C’è davvero da rimanere basiti all’assalto cartaceo-mediatico della comunicazione di dx e sx ai cortei di protesta sociale di Milano e Roma e altrove con esplosioni di violenza.
Personalmente la violenza che ha come obiettivo il fare danni al commercio alle banche o altro, non mi pare una idea che abbia un futuro, lo dico considerando due diversi aspetti culturalmente e politicamente :
1 ) Il governo Meloni ha approvato una clausola delle norme di comportamento del contrasto alle manifestazioni violente ed alla criminalità organizzata in cui molto in sintesi è concessa libertà a poliziotti di infiltrarsi nei gruppi della malavita e altro , anche assumendone aspetti di partecipazione attiva per ovvio controllo, depistaggio e deviazione d’intenti.. E’ un fatto ed ognuno può dedurne cosa vuole! Nelle grandi città non c’è una conoscenza diretta o è molto limitata fra elementi partecipanti alla stessa manifestazione, quindi gruppi organizzati ( a caso ultrà sportivi da sempre al soldo di interessi economici a pagamento) hanno buon gioco a mascherarsi e passare fra le maglie della polizia e anche fra quelle dei manifestanti meno agitati.
2) dichiarare come ovunque in tv con grande foga di psicoterapeuti che sono giovani scollati abituati a prendere o semplicemente chiedere, piuttosto che lavorare per avere autonomia, mi pare almeno azzardato. Così la colpa implicitamente ricade sui genitori poco presenti nella loro vita o al peggio ad una cattiva educazione individuale colpa del disimpegno e della poca aggregazione..
Parliamo di un intera generazione non tanto di figli di benestanti ma per lo più di poveri (ed è bene ricordare che in Italia 2 milioni sono dentro la soglia di povertà, mentre i poveri sono circa 5,7 milioni, mentre altri 6 milioni si avvicinano nel tempo a questo limite .
Cosa significa ?
Chi ha i genitori precari, che fanno 2/3 lavori solo per campare, per pagare l’affitto nelle periferie milanesi che tempo ha per curare l’educazione e indirizzarla quando la stessa scuola non offre futuro, ne prevenzione, dentro istituti che vanno a pezzi e anche quando ci si riesce a diplomare o a laureare con sacrifici non si trova lavoro decente? Questa non è una prerogativa di oggi, sono decenni che il sistema plasma questa forma di consumismo individuale dentro ad percorso di taglio continuo di servizi
Non voglio dire che mi associo a quel modo di manifestare giovanile, ma è assolutamente capibile. Ci sono molte ragioni con le dovute eccezioni, perché esploda improvvisa una rabbia repressa per il non ascolto e la non soddisfazione delle aspettative. Non forme di organizzazione disciplinata ma forme antagoniste nichiliste dentro un rifiuto di questa società che pare non avere sostituzioni, che nega tutto ed in cui chi decide sceglie altro, piuttosto che piani di integrazione.
Questa la politica di dx e sx che appiattisce, ma che non ha nel susseguirsi del tempo con passaggi di governi di diverso colore, cambiato strategia ed ora si tenta la carta di attrarli con la malia del “militare che forma l’uomo”, quindi con una invasione di campo anche culturale. Slegata dalle necessità reali dei giovani
Poco importa se le poche strutture sportive dipendono già da centri militari ( vedi chi ha avuto nei vari sport ottimi risultati provenienti da forme militari) o da privati a pagamento.
Nessuna prevenzione, nessun progetto di vita nel tempo solo DDL repressivi e legnate ed ora ci plagiano con le banche a far pubblicità in tv ai “crediti per studio” come mito di successo, anche se, salvo rare eccezioni, quando e se esci da scuola sei già indebitato e senza prospettive di un lavoro minimale
Fondamentale leggere quest’analisi sul più grande stato del mondo con le su politiche adattate allo studio https://college-council.com/it/blog/quanto-costano-gli-studi-negli-usa-guida-2026
Nel giugno 2024 il debito studentesco negli USA ha raggiunto circa 1,7 trilioni di dollari, un aumento del 42% in dieci anni. Un quarto degli adulti sotto i 40 anni è indebitato, rispetto solo al 4% degli over 50. Il debito medio per i titolari di un Bachelor è di circa 25.000 dollari, ma per un laureato su quattro supera i 100.000 dollari al livello del Master. La crisi del debito studentesco negli Stati Uniti è in crescita, con circa 43 milioni di americani colpiti. L’aumento generale dei costi d’iscrizione ha spinto gli studenti a prendere in prestito sempre di più, portando il debito totale a livelli record. Oltre il 60% degli americani considera questa questione una priorità e la maggioranza sostiene misure per la cancellazione del debito studentesco.
E adesso parlatemi di facinorosi da dare in mano agli psicoanalisti o alla polizia!
Il bon ton dei salotti buoni e amorevolmente impegnati cristianamente saltano in pieno il tema delle cause, nessuna inchiesta fra chi manifesta per capire perché si è deciso a mobilitarsi e cosa si aspetta. Il ciclo è già chiuso, la condanna unanime, ma nessuna soluzione è offerta poiché la coperta economica è corta e un Giorgetti qualunque che vigila per negare cambiamenti si trova sempre, soprattutto se l’animus della politica è acquistare armi, riciclare sistemi militari e allargare l’indebitamento incontenibile.
Gianni Gatti Alessandria 19/10/26
Gianni Gatti Alessandria 19/10/26