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24 Agosto 2026
Il riarmo italiano è sempre più americano. Il Dipartimento di Stato statunitense ha approvato una possibile vendita militare all’estero al governo italiano per l’acquisto di sistemi d’arma di precisione aria-aria e delle relative attrezzature. Si tratta di 5.031 sistemi APKWS II, una tipologia di razzi a guida di precisione che può essere impiegata anche per contrastare i droni, per un valore complessivo stimato di 364 milioni di dollari. La richiesta è stata avanzata dall’Italia e il pacchetto comprende, oltre ai sistemi di guida, anche il materiale di supporto. La possibile vendita si inserisce nel più ampio rafforzamento delle capacità di difesa antiaerea e antidrone dell’Italia. Il contrasto ai droni è uno dei principali dossier del piano di riarmo dell’UE e l’acquisizione è in linea anche con l’aumento delle spese per la difesa concordato in sede NATO, che prevede il raggiungimento della soglia del 5% del PIL entro il 2035.
I razzi APKWS II sono sistemi guidati che utilizzano la tecnologia laser per correggere la propria traiettoria. Il sistema può essere impiegato da velivoli militari per abbattere le minacce aeree: il bersaglio viene illuminato da un designatore laser, consentendo al razzo di guidarsi verso di esso. Gli APKWS II sono basati su razzi da 70 millimetri, con il vantaggio di avere costi inferiori rispetto ad altri sistemi missilistici. Possono essere impiegati dai caccia Eurofighter F-2000, generalmente equipaggiati con due lanciatori, ciascuno dei quali può trasportare sette razzi. Assieme ai razzi, la vendita autorizzata dal Dipartimento di Stato comprende lanciatori, testate, motori, spolette e materiale per l’addestramento e il supporto.
Il basso costo dei razzi APKWS II li rende particolarmente adatti all’abbattimento dei droni. Proprio il potenziamento delle capacità antidrone pare essere al centro della richiesta italiana: la produzione di sistemi per il contrasto dei droni rappresenta infatti uno dei principali filoni di investimento del piano di riarmo dell’Unione Europea. Tra i progetti più rilevanti figura la realizzazione del cosiddetto “muro antidrone” lungo i confini orientali dell’Unione. Più in generale, l’acquisizione risulta in linea con il piano di riarmo dell’UE, che prevede di mobilitare 800 miliardi di euro per il potenziamento della difesa europea, e con l’aumento della spesa per la difesa deciso in sede NATO, che prevede di portare al 3,5% del PIL la spesa per le capacità militari, aggiungendo un ulteriore 1,5% per investimenti legati alla sicurezza e alla difesa.
L’approvazione della possibile vendita da parte del Dipartimento di Stato statunitense arriva appena due settimane dopo che l’Italia ha autorizzato l’acquisizione dell’italiana Tekne da parte della statunitense Nuburu. La società è specializzata proprio nella produzione di sistemi antidrone e di dispositivi a impulso elettromagnetico capaci di disabilitare i circuiti elettronici. Per gli APKWS II, tuttavia, l’iter non è ancora concluso: l’autorizzazione statunitense apre la strada alla possibile vendita, ma Italia e Stati Uniti devono ancora finalizzare l’accordo e il relativo contratto.

Dario Lucisano
Si occupa di politica estera e sicurezza internazionale con particolare attenzione all’Asia Occidentale. Affianca all’attività giornalistica la consulenza in ambito geopolitico e ha partecipato a incontri sulla questione palestinese. Scrive per L’Indipendente dal 2023.