Il governo Meloni ha venduto un’azienda militare strategica agli USA

Dal blog https://www.lindipendente.online

7 Agosto 2026 Dario Lucisano

Soltanto un anno fa Tekne era considerata un’azienda strategica, meritevole del Golden Power. Oggi invece è stata scaricata dal governo Meloni, che ha dato il via libera alla cessione del 70% delle quote alla statunitense Nuburu. Fino a questo momento Tekne era posseduta per l’83% da Ambrogio D’Arrezzo.

La società è specializzata nella produzione di scudi anti-drone e di sistemi Electromagnetic Pulse (EMP), capaci di disabilitare i circuiti elettronici nemici. Negli anni ha investito parecchio su ricerca e innovazione, accumulando circa 32 milioni di perdite. È finita così nel mirino di Nuburu, azienda della difesa statunitense, che dopo un anno di trattative è riuscita a strappare l’accordo di acquisizione. Il governo Meloni ha subordinato l’operazione ad alcune clausole, come il mantenimento della produzione in Italia e una lista di clienti limitata ai Paesi UE e NATO.

L’azienda statunitense ha valutato Tekne 50 milioni di euro e ha presentato un piano di risanamento volto a colmare le difficoltà finanziarie generate dagli investimenti nell’ampliamento delle attività e nello sviluppo di nuovi sistemi, impiegati anche sui blindati in dotazione all’Esercito italiano.

Il piano industriale di Nuburu prevede l’espansione delle attività produttive, oggi concentrate a Ortona, in provincia di Chieti, anche in altre aree dell’Abruzzo e dell’Emilia-Romagna. Complessivamente, l’organico dovrebbe crescere fino a 370 dipendenti, inclusi quelli già attualmente impiegati. Nuburu ha dichiarato di voler fare di Tekne «il fulcro della nostra piattaforma integrata per la Difesa e Sicurezza in Italia» e stima di generare ricavi cumulati pari a circa 565 milioni di euro nel periodo 2026-2030.

«L’attuale contesto geopolitico impone un criterio di massima precauzione nella valutazione degli elementi di rischio per il sistema di difesa e sicurezza nazionale», si legge nel provvedimento con cui il governo ha autorizzato la cessione delle quote all’azienda statunitense. Palazzo Chigi ha subordinato l’operazione al rispetto di dieci prescrizioni vincolanti, tra cui l’obbligo di «mantenere sul territorio italiano la sede e gli impianti industriali di Tekne» destinati alle attività nel settore della difesa e della sicurezza nazionale e di garantire «la disponibilità delle tecnologie e dei suoi frutti per soddisfare le esigenze della difesa nazionale».

Il provvedimento stabilisce inoltre che le conoscenze tecniche utilizzate dalle Forze armate e dalle forze di polizia italiane non vengano «cedute o rivelate ad altri» e limita la commercializzazione dei sistemi ai soli Paesi dell’Unione Europea e della NATO.

Non è la prima volta che Nuburu tenta di acquisire Tekne. Già lo scorso anno la società statunitense aveva presentato un’offerta per rilevare l’azienda italiana specializzata in sistemi antidrone, scontrandosi però con il veto del governo, che aveva esercitato i poteri speciali del Golden Power.

Lo strumento consente allo Stato di intervenire nelle operazioni riguardanti imprese considerate strategiche per gli interessi nazionali e, nel contesto del riarmo europeo, Tekne era stata ritenuta tale dall’esecutivo. La produzione di sistemi antidrone rappresenta infatti uno dei principali filoni di investimento del piano di riarmo dell’Unione Europea. Tra i progetti più rilevanti figura la realizzazione del cosiddetto “muro antidrone” lungo i confini orientali dell’Unione.

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Dario Lucisano

Laureato con lode in Scienze Filosofiche presso l’Università di Milano, collabora come redattore per L’Indipendente dal 2024.

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