene. L’Italia è in una situazione economica, sociale ed ambientale di estrema criticità, debilitata dagli effetti acuti di una pandemia che ha messo in ginocchio tutto il sistema produttivo e un comparto manifatturiero tra i maggiori d’Europa, ma soprattutto i servizi e le offerte legate al turismo, all’accoglienza e alle proposte culturali e di spettacolo che da sempre vedono l’Italia eccellere e in testa ai desideri di moltissime persone ovunque esse risiedano. Da un punto di vista ambientale poi, siamo forse quelli che hanno più da perdere da un punto di vista paesaggistico e di bellezza a tutto tondo, se non attuiamo prontamente quanto richiesto per preservare e manutenere tale patrimonio immenso e sempre più trascurato. Adottare subito e sviluppare le Comunità Energetiche Rinnovabili in chiave di sistema paese Italia, consente di fare presto e bene poiché è la mossa più veloce e a minor richiesta di capitali evitando i ciclopici investimenti su rete elettrica impostata nella solita catena a cascata della generazione concentrata che richiede trasformazione ad alto voltaggio per il trasporto e poi ri-trasformazione a basso o medio voltaggio per alimentare gli impieghi locali; tutto invece si svolgerà infatti direttamente vicino e ad opera dei consumatori finali opportunamente orchestrati e abbinati agli impianti di generazione ed accumulo a loro vicini. Regalgrid sta sostenendo da anni che questa è la direzione più sensata e sostenibile.
  • Innestare tecnologia e intelligenza nelle reti soprattutto al livello degli utenti finali, rendendoli sempre più consapevoli e protagonisti: questa è la vera chiave di svolta per una duratura e efficace transizione ecologica. Questo è esattamente l’impegno di Regalgrid e dei suoi algoritmi brevettati messi a disposizione di tutti. Solo se tutte le persone più o meno utilizzatori dell’energia rinnovabile, capiscono quanto è vantaggioso usarla, generarla, scambiarla, accumularla e condividerla allora la transizione avverrà. Non può essere appannaggio solo di pochi grandi player di mercato.
  • L’Italia tramite le Comunità Energetiche Rinnovabili attuate in maniera tecnologicamente avanzata può trovare una maniera estremamente utile e professionale per sedersi con autorevolezza ai tavoli decisionali di Bruxelles, sempre più importanti e decisivi per la destinazione di risorse importantissime per il nostro paese. Purtroppo, dobbiamo scontare prima possibile la fama di paese che ha bruciato molti finanziamenti in manovre poco utili per la collettività.

Quindi si capisce bene come l’avvento e sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili costituirebbe un vero toccasana per l’emergenza economica, sociale e ambientale che stiamo vivendo. Regalgrid è consapevole di ciò e si sta prodigando per far sì che le Comunità Energetiche siano disponibili a tutti e attuabili con vantaggio di tutti.

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