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- 21 Aprile 2026 Remocontro
Tregua finita in Romania. Va in crisi il governo europeista, e la destra filo-russa, dopo la sorprendente vittoria elettorale in Bulgaria, assapora la rivincita a Bucarest. I socialdemocratici rumeni tolgono il sostegno al premier Ilie Bolojan. Un salto nel vuoto per uno dei Paesi più geostrategici dell’Unione Europea
Crisi di governo in Romania
Il Partito Socialdemocratico (PSD), il principale della coalizione al governo in Romania, ha tolto il suo sostegno al primo ministro Ilie Bolojan, facendogli mancare la maggioranza in parlamento e aprendo così una crisi di governo. Lo ha deciso la dirigenza del partito, che nei prossimi giorni ritirerà anche i suoi sei ministri. Bolojan aveva sempre escluso di dimettersi, ma negli ultimi giorni ha aperto alla possibilità di lasciare il posto a un primo ministro ad interim, scelto tra i componenti del governo.
Europeismo incerto
I Socialdemocratici sono delusi dalle politiche di Bolojan e in particolare dall’aumento delle tasse, a cui attribuiscono il proprio calo nelle intenzioni di voto a vantaggio dell’estrema destra di AUR. Bolojan, che fa parte del Partito Nazionale Liberale (PNL) di centrodestra, è in carica dal maggio del 2025, quando era stato nominato dal neopresidente Nicușor Dan, il candidato europeista che aveva sconfitto al ballottaggio George Simion, il leader di AUR, che è prima nei sondaggi, informa il Post
Finora mai elezioni anticipate
Le ultime elezioni parlamentari erano state nel 2024 e i Socialdemocratici le avevano vinte. Le prossime sono previste nel 2028: in Romania non ce ne sono mai state di anticipate, ma questa volta potrebbe accadere su richiesta dell’Alleanza per l’Unione dei Romeni, partito politico di destra ed estrema destra di d George Simion e Claudiu Târziu. Il partito è attivo con lo stesso nome anche in Moldavia. AUR ha detto che a maggio presenterà una mozione di sfiducia, e i Socialdemocratici potrebbero fare lo stesso. Se votassero insieme, avrebbero abbastanza seggi da fare approvare la sfiducia, facendo cadere il governo.
Presidente europeista in difficoltà
Nicușor Dan, ex sindaco di Bucarest e da un anno uovo presidente della Romania. Sarà lui a dover rifare le consultazioni per formarne un nuovo governo, probabilmente espresso dalla medesima coalizione, di cui oltre a PNL e Socialdemocratici fanno parte i liberali dell’Unione Salva Romania (USR) e il partito della minoranza ungherese. Necessario ricordare che i Socialdemocratici sono un partito con posizioni molto conservatrici su temi sociali, nonché quello con posizioni più critiche in una coalizione in maggioranza europeista.
Crisi politica ‘ma non troppo’. Forse.
Dan ha sempre escluso di poter nominare un primo ministro dello schieramento di estrema destra. E lunedì ha cercato di dare rassicurazioni. «Avremo una crisi politica, ma sulle questioni essenziali ci sarà continuità», ha detto. In particolare, rispetto alle riforme di rigore economico, promesse dal suo governo, a cui sono vincolati 11 miliardi di euro di fondi europei. Sono fondamentali vista la grave difficoltà dell’economia romena (dal 2020 il paese è sotto procedura per deficit eccessivo da parte della Commissione Europea), su cui il governo stava ottenendo i primi, timidi risultati.