Il prezzo della solidarietà, verso un sociale diverso, collettivo e multipolare.

Ovviamente il discorso è riferito all’assalto alla Flottilla fatto da Israele con lo show di Ben Guir filonazista e suprematista con i militanti arrestati
Mattarella ha parlato di «trattamento incivile inflitto a persone fermate illegalmente in acque internazionali, che tocca un livello infimo».
Tajani ha detto: «facciamo concludere la vicenda e poi vedremo con il governo quali decisioni adottare. Quello che è accaduto è inaccettabile, ci sono diverse opzioni, studieremo quella più proporzionata ed efficace». Nel frattempo ha convocato l’ambasciatore israeliano per chiarimenti.>>
Non hanno preso posizione quando hanno demolito e bombardato una nazione intera, fatto centinaia di migliaia di morti, non l’hanno fatto per una guerra di predazione portata avanti da Israele e dagli USA in Libano, Iran, Siria, Cisgiordania.
Lo fanno ora perchè i Propal sono birichini e meritano un buffetto…
La morale superata secondo il vangelo della Meloni & C e ripresa dai media servili per depistaggio, mentre continuano le interconnessioni fra lobby della sicurezza, servizi vari, commercio di armi, relazioni comuni fra università, ricerca medica e laboratori di sperimentazione aerospaziale oltre all’interfacciamento di Grandi Aziende Hitech in senso globale senza nessun paletto posto da stati per controllo e repressione.

La maggioranza ci ripensa: nessun passo indietro sulle spese militari e Peter Thiel lancia Objection: il “tribunale della verità” che scheda i giornalisti


Questo è quanto dobbiamo dirci fra militanti schierati dalla parte della Flottilla e dentro tutte le manifestazione che si sono svolte in Italia, riflettendo sulla necessità di insistere ad opporsi al silenzio che senza questa azione sarebbe continuato ad infinitum facendo ammuijna…

Si rompeno equilibri dentro a rapporti internazionali che “rompono” con forme, non con la sostanza della politica predatrice di Israele con una “morale piagnona” e assurda .
Anche nel fronte di questa destra e di chi, all’interno della sinistra, prende tempo e si arrocca a sconfessare questo modo suprematista, arrogante ed assassino di rapportarsi con chi non è d’accordo con la politica di Israele, però mai con strappo netto e presa di distanza concreta, poichè dopo dovrebbero prendere decisioni molto diverse e impattanti su tutta l’economia e di conseguenza con cambi politici comprese relazioni e vantaggi personali (vedi Brigata israeliana di sinistra)
Questo è un discorso da fare nei mille incontri di questa opposizione popolare diversamente si lasciano spazi a posizioni ambigue e sostanzialmente dentro un sistema internazionale che parte dall’alleanza Israele-USA criticata, ma considerata utile commercialmente.

Anche se i media e l’opposizione da salotto su singole azioni definite a priori “estremiste” come nel caso Flottilla, ma dentro ad un sistema finanziario globale in cui qualcuno guadagna e fa profitti anche solo per un annuncio (faccio la guerra/non faccio la guerra) e poi determina la politica, cioè le decisioni di fondo con cui ci amministrano su tanti temi : riarmo, energia, sanità, istruzione, ricerca, agricoltura, gestione dei beni comuni e del territorio, commercio,ecc
Ad oggi nonostante un fronte importante e popolare di solidarietà e schieramento contro Israele e per la Palestina nessuno è riuscito a portare concreti aiuti sul posto a Gaza nonostante le condizioni di mancanza di cibo, acqua e assistenza medica siano ancora oggi pesanti per chi abita in quei territori.
Serve un ribaltamento non di sola opinione, contro queste vessazioni, come può permettersi pure la Meloni, ma di sostanza e questo lo può dare un fronte ampio, ma netto, radicale attorno a cui costruire una opposizione a questo governo senza altra discriminante che la presa di posizione precisa contro Israele e i suoi alleati atlantici. Non ci possono essere compromessi, non c’è l’opzione cattolica della beneficienza pura o scusanti, se non mantenedo un atteggiamento prudente dentro queste scelte di battaglia per via delle leggi repressive e limitanti.
Mentre il suprematista atlantico ritira migliaia di militari dalle basi sui nostri territori e dalla Germania è il momento di dire basta : fuori la Nato dall’Italia fuori l’Italia dalla Nato.
Su questa vecchia e semplice parola d’ordine si misurerà chi davvero vuole effettuare un cambiamento e chi vuol mantenere i piedi in piu scarpe ( con fede atlantica) al di là della tempistica necessaria ovvia.
Quello che serve è una azione politica con chi ci sta per una vera autonomia politica interna ed estera senza riserve.
Superare le divisioni interne al movimento vuol dire dare battaglia sotto tutti gli aspetti sociali a questo governo, senza sconti, ne fughe in avanti privilegiando la diplomazia e il confronto. Serve mentre parliamo di solidarietà con la Palestina (ma non solo) creare un modello sociale di vita che si esprima qui ed ora in Italia, anche, con una politica di disimpegno dalle guerre netta e senza riciclaggio produttivo di armi o sitemi militari che producono violenza e servono a tagliare ogni politica sociale delle risorse.
Boicottaggio istuzionale ad Israele, colpirli sui soldi, il mercato delle merci e gli affari piu o meno trasparenti in ogni ambito.
Anche in Germania dove mi trovo attualmente ci sono forti proteste e boicottaggi , Francia e Spagna incluse, alcune represse senza pietà anche se i media non dichiarano.

E’ un momento storico di raccordo nella EU, dove la democrazia non è piu rappresentata in nessun modo e nei singoli stati dove non si prendono a carico del problema del Medio Oriente, ci pensa la genete comune, anche se in modo disomogeneo e poco efficace.

Serve dire che solo 27 persone erano italiane sulla Flottilla su poco meno di 400 complessivamente di varie nazioni ma il multipolarismo è la realta di questa dimensione odierna sociale
Gatti Gianni
21/05/26

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