Geopolitica e energia, falsità e concretezza

Siamo nel 2022 e ancora stiamo a parlare dei motivi di una guerra che è spartizione di mercati e geopolitica relativa all’energia (ma non solo).

Il governo Draghi forte del sostegno di dx e sx istituzionale non solo si permette il “lusso” di stanziare ben 187 milioni di euro in armi da inviare all’Ucraina, ma non ha altro da aggiungere alle scelte condizionate del PNRR ed al relativo PEN (piano energetico nazionale) per una politica energetica di vero cambiamento.

Riassumendo:

  • Tutte le parole sul cambiamento climatico e le sue drammatiche conseguenze anche con supporto di ricercatori, università, centri studi, ecc, quindi con competenze scientifiche non servono ad una mazza. La colpa è sempre di …altri, ma nessuna iniziativa smuove i partiti che sostengono Draghi da questa posizione atlantica e senza senso.
  • In una regione come la Sardegna è stato SCELTO di metanizzare l’isola come fonte energetica fregandosene di fotovoltaico e eolico possibili.
  • All’ENI, che praticamente ha messo una“opzione” su tutte le coste italiane per la ricerca di fossili, si è dato l’appalto nascosto di gestione assieme ad altre società inglesi e americane con pozzi e trivelle anche con uso di fraking(una tecnica invasiva violenta che può provocare fenomeni sotterranei di riassestamento del terreno)
  • si sta ragionando sull’acquisizione di due nuovi rigassificatori (oltre ai tre già presenti anche se due obsoleti) per ricevere gas GNL liquefatto dall’america.
  • Il ministro degli esteri Di Maio sta viaggiando per il mondo a concludere affari miliardari ( con compagnia del Ceo di ENI) con paesi come il Qatar, la Libia, Cipro, l’Egitto alla faccia di ogni morale ( da Reggeni… ai bombardamenti del Qatar) per diversificare le fonti ….fossili.
  • Il ministro CingolENI straparla nelle sue esternazioni di nucleare di nuova generazione alla faccia del referendum popolare netto e stanzia fondi per ricerca in tal senso.
  • Ci sono circa 4500 bacini artificiali idroelettrici piccoli e grossi per cui mentre si riducono le quantità di acqua utili non viene fatto nulla per gestire questa realtà con investimenti mirati, mentre nella rete dell’acqua la privatizzazione strisciante (alla faccia del referendum) non cura il 40 % delle perdite dovute a tubazioni obsolete e non si recuperano milioni di litri da acque depurate
  • L’Europa ha appena deciso l’autocastrazione approvando con 518 voti su circa 750 di embargo totale per rifornimento di gas con la Russia

Quindi di via italiana all’indipendenza, da Mattei in avanti è oggi ancor più ottusamente chiusa.

Lo hanno deciso i vari partiti sotto la guida di Draghi e anche chi a parole non si dice contento di fatto NON SI OPPONE.

Il paese del sole e del vento, delle maree e del geotermico è nelle mani criminali di queste scelte di fatto sponsorizzate da lobby di grandi aziende e gruppi bancari, finanziari globali.

Tutti i tentativi fatti in anni pregressi di impostare politiche italiane su incentivi per un aumento diffuso e territoriale delle energie sostenibili (come chiede la delibera 20.20.20 della EU del 2017) sono in concreto, dopo iniziale boom di cantieri, bloccati da pastoie burocratiche o da problemi fiscali di cessione credito.

Da decenni c’è questa situazione di divergenza fra una quota importante e cosciente della popolazione e la scelta miope, violentemente persecutoria dei partiti che dovrebbero rappresentarla.

Oggi, 2022, la scusa è la guerra e Putin il mostro, ma niente ha impedito negli anni precedenti di avviare questo processo che richiede tempo ed organizzazione progettuale, mentre continuare a fingere una emergenza costante è il modo comodo per fare continuità di azione.

Infine la domanda di fondo è: qual’è l’anno zero in cui prendono inizio attività per dotare i territori di autonomia energetica e democrazia diffusa con energie eco-sostenibili?

Continuare ad usare energie fossili:

– aumenta dipendenza,

– costa di più lo stesso prodotto,

– origina guerre di predazione e migrazioni di massa,

– alza la temperatura e crea cambiamenti climatici planetari (oggi in Italia con segni evidenti di siccità e inizio desertificazioni),

– inquina le terre, l’aria e crea condizioni insalubri.

– toglie risorse utili

Abbiamo università e ricerche molto avanti nello studio di sistemi, attrezzature, metodi di sfruttamento delle sostenibili, serve solo creare la volontà decisionale politica istituzionale.

Abbiamo molti esempi di piccoli medi comuni rinati con una diversa attuazione locale del tema attraverso lo sviluppo di comunità energetiche, di consorzi nati fra piccoli borghi rinati socialmente, applicazioni di bilancio energetico comunale , ecc, ecc.

Dov’è lo sbaglio sostanziale nel chiedere che qui ed ora, inizi l’applicazione di un progetto sostenibile integrato associato ad una decrescita o meglio di una cessazione alla produzione, al trasporto e all’uso di merci dannose, chimiche, derivate da questa vecchia concezione di sfruttamento delle fossili, così come un uso di agricoltura per allevamenti intensivi e inquinanti, così come la destinazione di quote importanti di risorse per lo sviluppo di grandi opere inutili?

Il primo maggio ad Altare (località Lipiani) ci sarà un importante inizio di INCONTRO fra associazioni e gruppi civici fra basso Piemonte e Liguria di ponente in cui potremo discuterne.

Gianni Gatti

Savona, 10/04/2022

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