La resistibile ascesa delle destre – sessualità e reazione

Dal blog https://www.labottegadelbarbieri.org/

Enrico Semprini

di Enrico Semprini: articolo conclusivo.

Ecco quella che avevo definito una appendice, dove metto a confronto l’atteggiamento delle tre religioni “del libro” rispetto alla sessualità: ci renderemo conto che è sempre meglio non dare mai nulla per scontato.

Questo elaborato è il capitolo finale di una serie che viene riassunta con i link a seguire:

l’argomento successivo è stato:

adesso ci occupiamo de:

Il commento riassuntivo è stato pubblicato il 22 agosto.

La serie comprende anche uno speciale dedicato alla Val di Susa.

Oggi trattiamo di pregiudizi sessuali e ideologie di destra.

Il centro del ragionamento che voglio portare avanti oggi è che tutte e tre le formazioni di estrema destra italiane, Fratelli d’Italia, Lega e Futuro Nazionale, si caratterizzano per la “difesa dei valori cristiani”.

Non stiamo parlando, però, di persone che si caratterizzino per essere seguaci di qualche forma specifica di cristianesimo: il cristianesimo è utilizzato come “contenitore” di concetti utili per raggiungere un fine e per novellare una qualche forma di recinto culturale all’interno del quale dare forma ad una pseudo-identità europea. Il loro cristianesimo è molto simile a quello del presidente degli Stati Uniti, che manda a quel paese con serenità il Papa: la differenza è che qui il cattolicesimo è la forma cristiana maggioritaria, anche se parliamo di un 15-19% della popolazione che si definisce “praticante”.

Perché, allora, tutti questi soggetti si sbracciano tanto per dirsi cristiani?

Perché qui del cristianesimo interessa l’aspetto patriarcale e di degradazione delle donne come puro strumento procreativo, che nel cristianesimo assunse caratteristiche peculiari rispetto alle altre religioni.

Partiamo da un dato: per i cristiani del medioevo sia gli ebrei che i musulmani venivano descritti come “lussuriosi”.

In particolare nel cristianesimo di quel tempo, specialmente sotto l’influenza del monachesimo e della patristica, la castità e il celibato erano considerati i più alti ideali spirituali. Il sesso era spesso tollerato solo all’interno del matrimonio e unicamente a fini procreativi.
Al contrario, la tradizione ebraica non ha mai glorificato il celibato, considerando il matrimonio, la procreazione e il piacere sessuale reciproco tra i coniugi come precetti divini positivi e santi (Mitzvot).

Per focalizzare meglio il concetto, dobbiamo sapere che:

<<secondo il Talmud (in particolare nel trattato Niddah 31a-31b), il sesso del nascituro dipendeva dall’ordine temporale con cui l’uomo e la donna raggiungevano il culmine del piacere e dell’eccitazione durante il rapporto sessuale.

La regola della biologia antica e rabbinica prevedeva quanto segue:

  • Se la donna “emetteva il proprio seme” per prima (espressione antica usata per indicare il raggiungimento dell’orgasmo o del picco del piacere femminile), il nascituro sarebbe stato maschio.
  • Se l’uomo “emetteva il seme” per primo, il nascituro sarebbe stato femmina.

Questa dottrina si basava sull’interpretazione esegetica di un versetto della Torà nel libro del Levitico (12:2): “Quando una donna concepirà (tazria, letteralmente ‘produrrà seme’) e partorirà un maschio…”. I Maestri del Talmud ne deducevano che la nascita di un figlio maschio fosse la ricompensa e la conseguenza diretta della precedenza data al piacere e alla soddisfazione della donna.

