Guerra senza mandato, decreti fuori Costituzione: interrogazione al governo

Dal blog https://www.pressenza.com

21.04.22 – Redazione Italia

Idra interroga domani Draghi, Di Maio e Cingolani davanti alla prefettura di Firenze: TAV, armi, disastro energia, deregulation

“Tre domande educate (e indignate) al Governo: guerra, economia, democrazia”. Questo il titolo del messaggio (di seguito il testo) che verrà proposto alla cittadinanza attraverso il ventitreesimo appuntamento di ‘dialogo itinerante’ domattina, dalle 10 alle 12, sotto Palazzo Medici Riccardi, sede del prefetto (Firenze).

Sono chiamati direttamente in causa, ciascuno per le proprie competenze, il primo ministro Mario Draghi, il titolare della Farnesina Luigi Di Maio, il responsabile delle politiche di transizione energetica Roberto Cingolani.

Idra chiede al premier chiarimenti sul mancato mandato a trasformare l’Italia in Paese cobelligerante, per giunta in violazione dell’art. 11 della Costituzione.

Al ‘cittadino’ Di Maio l’associazione fiorentina ricorda la promessa di contrastare lo spreco TAV di risorse pubbliche per il doppio sventramento del sottosuolo della città Unesco di Firenze. Un impegno assunto nel 2015 dall’allora vicepresidente della Camera in occasione dell’incontro con Idra in Regione. Del quale non si sono visti i risultati. Né sembra si possa definire “un buon governo della spesa pubblica”. sottolinea l’associazione, “la scelta di destinare armi (secretate) a un teatro di guerra fuori controllo

Al ministro della cosiddetta transizione ecologica Cingolani si fa notare che “partecipare attivamente alla sciagurata guerra militare e commerciale ci costerà scenari energetici che non si annunciano né ecologici né convenienti”. Fra questi, la necessità di accompagnare l’acquisto di gas liquido più costoso, da trasportare con navi cisterna su e giù per i mari e gli oceani, con l’istallazione di impianti di rigassificazione ingombranti davanti alle coste. Dove la Toscana è chiamata a pagare dazio con un rigassificatore aggiuntivo a Piombino. Mentre a Pisa si stabilisce per DPCM, senza consultare il territorio, la realizzazione di una nuova base militare dentro un Parco regionale, la prestigiosa tenuta di S. Rossore!

Viene dunque spontaneo chiedersi: “Cosa c’entra tutto questo col nuovo paradigma promesso in cambio dell’immane debito aggiuntivo accollato a figli e nipoti?”.

Il presidente di Idra consegnerà domani i quesiti, perché possano essere trasmessi ai destinatari per via istituzionale, allo stesso Prefetto di Firenze dott. Valerio Valenti. Proprio a lui, tredici anni or sono, quando era capo gabinetto a Palazzo Medici Riccardi, l’Associazione ebbe modo di rappresentare la gravità degli scenari di rischio che, allora come oggi, presentavano i 60 km di monotubo ferroviario TAV nel quale si incrociano sotto terra, con scarse e difficoltose uscite di sicurezza, i treni Alta Velocità in transito fra Firenze e Bologna.


Tre domande educate (e indignate) al Governo: guerra, economia, democrazia

Firenze, aprile 2022

PROF. DRAGHI: INTERROGATO!

Ci sono cittadini che ci chiedono: sulla base di quale mandato ha potuto Lei usare le nostre tasse per armare un Paese che non ci è neppure alleato? Può un decreto legge o un decreto interministeriale scavalcare la Costituzione?

Alcuni addirittura chiedono: cosa ha a che fare Lei con noi, se non possiamo sentirci rappresentati da deputati e senatori che Le accordano la fiducia, ma non abbiamo effettivamente scelto?

Come dovremmo rispondere a questi concittadini?

CITTADINO DI MAIO: INTERROGATO!

Ci siamo stretti la mano sette anni fa nel palazzo del Consiglio Regionale della Toscana, quando il più giovane vicepresidente della Camera nella storia della Repubblica ci propose un incontro sull’uso appropriato delle risorse pubbliche nelle infrastrutture. Parlammo del progetto – oggi ancora incombente – di doppio sventramento

TAV di Firenze: un’opera costosissima, inutile e dannosa, descritta come “stipendificio” della politica. Col Suo Movimento 5 Stelle, Ella annunciò in quell’occasione di scendere in campo assieme a noi contro l’uso sconsiderato di risorse pubbliche così ingenti.

Ora i nostri associati ci chiedono: che fine ha fatto quell’impegno sulla TAV? E si può definire un buon governo della spesa pubblica la scelta di destinare armi (secretate) a un teatro di guerra fuori controllo?

Lei è Ministro dei delicatissimi Affari Esteri: a chi giova, Le chiediamo, usare epiteti offensivi nei confronti di uno degli attori protagonisti del conflitto in corso? O azzardare che “quando avrà finito con Zelenskij, inizierà con un altro Paese”? O esaltare acriticamente il suo avversario? Quando, e dove, Ella ha verificato l’interesse della popolazione a violare, se non il programma politico del Suo Movimento, quanto meno la volontà dei Costituenti, che nei principi fondamentali della Repubblica hanno scolpito nel 1948 il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali?

Lei pensa che il consenso riscosso nel collegio di Acerra fosse fondato su questo tipo di attese?

DOTT. CINGOLANI: INTERROGATO!

Apprendiamo che partecipare attivamente alla sciagurata guerra militare e commerciale ci costerà scenari energetici che non si annunciano né ecologici né convenienti: approvvigionamenti costosi di gas liquido dagli USA e da altri Paesi non esattamente stabili o democratici; flotte di navi cisterna su e giù per i mari e gli oceani; impianti di rigassificazione ingombranti davanti alle coste (uno aggiuntivo proprio in Toscana); trivelle per estrarre idrocarburi nei mari e nei parchi nazionali; vecchie centrali a carbone a pieno regime; deforestazione, impermeabilizzazione e degrado paesaggistico per pale eoliche impattanti in habitat protetti…

La domanda che la Next Generation pone è: cosa c’entra tutto questo col nuovo paradigma promesso in cambio dell’immane debito aggiuntivo accollato a figli e nipoti?

E ancora: dopo Chernobyl e Fukushima, perché tornare a investire nel nucleare, un cantiere fallimentare delle cui scorie, tossiche per secoli, neppure sappiamo ancora come liberarci?

E infine: procedure semplificate per autorizzare veri e propri capitomboli all’indietro escludendo ancor più le popolazioni dalla protezione dei territori che abitano, rispondono forse a un’esigenza di democratizzazione e trasparenza?

Anche Lei, Ministro di un Dicastero nuovo di zecca e chiamato alla cultura della complessità, dove e quando ha verificato il consenso informato dei cittadini intorno a queste misure?


Ufficio stampa Associazione di volontariato Idra

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