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3 Novembre 2026 Dario Lucisano
Si chiama GCAP, acronimo di Global Combat Air Programme, ed è il programma internazionale per lo sviluppo di un sistema aereo da combattimento di nuova generazione. Il progetto coinvolge Italia, Regno Unito e Giappone e vede la partecipazione delle rispettive industrie aerospaziali, Leonardo, BAE Systems e JAIEC, riunite nella joint venture Edgewing. In Italia, il velivolo sarà sviluppato a Torino, mentre Caselle è indicata come sede per la futura produzione e l’assemblaggio.
Il nuovo caccia sarà dotato di tecnologia stealth, che ne ridurrà la rilevabilità da parte dei radar, e di sistemi di intelligenza artificiale in grado di coordinare droni e altri mezzi. L’aereo sarà inoltre concepito come un nodo di una più ampia rete di comunicazione, capace di scambiare informazioni con i diversi domini operativi dal terrestre al navale.
Per la fase attuale del programma sono stati stanziati oltre 6 miliardi di euro da parte dei tre Paesi, una cifra destinata ad aumentare ulteriormente.
Il programma GCAP punta allo sviluppo di un caccia di sesta generazione che l’Italia realizzerà insieme ai partner britannici e giapponesi, con l’obiettivo di portare a compimento il progetto entro il 2035. In questa fase iniziale è prevista l’assunzione di mille persone, mentre sono già stati stanziati 6 miliardi di euro.
Anche la legge di bilancio ha previsto i primi finanziamenti per il progetto: precisamente, si parla di 32,3 milioni di euro per il 2027 e 15,5 milioni per il 2028, per un totale di 47,8 milioni in due anni.
Gli oneri aggiuntivi deriveranno dall’aggiornamento del bilancio amministrativo della GIGO (GCAP International Government Organisation), l’organizzazione intergovernativa istituita per gestire, coordinare e supervisionare il progetto.
Lo sviluppo del GCAP si inserisce in un generale aumento delle spese militari che coinvolge tutta Europa, Italia compresa.
Secondo una stima dell’Agenzia europea per la difesa (EDA), pubblicata lo scorso mese, nel 2025 i Paesi dell’Unione Europea hanno speso 418 miliardi di euro per la difesa, raggiungendo la cifra più alta mai registrata.
Più in generale, GCAP si colloca nel quadro del piano di riarmo europeo, che punta a mobilitare fino a 800 miliardi di euro entro il 2030. Uno dei principali strumenti del piano prevede che i Paesi membri possano incrementare significativamente la spesa militare senza essere soggetti ai vincoli del Patto di stabilità e crescita, grazie all’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale.
L’obiettivo è consentire fino a 650 miliardi di euro di spesa aggiuntiva per la difesa nell’arco dei prossimi quattro anni. Il secondo strumento del piano di riarmo è il fondo SAFE, che prevede la raccolta sui mercati finanziari di un massimo di 150 miliardi di euro, da mettere a disposizione degli Stati membri sotto forma di prestiti.
Per accedere ai finanziamenti, i governi devono presentare un piano nazionale di spesa. Finora lo hanno fatto 19 Paesi, tra cui l’Italia.
Dario Lucisano
Si occupa di politica estera e sicurezza internazionale con particolare attenzione all’Asia Occidentale. Affianca all’attività giornalistica la consulenza in ambito geopolitico e ha partecipato a incontri sulla questione palestinese. Scrive per L’Indipendente dal 2023.
