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Sabato 25 aprile 2026
A Milano, durante il corteo di celebrazione della festa della Liberazione, un gruppo di manifestanti che ricordava la cosiddetta Brigata Ebraica attiva durante la Seconda guerra mondiale è stato contestato e scortato fuori dal corteo dalla polizia. Gli scontri e le tensioni fra manifestanti filopalestinesi e filoisraeliani durante i cortei del 25 aprile sono piuttosto comuni, soprattutto negli ultimi anni, ma di solito il gruppo della cosiddetta Brigata Ebraica riusciva comunque a sfilare e concludere il corteo.
Tutto è iniziato nel primo pomeriggio, quando la Brigata Ebraica si è presentata al corteo con delle bandiere israeliane (cosa che secondo una ricostruzione dell’ANPI aveva accettato di non fare, per ragioni di sicurezza). Avvicinato da alcuni manifestanti filopalestinesi, che hanno iniziato a gridare cori molto duri, il gruppo si è fermato, creando un ingorgo che ha bloccato migliaia di manifestanti che si trovavano dietro. A quel punto la polizia lo ha fatto uscire dal corteo. Davide Romano, direttore del Museo della Brigata Ebraica, sostiene che i manifestanti siano stati «cacciati» dalla polizia.
La Brigata Ebraica fu una milizia interna all’esercito britannico – quindi non una formazione partigiana – formata da circa 5mila ebrei. Nacque nel 1944 e in Italia prese parte alle ultime fasi della Seconda guerra mondiale. Nei mesi successivi alla guerra partecipò attivamente alla costruzione di quello che sarebbe diventato lo Stato di Israele, facendo migrare clandestinamente migliaia di ebrei in Palestina e fornendo armi e soldati alla milizia che sarebbe diventata il futuro esercito israeliano.
Proprio questo legame con Israele è la ragione per cui ormai da anni la sua presenza ai cortei della Liberazione viene contestata dai gruppi più sensibili alle sofferenze imposte da Israele ai palestinesi, nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania.