Come usare la spesa pubblica per i diritti, la pace, l’ambiente

Questa è “solo l’introduzione” ad un documento davvero ragionato, pensato collettivamente dentro ad un testo fatto da esperti, ma utile anche per la gestione di un dibattito di opposizione alternativa che da tempo non si vede nel panorama politico italiano. Non è nell’ordine delle cose dei partiti istituzionali. Purtroppo neppure presso quei militanti più attenti che ancora si battono contro un potere che fa dello stralcio dei diritti e della democrazia il loro terreno di imposizione repressiva nella concezione di delineare aspetti alternativi e concreti questa critica a quanto proposto dal governo Meloni c’è un chiara immagine a più campi che viene fuori anche dai dettagli che sono essenziali. Un modello diverso e alternativo di amministrazione di uno stato dentro questa crisi globale politica, economica, militare, ambientale e umana.

La Campagna Sbilanciamoci! riunisce dal 1999 50 organizzazioni e reti della società civile italiana impegnate sui temi della spesa pubblica e delle alternative di politica economica.Da leggere con attenzione, magari non è per tutti, poichè è un documento consistente di circa 60 pg che si può vedere a questo link

https://sbilanciamoci.info/la-controfinanziaria-2025-di-sbilanciamoci/


Introduzione (Solo un inizio non il documento completo)


La Legge di Bilancio 2026-2028 è sbagliata, lacunosa e modesta.
È una manovra modesta, perché più che di una Legge di Bilancio si tratta di
una leggina di bilancio, rinunciataria e senza nessuna ambizione: una Legge sen-
za un orizzonte e una prospettiva che vada oltre la tenuta dei conti pubblici, per
rispettare i vincoli europei.
È una Legge lacunosa perché è più lungo l’elenco di quello che non c’è nel-
la manovra di quello che c’è.

Non si tratta di trasformare la Legge di Bilancio in un libro dei sogni, ma di occuparsi delle emergenze del nostro Paese: il lavoro, la transizione ecologica, l’istruzione, i salari, i giovani, la politica industriale e tanto altro.

Tutto questo è assente nel Disegno di Legge.
È una Legge sbagliata perché condona gli evasori fiscali (viene chiamata pace
fiscale, ma è una resa fiscale), aumenta le spese militari, grazia le grandi ricchezze
e i grandi patrimoni, fa elemosine sociali invece di affrontare la povertà assoluta
in crescita, e le diseguaglianze sono in aumento.

La Legge di Bilancio ammonta a 18,7 miliardi di euro e il suo impatto sulla
crescita del Pil nel 2027 è appena dello 0,2%, quasi nulla.

Ma nel 2026 “l’impatto stimato è negativo”.

Metà delle coperture sono date dai fondi del PNRR (più di 5
miliardi di euro) e dall’intervento sulle banche e le assicurazioni (più di 4 miliar-
di di euro). Poi ci sono i tagli lineari ai ministeri.

I tagli e i posticipi della spesa sul Fondo di Sviluppo e Coesione valgono circa 2,8 miliardi di euro. Si prevedono entrate (aleatorie) di 1 miliardo di euro dalla lotta all’evasione fiscale.
Per le uscite – le misure principali – bisogna ricordare il minor gettito derivan-
te dalla riduzione di due punti della seconda aliquota Irpef (2,9 miliardi di euro),
il minor gettito della rottamazione delle cartelle (1,5 miliardi), il finanziamento
del Servizio Sanitario Nazionale (2,4 miliardi di euro), 500 milioni per la “Carta
dedicata a te”, circa 6 miliardi vanno alle imprese (crediti di imposta per ricerca
e innovazione, agevolazioni fiscali sulla contribuzione per assunzioni, transizio-
ne 5.0, ecc.), 2 miliardi a sostegno dei salari, con detrazioni e altre misure fiscali.
La situazione sociale del Paese continua a essere drammatica. Povertà e di-
seguaglianze – come ci certifica l’Istat – sono in aumento perché si è voluto
cancellare il reddito di cittadinanza a favore di bonus e altre misure caritatevoli
senza alcun effetto. Il rifinanziamento della sanità è assolutamente insufficiente.


Ancora oggi – come certificato dall’Istat – ci sono oltre 4 milioni di italiani che ri-
nunciano a curarsi, per motivi economici o per la lunghezza delle liste d’attesa.
Il finanziamento pubblico della sanità passerà nel 2026 dal 6,1% al 5,9% del Pil.
Dal punto di vista economico il Paese è vicino alla stagnazione (+0,4% del
Pil nel 2025 e 0,5% nel 2026), aumenta la pressione fiscale (42,8%, una cresci-
ta dell’1,3% da quando si è insediato questo Governo), con la nota positiva che
– a causa dell’assenza di risorse – non si è andati avanti nella realizzazione del-
la flat tax.

La produzione industriale è in calo da due anni (tra il 2024 e il 2025 il
calo è stato del 2,7%) e vi sono alcuni settori – come quello dell’automotive – in
drammatico calo. In questa Legge di Bilancio il “fondo automotive” è scomparso.
L’impegno sulla transizione verde si è via via affievolito.
Nel contempo aumentano le spese militari.