Di conseguenza, per i mariti che desideravano un figlio maschio, i testi rabbinici consigliavano esplicitamente di non affrettare il rapporto, ma di curare i preliminari, mostrare affetto e assicurarsi di soddisfare pienamente la propria moglie prima di raggiungere il proprio climax. Questa concezione ha storicamente influenzato l’ebraismo, che attribuisce al benessere e al piacere sessuale della donna un valore sacro e un vero e proprio diritto all’interno del matrimonio (Mitzvat Onah).>>

Contro i musulmani, invece, la questione aveva anche una valenza militare, perché durante il periodo delle Crociate e dell’espansione dell’Impero Ottomano, era necessario motivare i soldati e la popolazione cristiana contro il “nemico”.

  • Disumanizzazione: Attribuire ai musulmani vizi capitali come la lussuria (ma anche la crudeltà) serviva a dipingerli come “infedeli” guidati dagli istinti inferiori anziché dalla ragione o dalla vera fede.
  • Giustificazione della guerra: Presentare l’avversario come moralmente corrotto giustificava la guerra santa e la riconquista dei territori.

Tuttavia la religione musulmana, la più recente e moderna delle tre, ha un atteggiamento molto preciso sulla questione del piacere femminile.

Per capirlo parliamo dei preliminari che dovrebbero precedere l’atto sessuale, come spiegato da un Imam1:

<<L’uomo dimentica spesso che la donna è stata creata con il suo stesso desiderio. Asbagh bin Nubatah cita l’Imam °Ali (as): “Allah l’Onnipotente ha creato il desiderio sessuale in dieci parti; poi ha dato nove parti alle donne e una agli uomini”. Ma poi Allah diede loro anche “parti uguali di timidezza”.

Molte volte tale timidezza fa sì che l’uomo ignori i desideri di sua moglie.

Basandosi su tale realtà, l’Islam enfatizza i preliminari. L’Imam Ali (as) dice: “Quando intendi avere un rapporto sessuale con tua moglie, non affrettarti perché {anche} la donna ha dei bisogni {che devono essere soddisfatti}”.

Il sesso senza preliminari è stato equiparato alla crudeltà. Il Profeta (S) dice: “Tre persone sono crudeli: (…) una persona che ha un rapporto sessuale con sua moglie prima dei preliminari”.

Un altro ĥadīth equipara il sesso senza preliminari al comportamento animale: “Quando chiunque di voi ha un rapporto sessuale con sua moglie, non dovrebbe entrare in lei come un uccello; al contrario, dovrebbe essere lento e trattenuto”.

Il Profeta (S) disse: “Nessuno di voi dovrebbe avere rapporti sessuali con la propria moglie come animali; al contrario, dovrebbe esserci un messaggero tra di voi”. Quando gli venne chiesto del messaggero, disse: “Significa baciarsi e parlare”>>

E ancora:

<<Sia il desiderio sessuale sia la timidezza sono stati dati con uno scopo molto preciso. Il desiderio sessuale deve essere scatenato, sì, quando una donna è con suo marito, ma deve essere protetto dalla timidezza quando si trova in presenza di altre persone.

La spiegazione data dall’Imam Muĥammad al-Baqir (as) è molto eloquente: “La donna migliore tra voi è colei che si spoglia dell’armatura di timidezza quando si sveste per suo marito, e si mette l’armatura di timidezza quando si riveste43. Dopotutto, la modestia e la castità in pubblico sono il segno distintivo di una donna Musulmana.

Tali affermazioni dimostrano chiaramente che marito e moglie dovrebbero sentirsi completamente liberi durante la stimolazione reciproca conosciuta con il nome di preliminari.

Non c’è niente di male, secondo l’Islam, in una donna che sia attiva e reattiva nel sesso. E’ un’idea diametralmente opposta alla morale sessuale dell’Occidente cristiano precedente alla rivoluzione sessuale. Russell dice: “le donne occidentali di una o due generazioni fa ricordano l’avvertimento delle proprie madri: il sesso era un obbligo spiacevole che dovevano ai propri mariti, e dovevano ‘giacere immobili e pensare all’Inghilterra’.>>

E infine:

<<Per quanto riguarda i metodi di stimolazione reciproca nei preliminari, la Shari°ah permette al marito ed alla moglie di vedere, baciare, toccare, odorare e stimolare qualsiasi parte del corpo l’uno dell’altro. Pertanto, il sesso orale, per dirla come si conosce da questa parte del mondo, è permesso. Una volta fu chiesto all’Imam Musa al-Kāďim (as): “Una persona puó baciare la vagina della propria moglie?” L’Imam rispose: “Non c’é problema”.

