Manovra, Superbonus prorogato a metà. Addio bonus facciate, rinnovati gli sconti sulle ristrutturazioni

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di Flavio Bini

MILANO – Superbonus prorogato a metà, crediti sulle ristrutturazioni e sull’efficientamento energetico confermati e addio al bonus facciata. Dovrebbe prendere forma in questi termini il riordino complessivo dei bonus edilizi attualmente in vigore.

Superbonus prorogato ma solo in parte

Il capitolo più delicato, e più oneroso, riguarda il Superbonus, la maxi detrazione al 110% per specifici interventi di efficientamento energetico che possono a loro volta trainare sotto lo stesso sconto fiscale anche altri interventi di efficientamento energetico “standard”. La misura attualmente è finanziata fino a dicembre 2022, ma solo per i condomini e per le case popolari. Per gli edifici unifamiliari la misura è garantita solo a patto che si sia completato il 60% dei lavori entro il 30 giugno.  Questo regime differenziato dovrebbe essere confermato anche a partire dal 1 gennaio 2023. Il governo intende infatti mantenere il maxi sconto soltanto per la prima categoria di edifici, sospendendola invece per villette e altri edifici composti da due a quattro unità immobiliari indipendenti.

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Quanto costa il Superbonus

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Era stato lo stesso ministro dell’economia Daniele Franco ad anticipare che sul Superbonus sarebbe stata necessaria una correzione. “Il Superbonus e gli altri bonus edilizi sono molto importanti per far ripartire il settore delle costruzioni, quindi nella legge di bilancio stiamo valutando in che modo possano e debbano essere prorogati”, ma “dobbiamo ricordare che sono uno strumento molto costoso”, “non sostenibile alla lunga”, aveva detto in audizione sul Def all’inizio del mese. Nel dettaglio, secondo i numeri della relazione della relazione dell’ultima relazione tecnica che ha apportato modifiche alla misura, il Superbonus costerebbe alle casse pubbliche 893,7 milioni di euro nel 2021, 3,1 miliardi nel 2022,  4.6 nel 2023,  4.2 nel 2024, 4,1 nel 2025, in 3,4 nel 2016 e 37, 8 milioni nel 2027. In totale quasi 20 miliardi di euro.

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Addio al bonus facciate

A saltare invece sarà il bonus facciate, la detrazione al 90% per interventi di miglioramento sulle facciate nelle città. La misura, introdotta con la legge di Bilancio 2020, fino ad ora aveva incontrato un buon successo, a fronte di costi non proibitivi per le casse pubbliche visto che era stato stimato un onere per il 2021 di 112 milioni di euro. Non è bastato in questo senso il pressing delle associazioni di categoria né le richieste di alcune forze politiche che hanno spinto fino all’ultimo almeno per un addio più graduale.

Conferma per i bonus ordinari al 50% e al 65%

Rifinanziamento in arrivo per i bonus edilizi “ordinari”. Il primo, destinato alle ristrutturazioni, prevede di recuperare il 50% delle spese sostenute entro un limite massimo di lavori di 96 mila euro, spalmando il recupero fiscale in dieci anni. Proroga anche per l’ecobonus dedicato alle spese di efficientamento energetico che rientrano nel Superbonus, dal rinnovo dei serramenti ai pannelli solari (in caso non siano “trainati” da interventi del Superbonus, fino alle spese per l’impianto invernale di climatizzazione.

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