A Londra più italiani che indiani, polacchi, rumeni e spagnoli (secondo Bloomberg e ONS)

Dal blog https://www.londraitalia.com/

E anche per l’EU Settlement Scheme è la comunità dell’Europa occidentale ad aver ottenuto il maggior numero di autorizzazioni

L’esodo post Brexit per ora non si vede, almeno fra gli italiani di Londra, secondo un’elaborazione pubblicata dall’agenzia Bloomberg di dati aggiornati di recente diffusi dall’ONS – Office for National Statistics, l’Istat britannico.

Dati che rivelano come la vasta comunità di connazionali residenti nella capitale non cessi di crescere e abbia raggiunto quota 146.000, scavalcando gli indiani censiti (137.000) come singolo contingente di stranieri più corposo presente nella City e dintorni, ai quali seguono i polacchi (132.000), rumeni (111.000) e spagnoli (99.000).

Bloomberg allarga d’altronde l’orizzonte all’intero Regno Unito, segnalando – alla fine del 2021 – un incremento del 40% del totale degli italiani trapiantati oltre Manica nell’ultimo decennio: attorno ai 300.000 solo contando le persone registrate alle anagrafi consolari dei residenti all’estero (AIRE) che diventano 600.000 se si prendono in considerazione tutti coloro che hanno fatto domanda a settembre 2022 (ricevendolo) per l’EU Settlement Scheme, la certificazione che consente ai cittadini dell’Unione Europea di continuare a vivere in UK dopo la Brexit. Questo è il numero più alto di qualsiasi paese dell’Europa occidentale.

Un flusso che da sempre si concentra soprattutto su Londra, dove – al contrario di quanto indicato per altre comunità di Paesi dell’Europa occidentale, complessivamente in calo a causa degli ostacoli frapposti dalle conseguenze del divorzio del Regno dall’Ue – le statistiche continuano a evidenziare una tendenza alla crescita.

Così come si verifica in direzione Londra da vari grandi Paesi extra europei. A pesare, peraltro, è anche l’emersione di vecchie presenze semi-clandestine: con l’iscrizione all’Aire d’italiani che in passato non ritenevano nemmeno di doversi registrare (nonostante gli obblighi di legge); e che invece sono venuti allo scoperto negli ultimi anni alla ricerca di maggiori tutele rispetto agli incerti del dopo Brexit.

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