Siamo ormai ad una sorta di “dipendenza dello Stato dall’azzardo”

Dal blog https://www.pressenza.com/

31.05.26 – Giovanni Caprio

Nel 2025 il volume complessivo dell’azzardo in Italia ha raggiunto il record storico di 165,34 miliardi di euro, con una crescita del 5% rispetto all’anno precedente. Una cifra che equivale al 7,3% del PIL nazionale, che supera abbondantemente i 138,6 miliardi del Fondo Sanitario Nazionale ed è pari al doppio della spesa pubblica per l’istruzione.

E’ quanto certifica la quarta edizione del Libro Nero sull’Azzardo, il rapporto annuale realizzato da CGIL, Federconsumatori e Fondazione ISSCON, in collaborazione con Federconsumatori Modena, dal titolo emblematico “Lo Stato perdente”.

Le perdite nette dei cittadini ammontano a 21,88 miliardi di euro – una cifra paragonabile a un’intera manovra finanziaria – con un peso del 2% sul monte complessivo dei redditi degli italiani (che cresce al 4% per le fasce economicamente più deboli). Ogni italiano maggiorenne ha speso in media 3.284 euro in azzardo nel corso dell’anno.

La crescita più preoccupante riguarda il canale online, che nel 2025 ha superato per la prima volta la soglia dei 100 miliardi di raccolta (100,88 mld), con un incremento del 9,5% sul 2024 e del 221% rispetto al 2018. I giocatori online attivi sono stimati in 4,8 milioni, con una crescita allarmante tra giovani e giovanissimi. L’analisi territoriale rivela disparità profonde e anomalie: nel 2025 il Comune di Isernia guida la classifica dei capoluoghi con 6.307 euro pro capite. In testa alla classifica dei Comuni italiani quest’anno troviamo Patti (ME), con 7.715 euro pro capite nel solo canale online.

In ognuno degli ultimi sei anni, si legge nel Libro Nero, in ognuna delle venti Regioni, il dato della raccolta è costantemente aumentato. Mai uno stop alla crescita, nemmeno un anno, in nessuna delle Regioni italiane. Nel solo online, ogni residente in Campania, neonati compresi, <<investe>> 2.527 euro; seguono la Sicilia, con 2.472 euro, la Calabria con 2.436, il Molise con 2.288. La prima Regione del centro è il Lazio, con 1.941 euro, del Nord la Liguria, con 1.588, mentre agli ultimi posti sono il Trentino Alto Adige con 953 euro e il Veneto, con 921 euro, quasi un terzo della Sicilia. Singolare che sul fronte delle slot (AWP e VLT), tenuto conto di una popolazione quasi equivalente, il dato del Veneto sia più che doppio rispetto alla Sicilia”.

È interessante rilevare come, nella classifica dei 100 Comuni con la più alta intensità di gioco online, figurano numerose realtà dove negli ultimi decenni i Consigli comunali sono stati sciolti per infiltrazioni mafiose. La correlazione tra volumi di azzardo online e presenza della criminalità organizzata è diretta e documentata, e impone risposte urgenti sul fronte della trasparenza dei flussi finanziari.

Ma chi guadagna da questa crescita allarmante? Lo Stato, a conti fatti, no, visti gli elevati costi sanitari e sociali che deve sostenere. Tantomeno i cittadini: le uniche grandi vincenti sono le imprese del settore. In cinque anni i loro utili sono cresciuti del 165% in termini reali, con un fatturato aggregato che nel 2025 ha raggiunto i 10,4 miliardi di euro.

L’aumento dell’offerta di azzardo legale, si sottolinea nel Rapporto, che non ha certo dato i risultati sperati nella lotta alla criminalità, rappresenta per lo Stato una forma di entrata fiscale irrinunciabile, con la generazione di una sorta di ‘dipendenza dello Stato dall’azzardo’. Se ad ogni ampliamento dell’offerta corrisponde un allargamento della platea dei giocatori, la riduzione degli utili marginali che ne consegue postula necessariamente, al contempo, un suo successivo ulteriore ampliamento, secondo un ciclo destinato a non incontrare mai una fine.

Il trasferimento del giocato sull’online riduce inoltre in modo rilevante le entrate erariali. La leva fiscale dell’azzardo viene inoltre utilizzata ogniqualvolta occorra reperire in breve tempo una nuova entrata, come dimostra il frequente ricorso alle entrate derivanti dal comparto, ad esempio, per fare fronte a calamità naturali (dal terremoto in Abruzzo del 2009 fino all’alluvione in Romagna del biennio 2023-24).

L’azzardo rappresenta una tassa sulla povertà, in quanto destinata a gravare sulle categorie sociali più deboli e vulnerabili”. infatti, uno studio IPSAD del CNR-IFC del 2022 sottolinea che sono proprio le persone con redditi mensili e titoli di studio più bassi a diventare più frequentemente giocatori problematici o dipendenti.

La medesima indagine stima in circa 20 milioni gli italiani tra i 18 e gli 84 anni (43%del totale) che hanno giocato d’azzardo almeno una volta nel corso del 2022 e in 800mila gli italiani della stessa fascia d’età che presentavano in quell’anno un profilo di gioco a rischio da moderato a severo. Lo studio ESPAD del CNR-IFC sugli studenti tra i 15 e i 19 anni stima in 1.300.000 (51% del totale) coloro che hanno giocato almeno una volta nel corso del 2022, in quasi 130mila i giocatori a rischio e in oltre 67mila i giocatori problematici: https://www.epid.ifc.cnr.it/online-il-libro-espad-italia-2022-2/.

Una situazione che chiede risposte immediate, per questo CGIL, Federconsumatori e ISSCON chiedono: il ripristino del divieto di pubblicità senza deroghe, mettendo fine all’uso di testimonial e alla pubblicità pervasiva durante gli eventi sportivi; la piena trasparenza dei dati, inclusi quelli comunali sull’azzardo fisico per tutti i 7.900 Comuni italiani, ancora negati; un bilancio sociale dell’azzardo, che misuri i costi reali a carico dello Stato: sanitari, sociali, giudiziari e di contrasto all’illegalità; una tassazione sugli extraprofitti delle aziende del settore, da destinare in primis alla sanità pubblica e al contrasto di questa forma di dipendenza; lo sgonfiamento, attraverso politiche mirate, degli enormi volumi dell’azzardo, con l’obiettivo di perdere questo triste primato europeo.

Qui il Libro Nero sull’Azzardo della CGIL, della Federconsumatori e della Fondazione ISSCON: https://files.cgil.it/version/c:MzU3MmE3ZjgtZTAzMC00:MTQ1ZDE5MTgtOTZiMy00/Report_LN4_27maggio2026_new.pdf.

Categorie: contenuti originali, Economia, Salute
Tag: Gioco d’azzardo, Libro Nero sull’Azzardo, ludopatía

Giovanni Caprio
Pubblicista, già dirigente di istituzioni pubbliche e di fondazioni private. Si occupa di beni comuni, partecipazione e governo del territorio.

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