Parigi esprime solidarietà ai palestinesi riconoscendo a tutti la cittadinanza onoraria

Dal blog https://www.lindipendente.online/

23 Giugno 2026 Laura Ferrari

Parigi ha deciso di conferire la cittadinanza onoraria ai civili palestinesi della Striscia di Gaza e della Cisgiordania e ai giornalisti palestinesi che continuano a raccontare il conflitto. La misura, approvata dal Consiglio comunale il 18 giugno e sostenuta dal nuovo sindaco socialista Emmanuel Grégoire, ha soprattutto un valore politico e figurativo: non attribuisce la cittadinanza francese né nuovi diritti amministrativi, ma rappresenta una presa di posizione pubblica e un messaggio di solidarietà nei confronti di una popolazione colpita dalla guerra.

Secondo Grégoire, succeduto ad Anne Hidalgo alla guida della capitale francese nel 2026, «la cittadinanza onoraria non è un simbolo, ma un impegno per la pace». Nel corso della cerimonia, alla presenza della rappresentante palestinese in Francia, il sindaco ha ribadito che riconoscere le sofferenze dei palestinesi non significa ignorare quelle degli israeliani e ha ricordato che Parigi aveva già concesso la cittadinanza onoraria agli ostaggi israeliani rapiti il 7 ottobre 2023.

La cittadinanza onoraria è un riconoscimento che molte città attribuiscono a persone, comunità o territori per esprimere sostegno morale e vicinanza.

Non produce effetti giuridici concreti e non equivale alla cittadinanza nazionale, ma serve a rendere visibile una posizione istituzionale e a richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica su una determinata situazione.

Nel corso degli anni Parigi l’ha concessa anche ad altre città e popolazioni colpite da guerre, persecuzioni o crisi umanitarie, tra cui alla città di Kiev dopo l’invasione russa e alla popolazione del Nagorno-Karabakh, regione contesa del Caucaso da cui decine di migliaia di armeni sono stati costretti a fuggire nel 2023 dopo l’offensiva militare dell’Azerbaigian.

La decisione si inserisce in un contesto europeo in cui la guerra a Gaza continua a dividere governi e opinione pubblica. In Francia il tema è particolarmente sensibile. Da una parte, partiti e associazioni della sinistra chiedono un riconoscimento sempre più esplicito delle sofferenze della popolazione palestinese e un maggiore sostegno alla soluzione dei due Stati.

Dall’altra, le forze conservatrici e parte della destra accusano l’amministrazione parigina di assumere una posizione sbilanciata e sottolineano la crescita degli episodi antisemiti registrati nel Paese dall’inizio del conflitto. Le divisioni sono emerse anche all’interno dello stesso Consiglio comunale.

Solo poche settimane prima, infatti, una proposta avanzata dalla sinistra radicale di La France Insoumise per attribuire la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori palestinesi occupati, era stata respinta con 76 voti contrari e 48 favorevoli.

La delibera approvata il 18 giugno è invece passata con una larga maggioranza. Nel testo si parla di una situazione umanitaria ancora drammatica e si definisce il conflitto in corso a Gaza una delle guerre più devastanti per la popolazione civile.

Il riconoscimento ai giornalisti palestinesi vuole inoltre sottolineare il ruolo dell’informazione in un contesto in cui raccontare ciò che accade sul terreno è diventato sempre più difficile e pericoloso.

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Gloria Ferrari

Laureata in Culture e Letterature del mondo moderno a Torino. Scrive di diritti umani e ambiente per diverse testate giornalistiche italiane. Collabora con L’Indipendente dal 2021.

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