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24 Luglio 2026 Dario Lucisano
Niente ammazzacaffé né birre al parco per il popolo della Val di Susa. È una delle conseguenze dell’ordinanza emessa da sei comuni valsusini su richiesta della prefettura, che vieta la vendita di alcolici sopra i 21 gradi e l’asporto di bottiglie di vetro e lattine per tutta la durata del Festival dell’Alta Felicità di Venaus; il festival, organizzato dal movimento NO TAV da ormai dieci anni, è uno degli eventi più partecipati della valle, e offre una opportunità di scambio e di incontro che tradizionalmente culmina in un corteo verso i fronti di protesta dei cantieri valsusini. L’ordinanza include tutte le attività commerciali dei comuni coinvolti ed è stata emessa con lo scopo dichiarato di impedire l’utilizzo di bottiglie e lattine in occasione del corteo; essa va di pari passo con i vari posti di blocco e controlli che la polizia messo in atto sin da ieri, in quello che pare a tutti gli effetti un tentativo di sabotaggio dell’evento.
L’ordinanza dei comuni valsusini non è ancora stata pubblicata sul sito della Prefettura, ma è stata ripresa dai media locali. Di preciso, essa vieta: la vendita per asporto di qualsiasi bevanda, alcolica o non alcolica, in bottiglie o contenitori in vetro e in lattine; la detenzione, in luogo pubblico o aperto al pubblico, delle stesse tipologie di contenitori; la somministrazione di bevande alcoliche con gradazione superiore ai 21 gradi «in qualsiasi contenitore», compresi i bicchieri di plastica o cartone; la detenzione, in luogo pubblico o aperto al pubblico, delle medesime bevande; e l’erogazione tramite distributori automatici di bevande in vetro, lattine e alcolici con gradazione superiore ai 21 gradi. L’ordinanza, insomma, finisce per impedire anche la vendita per asporto di succhi di frutta in bottiglie di vetro o di bevande gassate in lattina e, di fatto, rende impossibile anche fare un picnic al parco portando cibo e bevande in contenitori di vetro. Il divieto è in vigore da oggi, 24 luglio, e riguarda tutte le attività commerciali dei comuni di Venaus, Susa, Chiomonte, Giaglione, Bussoleno e San Didero.
La norma è stata motivata dalla possibilità che lattine, bottiglie e contenitori possano essere utilizzati per colpire i cantieri della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione. La tradizionale manifestazione dell’Alta Felicità è in programma domani e dovrebbe transitare nei pressi di alcuni punti nevralgici dei cantieri; in passato è accaduto che parte del corteo si dirigesse proprio verso queste aree, aumentando la tensione con le forze dell’ordine. Ai divieti imposti dai comuni valsusini, denunciano gli attivisti, si aggiungono i fermi e i controlli predisposti dalle forze dell’ordine sin da ieri, alla vigilia dell’inaugurazione dell’evento. Gli attivisti segnalano un imponente dispiegamento di agenti nelle aree della valle interessate dai cantieri, con posti di blocco ai caselli autostradali, lungo le strade statali verso Venaus e all’ingresso di Susa, oltre a controlli e perquisizioni di auto, zaini e partecipanti; verifiche sarebbero state effettuate anche alla stazione di Torino Porta Nuova sui viaggiatori diretti in valle.
«Non è necessario essere parte del Movimento No Tav per accorgersi dell’assurdità di questo divieto», commentano gli attivisti. «È bastevole il buon senso per capire che la volontà è quella di danneggiare l’economia della valle, provando ad addossare la colpa a chi protesta». Secondo il movimento, lo scopo dell’ordinanza e del massiccio dispiegamento delle forze dell’ordine sarebbe proprio quello di colpire la riuscita dell’evento e di soffocare le rivendicazione del popolo valsusino: «La decisione è del tutto strumentale», si legge «e ha il sapore di una ritorsione meschina verso il tessuto sociale che sostiene il la lotta trentennale contro la devastazione della nostra Valle».

Dario Lucisano
Laureato con lode in Scienze Filosofiche presso l’Università di Milano, collabora come redattore per L’Indipendente dal 2024.