Domande di sabbia dal Sahel

dal blog https://comune-info.net/

Mauro Armanino 08 Luglio 2021

Cosa è successo perché ogni cosa si trasformasse in merce, la società in un mercato e i cittadini in consumatori consumati?

Cosa è successo in questi anni perché accettassimo di vivere come servi e ringraziare il cuoco di bordo per comunicare il menù?

Quali mari e quali deserti dovremo traversare per ritrovare la libertà perduta?

Cosa è successo perché si installasse senza colpo ferire una dittatura sanitaria nel pianeta?

Che cosa abbiamo fatto del silenzio?

Come abbiamo potuto permettere che ci rubassero le domande più preziose per confonderle con la lista della spesa?

Lo sapete, a noi di Comune-info, piace la politica delle domande, a maggior ragione, poi, se arrivano da un luogo apparentemente tanto lontano come il Sahel…

Com’è potuto accadere che abbiamo smesso di contestare la violenza del capitalismo di sorveglianza? Dove sono passati gli intellettuali che non perdonavano proprio nulla al potere costituito? Che fine hanno fatto i profeti che avrebbero dovuto gridare quanto restava della notte? Chi sa ancora gustare l’amaro sapore dei segni premonitori dell’aurora?

Perché i poveri si lasciano ingannare dai ricchi che promettono la loro liberazione ad ogni elezione? Perché permettere che vengano confiscate le priorità della vita, il senso della storia e l’urgenza della rivoluzione?

Cosa è successo perché ogni cosa si trasformasse in merce, la società in un mercato e i cittadini in consumatori consumati? Come hanno potuto le religioni imprigionare Dio e farne uno strumento di conservazione del disordine che da sempre regge il mondo? Perché abbiamo lasciato spegnere la rivolta morale e spirituale e preso le armi come unica e perdente strategia di cambiamento? Perché è diventato così difficile vivere da uomini e donne su questa terra?

Quali scoperte ci aspetteranno e quali nuovi paesaggi andremo ad abitare un giorno? Che abbiamo fatto del nostro tempo?

Com’è potuto accadere che questa notte saranno concepite altre creature di sabbia e che per alcune non si troverà nessun padre? Dove sono passati i politici che mettevano il popolo dei poveri come ragione d’essere della politica? 

Che fine hanno fatto le lettere d’amore scritte a mano e mai spedite per il timore del rifiuto? Chi ha ancora il coraggio di guardare le stelle e piangere per la bellezza tradita? Perché c’è chi può studiare, viaggiare, curarsi e per la magggior parte non rimane altro che sognare un mondo differente? Cosa è successo in questi anni perché accettassimo di vivere come servi e ringraziare il cuoco di bordo per comunicare il menù? Come abbiamo potuto permettere che ci rubassero le domande più preziose per confonderle con la lista della spesa? Perché non abbiamo più il coraggio di opporci ai signori del mondo e ci accontentiamo di esserne i notai a contratto indeterminato? Perché abbiamo preferito il pane della menzogna e abbiamo venduto la dignità a chi ci prometteva sicurezza? Quali mari e quali deserti dovremo  traversare per ritrovare la libertà perduta? Che abbiamo fatto della stolta saggezza della morte?

Com’è potuto accadere che abbiamo accettato di abitare per anni in una gabbia per la paura di vivere? Dove sono passati i sindacalisti che sapevano a memoria il valore del lavoro e che per i compagni tornavano tardi a casa? Che fine hanno fatto gli amici di un tempo che avevano promesso di non tradire mai la causa dei senza voce?

Chi sa ancora percorrere sentieri non battuti e rischiare di perdersi per ritrovarsi diverso? Perché ci sono i poveri e perché ci sono i ricchi e i potenti? Cosa è successo perché trasformassimo la sete di giustizia in un’agenzia umanitaria in attesa di finanziatori? Come abbiamo potuto accettare che ci portassero via le parole più autentiche del quotidiano per coniare ingannevoli notizie di agenzia? Perché non abbiamo più una politica dove i più fragili e vulnerabili siano al cuore del cambiamento del mondo? Perché è diventato più comodo trasformare le frontiere in una guerra permanente contro gli unici liberi che l’umana civiltà abbia prodotto?  Quali poesie e utopie dovranno fallire prima di aprire nuovi orizzonti di senso per tutti? Che abbiamo fatto dei bambini che avrebbero potuto nascere da una ferita di donna?

Com’è potuto accadere che si sia smarrita la capacità di stupirci dinnanzi al mistero di un vagito? Dove sono passati i santi che come i poeti e navigatori imboccavano la stoltezza dell’umana avventura? Che fine hanno fatti gli alberi dietro casa?

Chi sa ancora contare la sabbia del mare, il germoglio di un amore e la direzione del vento?

Cosa è successo perché si installasse senza colpo ferire una dittatura sanitaria nel pianeta? Come abbiamo potuto accettare che i richiedenti asilo e i rifugiati non trovassero una terra e un tetto per abitare il loro futuro mutilato?

Perché non crediamo più nel tesoro nascosto dentro i corpi delle donne e degli uomini del nostro tempo? 

Perché ci è diventato così difficile credere nella bontà delle cose e delle persone? Quali storie dovremo imparare a raccontare ai nostri figli perché la sapiente bellezza delle stagioni ritorni a fiorire? Che cosa abbiamo fatto del silenzio?

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