LE PREROGATIVE IRRINUNCIABILI

da una lettera-articolo proposta, di un amico, Lorenzo

12/12/23

Cito di seguito un caso che può essere significativo per le persone impegnate in politica; in particolare per quelle che ambiscono trasformare la società capitalista.
Michail Kalinin fu un politico e rivoluzionario russo, deceduto a Mosca nel 1946. Nacque da famiglia contadina povera; soffrì la dura vita della terra e poi della fabbrica. Fu imprigionato per le sue idee rivoluzionarie contro lo Zar. Partecipò alla rivoluzione bolscevica del 1917, assurse ad incarichi presso il Presidio dei soviet supremo dell’URSS che conservò fino a tarda età. Non fu un gigante come statista, ma
le sue origini gli conferivano sagacia e furbizia.
Quando era presidente dell’Assemblea degli operai e soldati di Pietrogrado, organo dotato del massimo potere politico della città, fu oggetto di forti critiche da parte di rappresentanti della borghesia.

Gli veniva contestata scarsa conoscenza dell’economia e della finanza, unite a decisa inesperienza burocratica; questa critica tendeva a screditarlo al cospetto del popolo.
Nell’occasione gli venne attribuita la frase: “Noi operai e soldati definiamo la linea politica e gli obiettivi; recluteremo voi esperti per realizzare sotto il nostro controllo gli obiettivi”.
La battuta di Kalinin non significava che i bolscevichi non attribuissero primaria importanza allo studio ed al puntuale apprendimento sia dell’economia, sia della finanza.

Anzi, la cura verso l’istruzione a tutti i livelli, ed in particolare a quella superiore, creò nel giro di pochi lustri una leva valente di tecnici. Essi costituirono
la mente del processo spinto di industrializzazione dell’URSS che, da paese agricolo retrogrado avanzò a nazione capace di competere con le potenze occidentali.
Dunque la battuta di Kalinin significava pure un incitamento a scardinare nel popolo la riverenza e sudditanza verso i detentori della conoscenza relativa alla macchina statale, verso gli intricati meccanismi della burocrazia.
Significava, nella gestione dei problemi, separare nettamente il livello politico dal livello tecnico- amministrativo: il primo aveva il compito di realizzare il sovvertimento della vecchia impalcatura statale con
la nuova struttura di stampo socialista; il secondo, assoggettato al primo, doveva eseguire con gli strumenti propri la progressiva formazione del nuovo stato.
Si potrà obiettare: ma gli operai, i soldati ed i contadini, generalmente non muniti di sufficiente quantità di cognizioni, di cultura economica e finanziaria, di esperienza sul funzionamento della macchina statale, come potevano progettare uno stato nuovo?
Non rischiavano di commettere gravi errori di progettazione che, a posteriori, potevano riverberarsi con notevole danno?

Per evitare questi possibili gravi errori di progettazione, non sarebbe stato opportuno
affidare la progettazione agli esperti che provenivano dalle fila della borghesia?
Ma Kalinin rassicurava e chiariva: se affidiamo la progettazione del nuovo stato a membri esperti della borghesia, questi opereranno una finta trasformazione che non rivolgerà la forma dello stato: essi non vorranno mai vedersi spogliati del loro potere.
Quindi, noi operai, soldati e contadini stabiliamo gli scopi della nuova società e gli obiettivi che vogliamo raggiungere; cioè noi ci riserviamo la prerogativa irrinunciabile di esercitare il potere politico. Potere per esercitare il quale occorrono idee chiare, scopi certi e volontà incrollabile.
Per mettere in pratica i nostri obiettivi e raggiungere il nostro scopo, ci avvarremo, allora sì, dell’esperienza e della cultura di altre forze, anche non appartenenti al nostro partito. Ciò fino a quando avremo forgiato e preparato le nuove leve di economisti e burocrati che si formeranno nelle nostre scuole.
Lorenzo

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.