Schiavitù sessuale, abominio mafioso del XXI secolo

Dal blog https://www.pressenza.com/

29.08.22 – Alessio Di Florio

Un business criminale che non si è fermato neanche con la pandemia. E sta sfruttando, nell’indifferenza complice, l’emergenza umanitaria causata dalla nuova guerra in Ucraina.

«Un rischio per la sicurezza nazionale e internazionale in quanto costituisce una delle fonti di reddito più significative per il crimine organizzato transnazionale. Nel settore si registra il perdurante attivismo di network delinquenziali diversificati che mostrano una particolare duttilità nell’adeguare il proprio modus operandi ai rispettivi contesti operativi».

Così la “Relazione sull’attività delle forze di polizia, sullo stato dell’ordine e della sicurezza pubblica e sulla criminalità organizzata”, relativa all’anno 2019 e comunicata alla Presidenza del Senato il 27 novembre 2020 definisce la tratta degli esseri umani e la schiavitù sessuale.

Nel solo continente europeo «si stima che il traffico di esseri umani produca in un anno 29,4 miliardi di euro di profitti, ben un quarto dei soli 14.000 casi identificati riguardano vittime minorenni, intrappolate in gran parte nello sfruttamento della prostituzione (64%)» e in Italia «i casi emersi e assisiti nel 2021 dal sistema anti-tratta erano 1.911 (con 706 nuove prese in carico nel corso dell’anno), in gran parte di sesso femminile (75,6%), mentre i minori rappresentavano il 3,3% del totale (61). Tra le vittime assistite, la forma di sfruttamento prevalente è quella sessuale (48,9%), seguita dallo sfruttamento lavorativo (18,8%)».

Sono questi solo alcuni dei dati pubblicati nel XII edizione del rapporto “Piccoli Schiavi Invisibili” di Save The Children.

«Sono 25 milioni le persone vittime di sfruttamento sessuale, lavorativo, accattonaggio, vendita di organi e altre economie illegali secondo il Report Trafficking in persons» denuncia un articolo di Irene Ciambezi, coordinatrice della campagna “Questo è il mio corpo”, su SempreNews https://www.semprenews.it/news/Orfana-venduta-come-schiava-dalla-madre-adottiva.html

«La tratta delle donne ai fini dello sfruttamento sessuale obbliga alle strade italiane fra le 70.000 e le 120.000 persone in Italia.

Oltre 40 milioni di persone sono vittime di tratta nel mondo, equamente divise fra traffici per lo sfruttamento lavorativo (53%) e traffici per sfruttamento sessuale (43%) – riporta Sempre News nella sezione del suo sito dedicata alla documentazione e alla denuncia della schiavitù sessuale https://www.semprenews.it/tag/tratta-delle-donne.htmlin Europa il 66% delle vittime di tratta identificate sono donne, destinate principalmente alla prostituzione forzata. Questi dati, con un trend in aumento, vengono dossier Caritas 2019 che riprende il report Global Report on Trafficking in Persons delle Nazioni Unite».

In questi ultimi due anni e più, segnati dalla pandemia, abbiamo letto e ascoltato infinite volte che il mondo non sarà più lo stesso, che la pandemia ha stravolto per sempre le vite.

Quanto riportano il report delle Nazioni Unite e il dossier di Save The Children documenta che il business mafioso della schiavitù sessuale non è cambiato e durante la pandemia, come abbiamo ripetutamente denunciato, si è addirittura rafforzato. La Relazione del Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese consegnò numeri drammatici, altissimi, le dimensioni di un business mafioso agghiacciante.

Anche solo la fredda aritmetica dei numeri (ma non dobbiamo mai dimenticarci che non sono solo numeri, sono vite, persone, cuori, anime, lacrime, dolori, sofferenze, umanità) conferma la tenuta e il consolidamento di questo business. Ampia attenzione la relazione dedicò alle mafie nigeriane, di cui ci siamo ampiamente occupati in questi due anni e mezzo, e sottolineò la presenza di organizzazioni criminali radicate nell’Est Europa. Lì dove è tornata ad esplodere una guerra, dove una drammatica emergenza umanitaria è esplosa nei mesi scorsi.

E, confermando l’avanzata delle mafie dall’Est a cui faceva riferimento anche il documento consegnato in Parlamento quasi due anni, si dall’inizio papponi, sfruttatori, mafiosi, anche pedofili, si sono scatenati sin da febbraio nello sfruttare l’emergenza umanitaria, rapire migliaia di donne e bambine per incatenarle allo sfruttamento sessuale, allo stupro a pagamento, sulle strade e in quattro mura nella civile Europa occidentale e in Italia.

Già mesi fa c’è stato un arresto in Spagna, un trafficante pedofilo, e come documentò anche la giornalista Amalia De Simone in un’inchiesta per Mi Manda Rai3 anche trafficanti italiani sono attivissimi sin dalle prime settimane.

L’attenzione mediatica e pubblica sull’emergenza umanitaria è totalmente cessata, le persone fuggite dalla guerra sono ormai cancellate e dimenticate. Le donne e le bambine che stanno cadendo vittime delle reti mafiose transnazionali dello stupro a pagamento non hanno mai realmente interessato nessuno in Italia, tranne poche voci coraggiose e libere.

Tra l’altro quasi esclusivamente donne, e questo dovrebbe far indignare e riflettere la classe maschile su quel che oggi è in questa società maschilista, maschiocentrica, patriarcale e perpetrante cultura dello stupro e complice e alimentate la schiavitù sessuale.

Nei mesi scorsi abbiamo ripetutamente documentato e denunciato, partendo dalle denunce di Sex Industry is Violence e dell’associazione Ebano, quanto stava accadendo. Non dimentichiamo e non vogliamo dimenticare, sentiamo il dovere di continuare a denunciare e lanciare il grido più alto. Nei giorni della giornata internazionale contro la tratta riproponiamo tutto.

Per non dimenticare mai e, anzi, continuare a denunciare e lottare contro questo abominio mafioso del XXI secolo.

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