Nella Legge di Bilancio – previsioni a confronto – le spese militari aumentano di 1 miliardo, ma nella relazione alla tabella 2 si dice che – usciti dalla procedura di infrazione nel 2026 – la spesa militare aumenterà dello 0,15% del Pil nel 2026, dello 0,30% nel 2027 e dello 0,50%
nel 2028: cioè 23-24 miliardi di euro in tre anni.

Un’economia di guerra che non fa crescere di certo l’occupazione in Italia, perché come tutti sanno l’80% della nostra spesa per sistemi d’arma se ne va in commesse a imprese straniere, in gran parte multinazionali a guida americana. È – dal punto di vista economico – un fa-
vore a Trump: l’aumento della spesa militare è un regalo non ai nostri lavoratori,
ma al Tycoon americano
.
Il provvedimento della tassazione delle banche – sacrosanta – è un’operazione
che va analizzata più approfonditamente. Va bene cercare di colpire gli extraprofitti
delle banche, ma perché non anche quelli delle imprese dell’energia e della difesa,
che hanno realizzato in questi anni profitti enormi paragonabili a quelli delle ban-
che?

Forse perché Eni e Leonardo sono dentro il sistema di relazioni con il Governo,
per cui alla prima si appalta una parte della politica estera e alla seconda una parte
della politica della difesa?

E poi, perché si colpiscono gli utili (che in molte banche vanno a riserva) e non i dividendi, cioè, la remunerazione degli azionisti? E ancora:
perché si colpiscono nello stesso modo le grandi banche e le piccole banche del ter-
ritorio, cui pure la Lega dovrebbe rivolgere una certa attenzione?
Si possono trovare risorse per fare le politiche che servono.
Ad esempio, tagliando o riconvertendo i Sussidi Ambientalmente Dannosi (24
miliardi di euro), che questa Legge di Bilancio nemmeno nomina.

Oppure riducendo le spese per i sistemi d’arma.

Oppure con una fiscalità progressiva.

Perché i lavoratori devono pagare – in termini percentuali – più tasse dei loro datori di
lavoro?

Perché non si può mettere un contributo di solidarietà per i patrimoni su-
Come usare la spesa pubblica per i diritti, la pace, l’ambiente superiori ai 5 milioni di euro? Oltre che mettere le mani nelle tasche dei lavoratori, questo Governo può metterle anche nelle tasche dei super ricchi?

Vogliamo fare male alla finanza o metterla al servizio dell’economia?

Perché il Governo non vara una norma severa sulle transazioni finanziarie speculative, insieme ai governi europei che hanno già dichiarato il loro assenso?
Noi proponiamo esattamente l’opposto di quello che c’è scritto nella relazione
alla tabella 2 del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Invece che per le armi,
destiniamo lo 0,15% nel 2026, lo 0,30% nel 2027 e lo 0,50% nel 2028 alla sanità
pubblica: 23 miliardi per la salute dei cittadini, per evitare di ritrovarci ogni an-
no con 4 milioni di italiani che non hanno i soldi per curarsi. Abbiamo bisogno di
meno soldati e più infermieri, di meno spolette per le bombe a mano e più apparec-
chiature per fare la TAC.
Troppo poche le risorse in Legge di Bilancio per assumere
infermieri e medici: con quelle risorse si copre solo un terzo del fabbisogno.
Abbiamo bisogno di una vera politica industriale per la transizione. Per il tra-
sporto pubblico locale ci sono meno risorse di quelle richieste dalle Regioni, si
azzerano i contributi per la linea C della metropolitana di Roma e si tagliano i
trasferimenti agli Enti locali. Poiché questo è un Governo contrassegnato dal nega-
zionismo climatico, si azzoppa la transizione verde, facendo mancare investimenti
e risorse alle politiche necessarie. Serve un’Agenzia nazionale per la politica indu-
striale e per il lavoro.
Per concludere: questa è una Legge di Bilancio che non serve al Paese, che lo fa
galleggiare dentro una condizione economico-sociale difficile e precaria. Finora ci
siamo salvati grazie ai fondi del PNRR, facendo cassa sui lavoratori e sulle pensioni,
e così non si va lontano.

Qualche malizioso dice che questa Legge di Bilancio co-
sì modesta è propedeutica a una Legge di Bilancio (quella del 2027) all’insegna del
debito, elettoralistica, per oliare i meccanismi del consenso delle prossime politiche.
Speriamo non sia così: rischiamo di galleggiare ancora per un anno, ma intan-
to le cose peggiorano.

Peggiorano la povertà e le diseguaglianze, peggiora il nostro
sistema industriale, peggiora il nostro Sistema Sanitario Nazionale, peggiora l’istru-
zione pubblica e tanto altro. Si tratta di costruire le condizioni di un nuovo modello
di sviluppo sostenibile, di un’economia di pace e del benessere, di ridare dignità al
lavoro e di assicurare un futuro alle giovani generazioni, anche a quei 100mila gio-
vani che ogni anno lasciano il nostro Paese per cercare una prospettiva all’estero.
Noi non crediamo che questa Legge di Bilancio dia risposte alle domande di
cambiamento del Paese e per questo ci auguriamo che il Parlamento possa cam-
biarla radicalmente

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