[,,,]

Pertanto, lei gli chiedeva di introdurle le dita nella vagina per darle piacere. L’anziano soddisfaceva i suoi desideri, anche se l’idea non gli piaceva. Perciò chiese a °Ubaydullah di interrogare l’Imam °Ali ar-Ridhà (as) a proposito della questione. Quando °Ubaydullah interrogò l’Imam, questi disse: “Non c’è nessun problema finché usa qualsiasi parte del suo corpo su di lei, ma non deve usare nessun’altra cosa che il suo corpo su di lei”.>>

Dunque nelle due religioni citate, non è mai esistita una figura come quella di Satn’Agostino che sosteneva:

  • che la libido non è il corpo in sé (creato da Dio), ma il disordine della carne e la perdita di controllo della volontà sui propri impulsi, trasmessa come cicatrice del peccato originale.
  • Nel trattare l’istituzione coniugale, riconobbe tre beni fondamentali: la procreazione (proles), la fedeltà (fides) e il sacramento (sacramentum). L’atto sessuale all’interno del matrimonio è giustificato solo se orientato alla generazione o vissuto nella fedeltà reciproca, mentre la continenza e la verginità rimangono su un piano spirituale superiore

Per la chiesa medievale:

La Chiesa nel Medioevo ha cercato di controllare la sessualità delle persone con regole rigide, manuali di confessione e precetti morali.

  • La regola dei figli: Il fine principale del rapporto sessuale doveva essere la procreazione.
  • Il piacere: Provare troppo piacere era considerato un peccato, anche tra marito e moglie.

Come possiamo capire, il cristianesimo vanta una tradizione più acuminata per concepire le persone delle classi sottomesse come “animali da allevamento” funzionali unicamente alla procreazione per dare nuove braccia ai padroni o nelle guerre.

E’ vero che all’interno del pensiero sionista, che è una componente-parte della cultura ebraica, si stanno facendo strada a passi da gigante dei pensatori come Martin Von Creveld, considerato un eminente storico esperto di storia militare, che ha scritto un libro considerato una pietra miliare negli ambienti reazionari di destra dal titolo: The Priviledge Sex (Il sesso privilegiato), che sarebbe rappresentato dalle donne. Sostiene che, in molti periodi storici, gli uomini abbiano subito maggiori svantaggi, come l’obbligo del servizio militare, i lavori più pericolosi, tassi di mortalità più alti, percentuali di detenuti più alte, ecc. cioè godendo di minori tutele sociali rispetto alle donne.

Tuttavia l’avvento di una corrente nata all’interno dell’area culturale ebraica, peraltro originariamente maggioritariamente laica, affermatasi grazie alla fondazione ed all’espansione costante dello stato di Israele, non può essere utilizzata in Europa o in nord America come mito fondativo. Solo recentemente si è iniziato a parlare della cultura occidentale come giudaico-cristiana per dare mostra dell’accoglimento di quest’area cultural-religiosa nei salotti buoni del potere.

Del resto componenti religiose musulmane sono state utilizzate come mito anti-laico ed anti-socialista proprio dai paesi occidentali che hanno armato e finanziato alcune di queste correnti in determinate fasi (la più celebre è quella Afghana)2.

Restiamo tuttavia nel campo occidentale e del successo tattico delle destre nel rappresentarsi come “cristiane”.

In un periodo in cui è necessario rilanciare i fasti delle guerre che sono ormai una questione che ci viene riproposta ogni giorno come un “futuro pressoché inevitabile”, l’aggancio con il pensiero “cristiano” è quanto mai opportuno.

