Cosa sperate faccia LETTA?

Ho pubblicato un articolo ieri di Paolo Dessogu che potete leggere al link parolelibere.blog/2021/03/13/il-pd-non-e-un-soggetto-malato-e-la-malattia/

Mi pareva una sintesi interessante anche se molto soft, ma una domanda su chi sono e cosa rappresenta quella classe dirigente da decenni, attraversata da vari passaggi organizzativi e arrivata ad un punto morto con la situazione implosa del PD.

Zingaretti out e Letta… si proprio il defenestrato da Renzi in un pomeriggio non tanto lontano, è li a cercare di dimostrarsi degno di una incoronazione dopo l’esilio che imperversa in ogni talk o evento mediatico, nonché nelle periferie delle poche sezioni di partito ancora un po’ attive.

Solo in alcune grandi città, mentre nelle periferie sono distributori di caffè e all’occorrenza centri di pompaggio voti utili passaparola senza discussione del capo locale.

C’è una incredibile letteratura sulla storia passata e presente del PD in cui l’unica cosa che è scomparsa già dal primo Bersani è il patrimonio di circa un miliardo di immobili introitato in una serie di scatole cinesi di società da commercialisti in gamba, desaparecidos…

Oggi vi pare normale che spunti Letta, nipote di Gianni Letta grande tessitore, “consigliori di Berlusconi” , ben introdotto in ambienti Vaticani e in ogni sito confindustriale che conta?

Chi lo ha proposto dato che da anni se ne stava a Parigi ad insegnare semplicemente rilasciando interviste ogni tanto su temi vari in Italia?

C’è oggi una evidente necessità di equilibrio di poteri nel bipolarismo imperfetto che sembra una maledizione, c’è un potere importante che attraversa una intera classe politica e che necessità sul piano culturale ed intellettuale una rappresentanza diversa e meno friabile di quella impostata fino ad oggi da Zingaretti.

Le coincidenze !

Mentre si era ormai formato un apparente patteggiamento di lavoro comune con il M5S ( messo molto peggio , spaccato e senza militanti, ne mezzi, ne influenze nei centri utili) per viaggiare alle prossime elezioni in tandem lo Zinga ha gettato la spugna, non ha retto l’assalto di Renzi e delle sue guardie armate interne e mascherate.

I fucilatori di Marino come Orfini, i sempre in piedi come Orlando, i Delrio, i Franceschini, questa corte con seguito….sempre sulla cresta senza cambiare nulla nella realtà sociale, facendo sporcare le mani al sottobosco non in vista, delle commissioni dove viaggiano stuoli di lobbisti a modificare virgole e punteggiature che stravolgono significati, ecco da questo palcoscenico è nato come un fungo il nome di Enrico Letta.

Qual’è il messaggio che mi pare di vedere nascosto dentro questi nomi e questo metodo, senza avere verità assolute, ma solo relative?

NON C’E’ NULLA DI NUOVO, si cambia per non cambiare…il compito di Letta è proprio quello di mediare e assegnare ruoli , senza danneggiare i capibastone …

Enrico Letta ha una storia anche famigliare dentro l’europeismo e dentro classi privilegiate da decenni, protetto dentro istituzioni e pensatoi italo-francesi come si cura un cane malato per rimetterlo al momento giusto in circolazione .

La sua caratteristica è quella di non avere nessun carisma, poche idee davvero rivoluzionarie pur con un livello di cultura alto, da professore universitario, se non chiamare a correo per tenere in piedi un partito senza un centro autorevole con le varie bande delle diverse anime nazionali e territoriali del PD.

Se diventa lui come è probabile anche perché nessun altra voce si alza per adesso, non muta nulla, i rapporti di forza delle frazioni piddine manterranno inalterati i capisaldi di potere istituzionale fin qui accumulati.

Non ci sono in giro dei Gramsci o anche solo dei Berlinguer.

C’è Letta che attraverso il più concreto parente Gianni Letta-Rischelieu guiderà in tandem un parlamento stabile che raccoglie ogni spezzone di potere da dx a sx (ammesso che qui la parola sinistra abbia senso) sotto la supervisione di Draghi delegato atlantista ed Europeista venuto per poco tempo in teoria, ma in realtà che si sta installando con autorevoli modifiche di governance .

Eppure c’è chi spera nell’Enrico gentile e mite, nel suo essere ago della bilancia senza traumi fra un passato che tagli di netto ogni legame sociale, per aprire al merito confindustriale alle nuove concezioni di una società dentro la pandemia piena, che è perfetta per mantenere lo status

Quella che era la “classe lavoratrice” è scomparsa assieme alle sue rappresentanze sindacali baciate sulla via di Damasco dal produttivismo indispensabile liberista, scomparse fra milioni di nuovi poveri senza riferimenti, a Rider e precari stabili senza diritti, dove la parola d’ordine è LAVORO, non reddito.

In un momento storico in cui poche decine di Grandi Imprese aumentano potere e ricchezza e la politica ha acquirenti specializzati, non per caso.

Letta dovrà convincere i recalcitranti che il Ponte di Messina e le grandi opere sono la vera novità, che il conflitto di interessi berlusconiano si può ancora rimandare in cambio di ampi spazi sulla tv di stato per il PD stesso, che la legge elettorale deve rappresentare questo mondo in evaporazione, che a Taranto l’Ilva deve continuare a produrre comunque, che la privatizzazione di fatto dei beni comuni(acqua, energia, sanità,ecc) deve continuare, basta stabilire le quote di parte .

Sta cambiando il mondo, la globalizzazione spinge contrasti forti e violenti fra America, Cina e Russia, mentre l’Europa ben rappresentata dal Gentiloni graziato da Di Maio leader di sta cippa, mantiene al suo interno una indolenza mortale nel rinnovarsi e dimostrando la propria inconsistenza proprio nella gestione della pandemia, nel tema vaccini, nella distribuzione condizionata di piani di Recovery.

Enrico letta rappresenta perfettamente il suo elettore che da anni nonostante le crisi, gli arresti, le debacle sul piano sociale e politico continua a sperare, perché delega e vive di piccole cose, di gioiosi canti di “Bandiera Rossa”, di presidi antifascisti mentre la società va in pezzi, forte delle briciole del capitalismo finanziario dentro la media-piccola borghesia.

Chi li ha votati e ancora spera, merita proprio un Letta che li rassicuri, …nulla cambierà

Gianni Gatti

Savona 14/03/2021

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