MA IL 25 APRILE UNISCE CHI E PERCHÉ’?

Di Gianni Gatti

Ancora a girare il dito nella piaga sul 25 Aprile?

Vedo tristezze e pianti sulla commemorazione di un evento di 77 anni fa, alcuni interessati poiché così mascherano le nefandezze a cui partecipano stando al governo di Draghi, il più liberista degli ultimi anni.

Altri intristiti dalla divisione sociale e politica nella società attuale che andrebbe in opposizione alle scelte politiche dei partiti e gruppi che hanno determinato le scelte dopo la resistenza.

Gruppi con altri nomi e storie :PCI,DC,Socialisti, Liberali , ecc.

Oggi sono completamente trasformati nei nomi , nei fatti delle proposte e delle iniziative, nelle composizioni parlamentari e istituzionali in generale.

Il focus è tutto sull’accettazione da parte di quella quota consistente del PCI di quei tempi di essersi amalgamato con ideali e programmi completamente diversi.

Non sono uno storico, ma poiché ogni decisione secondo me va contestualizzata al momento si può dire c’era una altra scelta?

1) Americani in casa da cui non se ne sono mai più andati militarmente colonizzando le 54 basi poi diventate Nato solo in Italia

2) americani con piano Marshall e piccioli buoni da dare attraverso la ricostruzione e per cui se ufficialmente non vi erano richieste contropartite la storia ha dimostrato che quella dipendenza era già estesa e nota.

3) Le istituzioni militari, polizia, carabinieri, questure, servizi segreti, persino i VVFF, molti maestri e universitari, comprese molte associazioni e società pubbliche con grandi quantità di fascisti e collaborazionisti rimasti ai loro posti (parlamento, regioni e comuni compresi) .

4) Situazione con cui mai fu fatto un reset vero, non abbiamo mai fatto davvero i conti con il residuo fascismo e al contrario della Germania non abbiamo avuto una equivalente Norimberga, GLI STESSI PERSONAGGI DI PRIMA DELLA GUERRA DIRIGEVANO DOPO.

Trent’anni di stragi, di penetrazione della mafia e della criminalità organizzata nelle istituzioni con cui sempre i famosi alleati allo sbarco in Sicilia diedero via libera di penetrazione in cambio del controllo del territorio, sono gli effetti di quella causa.

Sono certo che allora come oggi quote anche importanti dell’azione cattolica e del cristianesimo avevano idee molto sociali e di aiuto reciproco.

Dopo la guerra tutto era devastato e da ricostruire e serviva coesione, del resto erano tempi in cui la cosiddetta ripresa ha cambiato certamente le condizioni sociali: da un Italia contadina ad una delle sette più importanti nazioni industriali, manifatturiere e commerciali.

Faceva parte di quello sviluppo. La struttura portante e le infrastrutture di trasporto assieme alle banche che facevano in pieno il loro lavoro di presta-soldi permise lo sviluppo del liberismo che non era ancora oppressivo, anche se passò attraverso a battaglie complicate dal 1948 ad oggi, da Scelba a Tambroni fino ad oggi con una partecipazione straordinaria di quote di cittadini .

Cosa è cambiato? Il benessere relativo del dopo guerra è diventato sempre più ristretto e se il contadino calabrese si migliorava nel reddito andando alla FIAT, veniva però sradicato dalla sua realtà e la stessa possibilità economica maggiorata lo rendevano ricattabile.

Come in ogni angolo del pianeta il liberismo, la crescita infinita del PIL, il” prima le imprese”, hanno compresso socialmente le singole persone trasformandole in consumatori che grazie alle rate potevano comprare l’auto, la casa, la lavatrice indebitandosi e quindi partecipando al sistema .

Tutti i partiti derivati da quelle trasformazioni sociali e politiche ormai hanno abbracciato quel sistema e nessuno(o molto pochi) hanno una visione di una società diversa.

Si chiamino PD, M5S, Socialisti, Leu, Art. 1, ecc sono tutti lanciati per un liberismo riformato, meno violento…. come se fosse possibile.

L’implosione di guerre di rapina impostate dai soliti noti e dalla Nato a cui fanno concorrenza Cina (con una violenza più mercantile e finanziaria) e Russia (con al centro i loro oligarchi arricchiti con il militarismo e le risorse energetiche ). L’Ucraina è solo l’ultima delle guerre di predazione costruite da questo sistema.

Bene, non allungo la storia, il mio è solo un tentativo di descrivere e centrare il perché il 25 aprile 1945 non è affatto uguale a quello del 2022.

Non lo sono le forze politiche, non lo è il sindacato confederale, non lo è la massa che ancora si attiva, ragiona, comunica e incrocia interessi dal basso. Il “derivato composto” da queste condizioni ha frantumato, corroso persino i valori di chi li aveva e la memoria non assiste .

E’ più pericoloso chi si dichiara oggi fascista e fa scritte provocatorie o la finanza bancaria che permette a grandi aziende di licenziare con un SMS, chi permette di abolire l’Art. 18 o chi agita la bandiera tricolore?

Non c’è un etica perché non siamo migliorati e la società moderna salta in pieno democrazia, perfino referendum, ignora manifestazioni contro bisogni essenziali come la sanità, i beni comuni come l’acqua, in un orgia di privatizzazione interessata con la collaborazione silente di tutti i partiti, un arco parlamentare che è diventato un unica via retta verso l’interesse di pochi a discapito di molti. Retorica? Decidete voi.

Non andrò a sventolare bandiere in cui non mi riconosco e che sono non solo contro di me , ma contro l’umanità intera. Elaborerò il lutto con chi vuole invece cambiare le cose e non ci tiene a confondersi, mescolarsi con gli eredi di quel periodo storico perchè la chiarezza del bene comune se non ci guida nelle scelte, nelle azioni di battaglia politica non c’è 25 aprile che tenga è come andare al nostro funerale da vivi…

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