Facciamo riferimento ai “guerrieri di Cristo”, termine che richiama i monaci-soldato del Medioevo come i Templari o i Cavalieri di Malta. Nella fede cristiana moderna indica anche chi combatte una battaglia spirituale con la preghiera.

Su questo il pensiero cristiano, si è rivelato molto più efficace di quello islamico, pur condividendo alcuni concetti: perché la guerra è sempre ed inesorabilmente Santa.

Nel contesto islamico, il jihad maggiore è prima di tutto uno sforzo etico e spirituale contro l’egoismo e i vizi interiori, che corrompono l’essere umano a prescindere dal suo ruolo di potere.

Tuttavia, storicamente, pensatori e movimenti anche in ambito cristiano (durante le riforme o le lotte contro i poteri empi) hanno giustificato la resistenza armata contro sovrani ritenuti nemici della vera fede o tiranni violenti.

L’obiettivo ufficiale di una guerra santa resta la difesa o l’affermazione di una fede, e la figura del tiranno viene combattuta non solo in quanto oppressore politico, ma spesso in quanto ostacolo all’ordine voluto da Dio3.

La chiesa cattolica, tra i cristianesimi, si è distinta per iniziare l’applicazione pratica del principio della castità e del divieto di matrimonio per i preti e sacerdoti senza ricorrere a particolari infingimenti dottrinali, ma per una ragione molto semplice: nell’impero romano d’occidente in sfacelo, la necessità di costruire una potere centralizzato che restasse l’unica eredità imperiale vitale, fece si che il celibato ecclesiastico obbligatorio venisse reso definitivo nel XII secolo attraverso i Concili Lateranensi del 1123 e del 1139.

Il motivo era concretissimo: si trattava di evitare che i sacerdoti lasciassero in eredità le proprietà e i beni della Chiesa ai propri figli, come era successo fino ad allora generando non poche difficoltà. Poi, certamente si trattava anche di garantire che il clero dedicasse tutte le proprie energie al servizio religioso senza distrazioni familiari.

Insomma: le donne creavano “disordine” proprio a causa della nascita dei figli che si sarebbero contesi l’eredità materiale dei padri e non permettendo alla Chiesa come istituzione di centralizzare le proprie ricchezze. Dunque, al di là di ogni velleità dottrinale, queste “tentatrici” dovevano ben presto essere considerate “streghe” contro le quali costruire l’edificio della Santa Inquisizione, vero e proprio organo di potere con giurisdizione mondiale.

Insomma: se le guardiamo con occhio disincantato, ci rendiamo conto che queste “nuove destre” sono ammuffite e decrepite.

A meno che non ci facciamo incantare dai fumetti prodotti con l’intelligenza artificiale.

Concludo dicendo che, se non ci fosse da restare seri per i devastanti effetti di questi negatori della scienza4 e di ogni pensiero critico, potremmo guardarci in faccia e riprendere una frase celebre:

Note:

1https://al-islam.org/it/matrimonio-e-morale-nell-islam-sayyid-muhammad-rizvi/la-morale-sessuale-islamica-ii-struttura#c-l%E2%80%99omosessualit%C3%A0

2 L’Occidente, in particolare gli Stati Uniti durante la Guerra Fredda, ha finanziato e armato i gruppi di guerriglieri islamici (mujahideen) per contrastare l’Unione Sovietica, favorendo indirettamente la radicalizzazione e il fondamentalismo religioso in Afghanistan.

3 Gott mit uns (in italiano: “Dio con noi”) era il motto dell’Ordine Teutonico; dopo la caduta dello Stato dei cavalieri teutonici, divenne quello dei re di Prussia, fino a divenire motto degli Imperatori Tedeschi ed infine anche del terzo Reich nazista.

4Si fa riferimento in particolare alla negazione delle responsabilità umane nel produrre il cambiamento climatico.

N.B.: a puro titolo di curiosità, si nota che le persone responsabili di Futuro Nazionale di Bologna, Modena e Parma sono donne che svolgono attività lavorative.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.