COME SI FERMA UNA GUERRA?

Ancora qui a cercare parole per fermare la follia che sta assorbendo ogni energia in Italia ma non solo. La guerra in Ucraina nessuno vuole davvero che finisca. Di certo non il sistema finanziario e di mercato globalizzato, dove da sempre le guerre di predazione sono il metodo migliore per fare cassa, dato che in una guerra molti ci perdono, ma in pochi guadagnano molto.(Iraq, Siria, Libano, Libia, Nigeria, Kossovo, ecc)

Una guerra iniziata con continue provocazioni e atti concreti di pulizia etnica oltre a politiche diplomatiche di aiuti mirati da parte degli USA e della NATO iniziati molti anni fa e sfociata in questa assurda guerra di occupazione da parte russa.

Sto cercando di spiegare un concetto, non per schierarmi da una parte o dall’altra.

Così mentre chi vuole oggi trova nel web tutti gli elementi per farsi una opinione sommando fatti, non tanto giudizi ideologici, basta un po’ di onestà intellettuale.

Però serve a questo punto della situazione internazionale, vedere nelle pieghe della politica dei vari paesi in gioco in Europa, ma non solo, quali e se ci sono cambiamenti di comportamento.

La Germania a cui, dopo aver speso per rifornirsi di metano per il gasdotto Nord Stream 2 oggi i Russi hanno chiuso i rubinetti e ha deciso di inviare missili e altro materiale bellico in zona guerra.

L’Italia mentre parla di pace, sta rispolverando con CingoENI e Draghi la possibilità energetica data dal carbone, dal nucleare e da nuove trivellazioni sottosuolo e ha trovato il nemico perfetto a cui attribuire gli aumenti dei prezzi energetici(da tempo iniziati).

Così si distingue fra servi sciocchi, per invio di migliaia di militari con mezzi aerei, navali e di cyber guerra in zona baltica tanto per “rasserenare gli animi”.

Avendo partecipato alla manifestazione contro la guerra convocata in modo molto generico da varie associazioni, mi ha colpito un cartello del gruppo di ucraini che vive nella mia città, che in sintesi chiedeva alla NATO di chiudere i cieli dell’Ucraina. Ecco, se posso capire questo sentimento di chi ha là parenti e amici che vivono momenti difficili, non ha senso logico.

Se vuoi che cessino guerre DEVI SMETTERE DI ALIMENTARLE!

Mi pare un pensiero semplice che lancio a questo pubblico un po’ intorpidito e ormai abituato a privazioni e imposizioni dopo un lockdown pesante, in piena crisi economica, sociale, ambientale.

Siamo in piena recessione e mentre c’è chi solo 20 gg fa si vantava dell’aumento del PIL e l’Export in Italia, senza vergogna e senza connessione con la realtà. Oggi mentre propone binari condizionati di spesa delle risorse del PNRR accompagnati da riforme più devastanti dell’utile sociale provocato dalle spese stesse, fa di tutto per ripristinare una narrazione finanziaria militaresca della situazione.

E’ chiaro perché aumentano i prezzi dell’energia, le bollette ai cittadini e i costi per le imprese?

Da decenni i partiti parlano di una politica energetica di sostenibili, ma continuano in pratica ad alimentare e incentivare le fossili, quindi siamo quasi totalmente dipendenti e paghiamo caro un prezzo sociale a questo metodo. Ancora oggi non c’è un piano concreto nazionale di vera stimolazione per avere energia pulita eco-sostenibile e non climalterante e aggiungerei il concetto di democrazia energetica diffusa. Mentre le buone idee sui vari bonus energetici sono messe alle corde da manine che ad ogni D.L. mettono paletti, cambiano regole, fanno affondare la quantità di cantieri iniziati nella burocrazia tecnica, che però è una precisa volontà politica.

Ogni aereo , ogni battaglione, ogni nave inviata in queste “missioni di pace”con le armi (solo con il cambio del comando italiano in Iraq abbiamo mandato 4.500 uomini e mezzi) è un ospedale in meno, un bene pubblico come l’acqua non difeso, ecc, ecc.

A oggi la spesa militare italiana è di 80 milioni al giorno!!!!!

Questa non è retorica, ma un fatto accertabile da chiunque.

Nelle scelte di privatizzazione degli ospedali, nella sanità come cura spostata o rimossa nel tempo, nel continuo uso del trasporto su gomma, nel de-potenziamento delle ferrovie, nelle spese per grandi opere inutili, nella concezione di un mercato delle merci da un capo all’altro del mondo mentre sui territori l’80 % delle imprese artigiane piccole e medie è in forte crisi e senza sbocchi, mentre nei comuni manca socialità, strutture di aiuto reciproco, mentre i giovani hanno una istruzione teleguidata e senza prospettive di lavoro, mentre le città sanno solo più proporre nuovi centri commerciali, cementifici in lotta fra loro stessi.

La battaglia per far cessare la guerra in Ucraina inizia qui ed ora in ITALIA e riguarda tutti nessuno escluso, con la critica delle scelte scellerate di questo governo forte dell’appoggio di TUTTI i partiti

La guerra in Ucraina deve essere cessata prima di tutto con una autonomia di pensiero e azione nazionale per ritrovare possibilità sociale a chi oggi non ce l’ha!

Gianni Gatti

27/02/2022

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