L’Australia farà causa alla multinazionale 3M per una schiuma antincendio con PFAS che ha contaminato 28 basi militari

Dal blog

Giovedì 28 maggio 2026

Il governo australiano chiederà 2 miliardi di dollari australiani di danni (circa 1,2 miliardi di euro) alla multinazionale statunitense 3M, nota per la produzione di numerosi prodotti di uso quotidiano, dai nastri adesivi ai materiali antincendio. La procuratrice generale Michelle Rowland ha detto che sarà la più grande causa mai presentata dal governo australiano: ha accusato la multinazionale di aver contaminato almeno 28 basi militari nel paese con i cosiddetti PFAS contenuti in una schiuma antincendio.

La sigla PFAS indica le sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche, che hanno proprietà tensioattive, rendono le superfici impermeabili ad acqua e grassi, e sono resistenti al calore e a molti agenti chimici. Per queste loro caratteristiche sono state ampiamente usate per produrre tra le altre cose cosmetici, farmaci, padelle antiaderenti e schiume antincendio, ma dai primi anni Duemila alcune hanno smesso di essere usate perché potenzialmente cancerogene e tossiche.

Il governo australiano sostiene che 3M fosse consapevole dei potenziali effetti negativi dei propri prodotti per gli esseri umani e per l’ambiente, ma che avesse nascosto i risultati dei propri test di laboratorio che li evidenziavano. Le schiume con PFAS sarebbero quindi state usate nelle basi militari australiane fino al 2012. Rowland ha detto che l’obiettivo della causa è cercare di recuperare i costi sostenuti dal governo australiano per indagare, gestire e bonificare i danni da contaminazione. 3M, che nel tempo è stato oggetto di numerose cause simili, ha sostenuto di non aver mai prodotto PFAS in Australia, e ha detto di aver smesso di vendere quella schiuma antincendio nel paese circa vent’anni fa

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.