I cantori castrati di Costantinopoli

Dal blog https://www.musicoff.com/s

Elia Bertolazzi

Secondo appuntamento con la Musica Bizantina: l’Arte Psaltica e gli EunuchiIndice dei contenutinascondi1. La Basilica di Costantinopoli2. Cantori castrati

L’episodio odierno è ambientato nella Costantinopoli medioevale. Nel precedente abbiamo avuto l’occasione di osservare la notazione neumatica sorta ad Oriente, in questo conosceremo i cantori protagonisti e responsabili della Musica liturgica bizantina.
Potrebbe sembrare un discorso privo di fascino, ma vedrete che non è così.

La Basilica di Costantinopoli

Per non disperdere troppe le energie concentreremo il discorso attorno alla Basilica di Santa Sofia di Costantinopoli.
Qui il potere spirituale e quello imperiale si conciliavano. Alle Messe partecipava infatti anche il Basileus, ovvero l’Imperatore dei Romani d’Oriente.
La sua presenza ha garantito maggiore solennità alle celebrazioni, ne consegue quindi un marcata presenza musicale durante le messe. Proprio per la presenza del Sovrano. I gruppi di musici non erano presenti solo nelle chiese.

I principali cantori dell’epoca erano ubicati presso l’Ippodromo di Costantinopoli, i cosiddetti Kraktai, mentre dentro la Basilica erano chiamati Psaltai. Da qui Arte Psaltica, il complesso corpo sonoro che ha a che fare con la sfera religiosa. Tutto questo per rimarcare la relazione tra cerimoniale di corte e musica liturgica.

Cantori castrati

L’origine dei cosiddetti Psaltai è antica, ma l’aspetto che incuriosisce ed inquieta di più riguarda la presenza di eunuchi al suo interno. Presso Costantinopoli l’evirazione diviene una solida fucina di cantori.

Le ragioni sono molteplici. Spesso viene citato il passo biblico in cui San Paolo vieta la voce femminile all’interno dell’assemblea religiosa. Per questo motivo, per mantenere il registro acuto nel canto, venivano evirati i testicoli ai giovani, affinché in età adulta conservassero una voce “angelica”. Sembra la giustificazione più ovvia, ma come sempre le cose sono più complesse. L’evirazione è una pratica molto più antica per cui è difficile mettere a fuoco una ragione univoca.

Fatto sta che la presenza di questi cantori si fa sempre più massiccia all’interno del coro, fino a che non ne diventa la totalità.

Fine di una tradizioneLa “fine” di tale tradizione avviene simbolicamente durante la Quarta Crociata del 1204. La possente compagine veneziana per una serie di vicissitudini collide proprio con i bizantini.
Lo schieramento crociato saccheggia ed espugna la città per la prima volta nella storia. Come sappiamo la città tornerà sotto i bizantini fino alla definitiva caduta sotto gli Ottomani di Maometto II nel 1453. Tuttavia i vari disordini entrati in città porteranno ad un esodo di numerosi cittadini, tra cui pure i cantori eunuchi.
Questi ora costretti ad emigrare in altre zone, tra cui la penisola italiana.

Anche così una tradizione canora può stuzzicare fascino ed interesse. Ma per ulteriori dettagli vi invito a vedere il video.

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