Quale lezione dall’Afganistan?

L’Afganistan è davvero un epilogo mai risolto di un buco evidente della globalizzazione.

E’ il sistema di esportazione della democrazia con le armi applicato al commercio mondiale, è l’ingerenza in casa nazioni “altre” con violenza per tanto tempo.

Quella popolazione da 40 anni non conosce pace e a rotazione tutti si sono buttati tanti paesi in quei territori portando solo morte e distruzione e non è retorica, sono fatti! Oggi la Nato e i vari governi, Italia compresa con il ministro Di Maio sono preoccupati e mandano militari ….per permettere alle diplomazie di evacuare, il resto lasciato all’ONU, si proprio a quel “corruttificio”itinerante che crea campi profughi dopo aver tolto dai vari contributi le spese per i loro manager dotti, per gli impiegati capaci, per quel sistema di facciata immondo e impotente per scelta.

Mentre Di Maio e Letta con sorrisini ipocriti brindavano a Bruxelles all’atlantismo europeo avevano chiaro in cosa si crogiolavano giocando con la NATO, come padrone cui non puoi rifiutare nulla.

Gli americani dopo aver demolito un paese e dato continuità al traffico di droga e di minerali rari oltre che di petrolio, hanno concordato da mesi con Pompeo(ex capo della CIA) per Trump e poi con il “credente buono” Biden una uscita dall’Afganistan.

Forse la rapina non rendeva più in proporzione ai costi esorbitanti di uomini e mezzi e li hanno venduti dall’ultimo pasdaran al governo legale. Hanno deciso che il ruolo di quel paese nella globalizzazione è finito, finito in quel modo consueto. Gli Usa e la Nato con i suoi partecipanti ha sperimentato militarmente l’uso dei droni pilotati dal Texas per bombardare o spiare, hanno fatto esperienza nell’uso di satelliti.

Ora c’è l’arrivo dei talebani (mai scomparsi, ma sottotraccia) che non hanno opposizione e con buona pace ai militari lì per addestrare un esercito di sbandati a cui si iscrivevano solo perchè era un lavoro protetto ed ora invece di combattere buttano le armi…Talebani che hanno imparato anche loro nelle scaramucce ed hanno creato battaglioni nascosti addestrati e preparati, con armi americane ultimo modello, oltre a dotazioni personali stile Navy Sea e sono davvero pericolosi. Fanno una guerra al mondo partendo da quel paese e le loro prime regole sono per l’imposizione del Burka e la discriminazione nell’istruzione, bella gente davvero…

Ora invece c’è nuovo lavoro per trafficanti di carne umana, si preannunciamo centinaia di migliaia di profughi in fuga (Orban e seguaci leghisti se ne facciano ragione). Una nuova esplosione di migranti fra frontiere di paesi già in crisi per conto loro.Poco importa che il nostro ministro degli esteri dica che mai riconosceranno il governo dei talebani, loro se ne sbattono di questo bon ton democristiano e si rafforzano.I paesi che hanno assieme agli USA giocato lì hanno speso cifre impressionanti per mantenere militari e mezzi, per alimentare la corruzione per non essere attaccati.

Compresa l’Italia che da anni mantiene circa mille uomini(morti in attentati a parte) con cifre importanti, dato che un singolo soldato semplice nella trasferta 24 H continua prendevano 4/5000 euro al mese inviati a casa con il sostegno delle famiglie che applaudivano al ruolo di “benefattori”.Può ripartire in pieno il traffico di droga con cui i talebani si pagano le armi .Chi ha occhi può solo piangere di una violenza così inutile e senza possibilità.Hanno usato cifre incredibili che se spese in progetti civili avrebbero risolto tutti i problemi non solo dell’Afghanistan, ma anche dei paesi di partenza.

Mentre muore Gino Strada lui sì eroe di fatto, non a parole, mentre tentava di dare una sanità seria e indipendente a migliaia di cittadini senza gambe o braccia strappate da bombe camuffate, prodotte in Italia ed Israele, curando donne dalle violenze e istruendo attraverso ospedali di Emergency anche unità locali.

Ognuno provi per un momento a mettersi nei panni di un cittadino afgano e si ponga la domanda: cosa farei in concreto adesso?

Quale prospettiva in questo mondo di incendi e di socialità mancante


Gianni Gatti


1 Comment

  1. Non si possono aggiungere parole alle tue. Hai descritto con precisione e determinazione una realtà tremenda che facciamo finta di ignorare…perché è lontana! Grazie per le parole su Gino Strada, un vero eroe dei nostri tempi.

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