Meglio il vetro

Da una mail di Maria Rosa D’Orsogna

La nanoplastica nelle bottiglie di plastica
Meglio il vetro
Maria Rita D’OrsognaSep 9 

 Cosa c’e’ di piu’ spensierato che, in un giorno di afa, aprire una boccetta di acqua fresca? Sul treno, in macchina, in pizzeria. Cosi, senza pensarci.Tante cose le facciamo cosi nel mondo moderno, fatto di comondita’ e di cose impossibili fino a cento o anche cinquanta anni fa. Appunto senza pensarci. Finche’ il mondo vero non si prende la rivincita.Ed eccoci qui: le bottigliette di plastica contengono miliardi e miliardi di particelle di nanoplastica, fino a 100 volte piu di quanto non si pensasse.Se non la vediamo questa nanoplastica e’ perche’ un nanometro e’ equivalente a 10 alla meno nove metri. Cioe’: prendi un metro e dividilo in un miliardo di pezzettini, la bellezza di 1,000,000,000 (con 9 zeri) pezzi. Uno solo di quei 1,000,000,000 pezzi di metro e’ un nanometro.La microplastica e’ giusto un po’ meglio, nel senso che e’ la stessa cosa ma invece che 9 zeri, ne dobbiamo mettere 6. Quindi le microplastiche sono piccolissime, ma le nanoplastiche ancora di piu’. Per fare un paragone diverso, il nanometro delle nanoplastiche e’ un millesimo del diametro di un capello.La nanoplastica non solo e’ piu’ piccola che la microplastica, ma e’ anche piu’ pericolosa perche’ essendo cosi minuscola, riesce meglio ad attraversare tessuti ed arrivare ad organi interni, nel sangue, nei sistemi ormonali, anche solo partendo dal tratto digestivo. Siamo pronti per i numeri?Secondo uno studio di qualche mese fa sulla rivista PNAS, un litro d’acqua contiene la bellezza di 240,000 pezzi di plastica. Il 90% sono nanoplastiche e il resto sono microplastiche. Perche’ succede questo? Perche’ anche se non se parliamo e non ci si pensa, la plastica perde i suoi pezzettini. E’ normale. La pelle perde cellule, il legno perde scheggette, e la plastica perde le nanoplastiche. Gli effetti non sono chiari a nessuno, certo queste nanoplastiche sono corpi estranei alla nostra fisiologia, e bene non fanno. Nel senso che al massimo i nostri corpi possono tollerarli, magari finche’ non sono troppo abbondanti, ma migliorare la vita certo no. Quindi forse e’ meglio evitare di metterceli in corpo. I consigli? Non bere piu’ dalle bottiglie di plastica per quanto possibile, ma preferire il vetro o meglio ancora il rubinetto. E questo vale ancora di piu’ per i bambini che hanno davanti 80 o 90 anni di esposizione costante alla plastica e per i quali e’ meglio evitare il piu’ possibile l’entrata delle nano e microplastiche in circolazione quando sono ancora in via di sviluppo. Interessante che un altro studio del 2018 mostro’ che il 93% dell’acqua in bottiglia conteneva circa 325 pezzetti di microplastica, 22 volte di piu’ che l’acqua del rubinetto. A quel tempo non si era pensato ancora di testare per le nanoplastiche, appunto, piu’ piccole delle microplastiche e per le quali ci vogliono metodi e macchinari piu’ sensibili. Ma gia’ sappiamo che l’acqua del rubinetto contiene meno microplastiche dell’acqua in bottiglia. Evitare la plastica vale anche per tutti i cibi serviti in plastica, contenitori per il frigo, forchette di plastica, bicchieri di plastica e pure per i vestiti fatti di materiale sintetico. Specie sotto il sole cocente, o quando si aprono contenitori, o dalla lavatrice, o quando ce la mettiamo in bocca, la plastica puo’ perdere pezzettini, appunto le microplastiche o nanoplastiche, che non si sa dove vanno a finire. Ma di certo, qualuno di questi pezzettini riuscira’ ad entrare nei nostri corpi.

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