Impero di Israele in Medio Oriente, tocca nuovamente alla Siria

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01 Luglio 2026 Remocontro Michele Giorgio

Raid e arresti, Tel Aviv stringe la presa sulla Siria. Rastrellamenti e raid nel villaggio di Abdin. Nel mirino c’è il bacino del fiume Yarmouk. «Incursioni di mezzi blindati, posti di blocco, raid nelle abitazioni, arresti e interrogatori di civili, oltre a bombardamenti aerei e colpi di artiglieria. E non stiamo scrivendo della Striscia di Gaza o del Libano del sud occupati dall’esercito israeliano», avverte Michele Giorgio.

Siria meridionale

È la Siria meridionale, un teatro in apparenza più marginale nella guerra infinita che il governo Netanyahu porta avanti per «ridisegnare il Medio Oriente» e che, invece, sta assumendo un’importanza sempre maggiore. Israele sembra non accontentarsi più delle centinaia di chilometri quadrati di territorio siriano che formano la zona di sicurezza a cui ha dato vita oltre le Alture del Golan (occupate nel 1967), dopo la caduta di Bashar Assad nel dicembre 2024.

Lo scorso fine settimana le sue forze hanno preso di mira il villaggio di Abdin, nella campagna occidentale della città di Daraa, con elicotteri da combattimento e colpi di artiglieria che hanno provocato il panico tra i civili e innescato una fuga massiccia di civili. Gli abitanti di due villaggi ieri hanno eretto barricate sulle strade circostanti sperando di impedire altri raid.

Civili siriani arrestati da Israele

L’incursione israeliana, simile a quella con morti e feriti dello scorso autunno nel villaggio siriano di Beit Jinn, a ridosso del Golan, scattata giorni dopo l’uccisione, nei pressi di Hader, di due uomini, presunti agenti iraniani, che, secondo l’esercito israeliano, si stavano preparando a compiere un attacco contro le sue truppe. Intanto resta ignota la sorte di 47 civili siriani arrestati da Israele nell’ultimo anno e mezzo e dei quali non si conosce il luogo di detenzione.

Al padre di uno dei prigionieri il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha comunicato che Israele nega di detenere cittadini siriani. I media locali denunciano anche che le forze israeliane nella zona di Quneitra hanno sfrattato i residenti dalle loro case, distrutto edifici e occupato abusivamente terreni agricoli, stabilendo nove avamposti.

Sullo sfondo c’è lo stallo dei negoziati diretti tra Tel Aviv e Damasco, mediati da Stati Uniti e Francia, che, affermano gli analisti siriani, verrebbe sfruttato da Israele per compiere operazioni militari per allargare la zona di sicurezza.

Escalation ad Abdin

L’escalation ad Abdin, ha raccontato un giornalista siriano, era iniziata all’alba di sabato, quando una pattuglia israeliana ha raggiunto la collina di Al-Maghar, a ovest del villaggio, dove i soldati hanno montato tende e allestito un posto di blocco. Nel pomeriggio quattro veicoli militari sono entrati nella periferia di Abdin, bloccandone l’accesso. Decine di giovani hanno reagito lanciando pietre contro gli israeliani.

Le forze di interposizione dell’Undof (Onu) sono intervenute per cercare di riportare la situazione sotto controllo, ma senza successo. L’esercito israeliano ha inviato rinforzi e avviato perquisizioni, controlli e sequestri di telefoni. Alcuni abitanti, secondo testimoni, hanno sparato colpi d’arma da fuoco in aria. La reazione israeliana è stata immediata, con l’impiego di elicotteri e colpi di artiglieria. Centinaia di civili sono fuggiti da Abdin.

Israele sempre ‘sotto attacco’

Tel Aviv sostiene di aver soltanto risposto a un attacco contro le proprie truppe, ma l’incursione non si differenzia da quelle condotte nella campagna occidentale di Damasco e nel governatorato di Quneitra. Per l’analista siriano Muhammad Abu Sharifa, che ha parlato a un giornale online locale, «l’esercito israeliano ora si sta concentrando sull’area del bacino del fiume Yarmouk, per completare una zona di sicurezza c dalla campagna occidentale di Damasco fino a quella di Daraa, in modo da avereuna maggiore capacità di controllo sulle risorse naturali, in particolare sulle fonti idriche».

Secondo Abu Sharifa, l’accordo quadro tra Libano e Israele firmato la scorsa settimana a Washington avrebbe accelerato i piani di Tel Aviv nel sud della Siria, in particolare l’aumento della pressione sulla popolazione per costringerla ad abbandonare città e villaggi, come è già accaduto nel governatorato di Quneitra.

Coloni tra Giordania e Cisgiordania occupata

Israele, nel frattempo, riferisce il giornale Israel Hayom, su iniziativa della ministra Orit Strook, prepara piani per popolare e rafforzare, con centri abitati, fattorie agricole e infrastrutture civili, i 300 chilometri del confine con la Giordania, che però comprendono anche la Cisgiordania occupata, allo scopo di respingere ipotetiche future minacce provenienti da milizie filoiraniane che potrebbero entrare nel regno hashemita.

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