Città blindata, Russia e Cina defilate: il G20 di Roma nasce sotto pessimi auspici

Dal blog https://www.lindipendente.online/

29 Ottobre 2021

Prenderanno il via oggi i primi incontri preliminari del summit G20 presieduto da Mario Draghi, che si terrà a Roma, presso il Roma Convention Center – La Nuvola dell’Eur, sabato 30 e domenica 31 ottobre. I 20 Paesi che fanno parte del summit rappresentano l’80% del PIL mondiale, il 75% del commercio globale e il 60% della popolazione del pianeta. Un vertice che trasforma Roma in una città blindata, ma che nasce sotto pessimi auspici con importanti leader che presenzieranno in remoto e nessun piano concreto sui temi principali in agenda.

Dei venti leader dei Paesi membri, mancheranno il cinese Xi Jinping e il russo Vladimir Putin, che sembra parteciperanno via video. Ufficialmente a causa pandemia, molto più realisticamente per rimarcare la distanza sempre più grande che li separa da Usa e Unione Europea. Saranno inoltre assenti il primo ministro giapponese Fumio Kishida, il re saudita Salman e il presidente messicano Andres Manuel Lopez Obrador. Parteciperà invece il presidente brasiliano Bolsonaro, assente alla Cop-26. Il summit rappresenta il momento finale di una lunga serie di incontri tenutisi nel corso dell’anno, la cui agenda si è concentrata sulle questioni riguardanti le “3P”: Persone, Pianeta, Prosperità. Tuttavia non sono pochi coloro che sollevano dubbi riguardo la capacità del G20 di raggiungere risultati concreti e di non ridursi a quella che l’analista Paolo Magri ha definito “poco più di una photo opportunity“.

Su alcuni punti infatti la presa di coscienza dell’esistenza di problematiche reali non sembra aver portato i leader del G20 a farsi carico di soluzioni concrete. Per quanto riguarda la crisi climatica, per esempio, sono stati imposti obiettivi precisi, come investire 100 miliardi di dollari all’anno fino al 2025 per aiutare i Paesi in via di sviluppo ad adottare misure di contenimento, e ad ammettere che sarebbe meglio contenere l’aumento della temperatura globale a 1,5 °C invece che 2 °C. L’IFM ha poi approvato una misura straordinaria, per volere del G20: 650 miliardi di diritti speciali di prelievo per sostenere la transizione ecologica nei Paesi in via di sviluppo. Tuttavia un piano sostanziale e concreto sulla riduzione dell’utilizzo di combustibili fossili non è stato realizzato, quando si tratterebbe del passo più importante da fare per contrastare la crisi climatica. Tanto più che le multinazionali del gas programmano di espandere il proprio mercato nei prossimi decenni. Nel frattempo, il cambiamento climatico è una realtà drammatica per milioni di persone al mondo: basti guardare quanto sta accadendo in questi giorni in Sicilia.

La pandemia da Covid-19 ha esacerbato le preesistenti fratture nella società, aumentando il numero di nuovi poveri e disoccupati e impedendo il corretto accesso all’istruzione di milioni di studenti non in possesso di strumenti tecnologici. Per quanto i vaccini siano disponibili, la loro distribuzione è fortemente ineguale, con una netta maggioranza a disposizione dei Paesi più ricchi. Agli obiettivi dichiarati di distribuzione dei vaccini ai paesi poveri entro il 2021, rafforzamenti delle reti di sicurezza sociale e riduzione del divario tecnologico non sono seguiti strumenti precisi e tempestivi per il raggiungimento degli stessi.

Per quanto riguarda la prosperità, se è vero che l’economia sta tornando velocemente a dei livelli pre crisi, diverse insidie si nascondono dietro l’angolo: “l’aumento del debito pubblico – sia nelle economie avanzate che in quelle emergenti, con un picco del 100% del PIL mondiale – potrebbe innescare una nuova crisi finanziaria; uno stallo nei negoziati commerciali multilaterali potrebbe ostacolare i flussi commerciali liberi ed equi; mentre una transizione digitale non uniforme potrebbe aggravare, invece di ridurre, le disuguaglianze esistenti” riporta l’analisi dell’ISPI.

Intanto, la città di Roma si è appresta a vivere i consueti disagi che sempre accompagnano questi vertici-passerella. Ampie zone della capitale sono blindate. A supporto delle unità già presenti sul territorio vi sarà l’impiego aggiuntivo di oltre cinquemila agenti tra Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza e Forze Armate. Nell’area circostante il Centro congressi è stata istituita una zona di massima sicurezza, il cui ingresso è consentito solamente ai residenti o a coloro che vi lavorano. Vere e proprie zone rosse nel centro della città eterna per proteggere il sonno dei leader, che alloggeranno nei più prestigiosi hotel di lusso e si recheranno in visita ai principali monumenti della città. Anche le principali vie dello shopping saranno presidiate e chiuse alla circolazione, per permettere alle alte cariche e ai loro consorti una pausa shopping tranquilla e senza seccature, prima di rientrare in patria.

[di Valeria Casolaro]

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