Cosa si può dire della vicenda Lucano?

Secondo me si può parlarne fuori dalla retorica che ci annega dentro la strada stretta dei media che pilotano menti e azioni politiche.

Comincio con il dire che Lucano è per me persona per bene, socialmente attiva e che ha fatto cose che certamente non gli hanno procurato vantaggi personali, ma ha cercato nelle pieghe delle istituzioni vie possibili in silenzio per aiutare migranti, persone che avevano a vario titolo lasciato casa, affetti, la propria patria per cercare una possibilità di vita diversa.

Chi ha incontrato lui ha avuto un amico su cui contare ed in un mondo di egoismi individuali è un patrimonio immenso, dentro all’ipocrisia sociale che ci permea.

Però oggi cosa abbiamo?

Una sentenza che lo condanna per reati importanti commessi nella sua azione come sindaco e privato cittadino, ancora da passare per altre vie di giudizio, però…pesano 13 anni.

Colpa della magistratura?

Le regole ci sono per evitare interpretazioni personali se no sarebbe un caos sociale, non le fa il giudice, le applica e per onestà intellettuale serve riconoscere che è così!

Ora scandalizzarsi per l’enormità della pena comminata dal tribunale di Reggio C. senza attenuanti ci stà.

Ma riflettiamo: quale problema si attorciglia su una serie di problemi irrisolti da anni?

Lucano ha agito all’italiana, con la creatività che ci contraddistingue, per aiutare persone, non cose, che non avevano nessuna speranza altrimenti. Ha cercato di risolvere aspetti che le regole …non regolavano o lo facevano iniquamente, invece di guidare ribellioni ha cercato soluzioni pratiche immediate.

Il sistema sociale ha stretto le maglie e lo penalizza pesantemente, i reati li ha fatti anche se a fin di bene.

Qui serve poi però pensare a quale tema stiamo attraversando: quello dei migranti che è atavico da decenni con accelerazione negli ultimi vent’anni.

Da dove vengono e perché, è quasi retorico dirlo: da tutti quei paesi che sono oggetto di guerre, rapine di materie prime e beni ad opera di multinazionali sostenute dai propri governi (Italia in testa) in varie parti del mondo che provocano mancanza di possibilità di vita, lavoro e salute.

Sia che si tratti di dighe per energia, sia per enormi zone date a buon prezzo per monoculture all’occidente, sia per l’estrazione di terre rare, di petrolio o gas, sia per drenare monete locali con altre gabole finanziarie speculando su governi corrotti e consenzienti contro i loro stessi cittadini, sia per fomentare guerre vere e vendere armi, per controllare mercati, ecc.

Si sono usate molte leve per scatenare fronti di scontri civili come religioni, etnie, ma alla fine il punto era garantire il profitto a gruppi finanziari ed industriali stranieri( anche italiani). La giustizia sociale non c’è nel liberismo, inutile lamentarsene

La storia recente ha visto alcune potenze più accanite di altre (USA, Francia, Inghilterra, Italia, Germania, ecc) nel perseguire con ogni mezzo la predazione di nazioni inermi dal Medio oriente all’Africa con l’appoggio spesso dell’EU dentro gli accordi NATO e commerciali.

Iraq, Iran, Libano, Palestina, Tunisia, Libia, Algeria solo per citare i più evidenti vicino a noi

In molte zone del mondo manca possibilità di vita in generale, non solo lavoro, ma sicurezza, salute, ambiente, istruzione, ecc.

Da Gheddafi prima fatto accampare nel parco a Roma e un mese dopo bombardato a casa sua con una mozione approvata da TUTTI i partiti in parlamento e depredato dei suoi averi nelle banche anche italiane.

Così si è allargata una “epidemia umana” che tenta di scappare da quei confini e chi non lo farebbe in quelle condizioni, provate a mettervi nei loro panni! Lo hanno fatto i nostri nonni per sopravvivere, lo fanno i nostri giovani in condizioni diverse per avere un futuro.

Certo in mezzo alla quantità arriva mafia nigeriana, trafficanti, spacciatori di droga e armi

E’ il mercato globale che ne crea le possibilità e poi cerca di contenerlo.

Allora ci sono due risposte possibili:

1) quella di Lucano dentro a termini istituzionali cercando vie di aiuto non convenzionale per rispondere in alcuni casi a un vuoto di garanzie (altro che società dei diritti) entrare nelle contraddizioni della politica compresa quella fatta dal suo partito.

La Bossi-Fini l’ha fatta la Lega con Berlusconi, ma nessuna opposizione l’ha cambiata in tanto tempo, anche avendone possibilità, ma solo peggiorandone i termini, creando clandestini.

2) quella di intendere il problema migranti come parte di una situazione di un sistema sempre più dipendente da Gruppi Finanziari Internazionali e di Grande Industria che è diventato globale, ha superato di fatto in ogni senso, i propri confini e fa dipendere l’economia dall’accondiscendenza all’atlantismo e dall’Europa. Sistema che ancora oggi mette risorse solo al fine di garantire profitto senza un criterio sociale ed usa i migranti come tema del ventre molle dell’occidente (ma vedi USA e Messico con migliaia di scappati di casa ) per determinare il controllo impossibile di flussi in crescita, finanziando delinquenti libici o crudeli mercanti turchi di umani

Ognuno può dare giudizi, ma la vicenda di Lucano per avere un senso sociale sia per lui che per tutti quelli che vivono direttamente le situazioni deve servire a pensare a COME ci si libera da questo sociale tossico(dove i problemi sono anche fonte di guadagno per alcuni) per arrivare ad una società della cura di tutti in senso ampio e ad una comunità fra persone, dentro la ricchezza immensa che cresce ogni giorno e viene deragliata nelle tasche di pochi.

Le “BUONE PRATICHE” sono palliativi funzionali al sistema perché non lo fanno implodere e alimentano mercati di disperati e gestione di cooperative che di quello vivono.

Continuiamo a fare mozioni e attestati di fiducia a Lucano o si cambia passo e ribaltiamo un SISTEMA che essendo tale non prevede deroghe?

Nel caldo di chi ancora ha una casa e riesce a vivere come me, da pensionato garantito dentro ad un Italia che ha ormai oltre 5 milioni di poveri dobbiamo farci domande, sollevare dubbi che la politica dei partiti oggi tutti riuniti in abbraccio attorno a Draghi non può e non vuole dare.

Cambiare le regole, significa battersi per strutturare una società diversa con al centro l’uomo non le merci o il profitto e questa non è retorica! Tutti gli spazi sociali vanno difesi e ampliati ma con la coscienza che sono solo momenti, non definitivi.

Che è anche l’unico vero aiuto che possiamo dare a Lucano uomo-sociale contro il modello dell’uomo-individuo.

Gianni Gatti

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