Rinnovabili, ecco perché le imprese strapazzano il decreto del governo

Dal blog https://www.startmag.it/

di Luigi Pereira

Tutte le critiche delle imprese attive nelle energie rinnovabili sul decreto energia approvato dal governo

È inspiegabile, ha aggiunto, il fatto «che il Governo si sia concentrato esclusivamente su un solo settore energetico, quello delle rinnovabili, che al contrario rappresenta l’unico in grado di offrire una soluzione alla crisi energetica causata dall’aumento del prezzo del gas».

Parola di Agostino Re Rebaudengo, presidente di Elettricità Futura, l’associazione che raccoglie tutti i produttori di energia elettrica da fonti rinnovabili: «Se le nuove misure annunciate dal Governo per il caro energia dovessero essere confermate, significherebbe dare un duro colpo al settore delle rinnovabili e al percorso di decarbonizzazione”, ha detto al Sole 24 Ore.

CHE COSA SCRIVE CONFINDUSTRIA

Il testo – chiosa il quotidiano di Confindustria – “si riferisce al fotovoltaico con incentivi da Conto Energia e contratti per idroelettrico, solare, eolico e geotermico, ma escludendo i Certificati verdi (incentivazione tariffaria per differenza). Non solo: il comma di chiusura dell’articolo 15 del decreto varato ieri prevede che siano esclusi anche i contratti conclusi prima del varo del provvedimento e che siano stati stipulati a un prezzo fisso inferiore al 10% rispetto a un prezzo di riferimento utilizzato per calcolare gli extraprofitti (peraltro un metodo di calcolo reatroattivo, che risale alla media dei prezzi di vendita dell’energia da quando un impianto è entrato in funzione)”.

IL TWEET DELL’ECONOMISTA GALLI, EX DG CONFINDUSTRIA

In sostanza, si colpiscono le rinnovabili e si dirottano i proventi delle aste di C02 dal fondo clima agli utilizzatori di energie tradizionali.
Tutto ragionevole, ma vi fate qualche domanda su come rendere sostenibile la transizione energetica? https://t.co/UrCbWV14s0

— Giampaolo Galli (@GiampaoloGalli) January 22, 2022

IL SUBBUGLIO DELLE INDUSTRIE DEL SETTORE

Le imprese del settore sono in subbuglio dopo la decisione del Consiglio dei ministri. L’Associazione nazionale energia del vento (ANEV), che riunisce gli operatori della filiera italiana dell’eolico, protesta contro la decisione del governo di tagliare i ricavi dei produttori energetici da fonti rinnovabili.

IL DECRETO SUL CARO BOLLETTE

Ieri il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto sui prezzi delle bollette dell’energia elettrica e del gas, aumentate anche nel primo trimestre del 2022 a causa principalmente degli alti prezzi – ormai da diversi mesi – del gas naturale, il combustibile più utilizzato per la generazione di elettricità.

La bozza del decreto, come riporta Energia Oltre, introduce un “meccanismo di compensazione” sul prezzo dell’energia prodotta dagli impianti rinnovabili, con l’obiettivo di ridurre gli oneri di sistema presenti in bolletta. Il meccanismo sarà attivo dal 1° febbraio al 31 dicembre 2022.

Prezzi alti dell’energia non sono un problema solamente per le famiglie ma anche per le imprese, in particolare quelle energivore, che stanno vedendo aumentare di molto le spese di produzione.

COSA DICE ANEV

Nel comunicato, ANEV scrive che “questa situazione di impennata dei costi energetici è […] causata dal crescente costo di produzione dell’energia da fonti fossili, in particolare dal gas, mentre le fonti rinnovabili per loro natura hanno un costo fisso di produzione, non bruciando combustibile”.

L’associazione pensa che il governo, piuttosto che tagliare la remunerazione ai produttori di energia rinnovabile, “sarebbe dovuto intervenire sia negli anni passati tramite la transizione energetica promessa e non attuata, sia tramite sistemi di approvvigionamento adeguati delle risorse necessarie”. E lamenta i ritardi nelle procedure di autorizzazione degli impianti energetici, “bloccate” – scrive – “dalle Sovrintendenze”.

“Al danno di non colpire chi è causa dell’aumento dei prezzi, cioè le fossili”, prosegue ANEV, “si aggiunga la beffa che invece viene colpito proprio chi questi costi contribuisce a ridurre; infatti le rinnovabili, e l’eolico in particolare, sono arrivati da alcuni anni a produrre energia elettrica a costi più bassi di quelli delle fossili, e in questo modo stanno facendo scendere il costo dell’energia elettrica nel nostro Paese”.

Secondo l’associazione, la proposta di penalizzare le rinnovabili e non il gas per la crisi dei prezzi dell’energia “è come se per contrastare il COVID-19 si decidesse di colpire i vaccini, le mascherine e gli ospedali”.

LA PROPOSTA DI ANEV

ANEV propone al governo di puntare sulle fonti rinnovabili “senza indugio” e di “scoraggiare l’utilizzo delle fonti fossili tagliando gli ingentissimi sussidi a loro riconosciuti”.

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