Volkswagen vende la divisione diesel e prepara il taglio di 100 mila posti di lavoro

Emanuela Colatosti 26/06/26

Solo brutte notizie dal gruppo di Wolfsburg, ieri vende Everllence e oggi potrebbero venir licenziati 100 mila dipendenti

Il possibile taglio di 100.000 posti di lavoro e la vendita del 51% delle quote di Everllence racconta molto più della crisi di Volkswagen. C’è in ballo la ristrutturazione del gruppo di Wolfsburg messo a dura prova dalla concorrenza cinese,  dagli investimenti nell’elettrico e il rallentamento del mercato europeo.

La riduzione del personale e la cessione di una parte dell’azienda, però, potrebbero indicare qualcosa di diverso da una catastrofe industriale.

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Volkswagen non vende i motori diesel delle auto

L’azienda ha invece deciso di cedere il 51% di Everllence, ex Man Energy Solutions, al fondo americano Bain Capital, mantenendo il restante 49%. L’operazione vale circa 7,4 miliardi di euro. La sezione succitata si occupa della produzione di grandi motori diesel per il settore navale, impianti per la produzione di energia, turbine, compressori e sistemi utilizzati anche nei data center.

Per questo parlare di vendita della divisione diesel è fuorviante.

Perché vendere una parte di azienda in salute?

Ed è proprio questo l’aspetto più interessante. Everllence non è una società in difficoltà. Conta circa 16.000 dipendenti, sviluppa quasi 5 miliardi di euro di ricavi ed è uno dei principali produttori mondiali di grandi motori industriali.

Il consiglio direttivo di Volkswagen potrebbe aver deciso di capitalizzare per reinvestire in modo diverso sull’automotive traduzionale, che richiederà risorse sempre maggiori nei prossimi anni tra elettrificazione, software e digitalizzazione.

Il diesel è davvero arrivato alla fine?

In Germania il diesel continua a rappresentare una parte importante del mercato, soprattutto per le flotte aziendali, i Suv di grandi dimensioni, i veicoli commerciali e chi percorre molti chilometri ogni anno. Anche Volkswagen, così come Bmw e Mercedes-Benz, continua a sviluppare e vendere modelli diesel.

Quello che sta cambiando non è tanto la tecnologia quanto il suo ruolo strategico. Per decenni il diesel è stato il simbolo dell’industria automobilistica tedesca. Oggi è una tecnologia matura, che continua a generare ricavi ma sulla quale le case automobilistiche non possono più costruire il proprio futuro.

2035, la fine del motore termico?

Su questo pesa anche il quadro normativo europeo.

Negli ultimi anni si è parlato spesso del 2035 come dell’anno in cui sarebbe stato vietato vendere nuove auto con motore endotermico. In realtà il percorso si sta rivelando più articolato.

L’obiettivo resta quello di ridurre drasticamente le emissioni di CO₂ del settore automobilistico, ma il dibattito europeo si è spostato sulle modalità con cui raggiungerlo. La Commissione ha infatti aperto alla possibilità di una riduzione del 90% delle emissioni, anziché di un azzeramento assoluto, lasciando spazio a tecnologie come gli e-fuel e ad altri strumenti che consentano di mantenere in vita una parte dei motori termici, e quindi dell’industria automobilistica europea.

Diesel e la benzina non sono destinati a sparire nel breve termine ma saranno progressivamente confinati in segmenti di mercato specifici, mentre la quota delle auto elettriche continuerà ad aumentare.

Una crisi che riguarda il modello tedesco, ma non solo

Il probabile taglio di 100 mila posti di lavoro, e la conseguente chiusura di almeno quattro stabilimenti, e la vendita di Everllence sono due tasselli della stessa trasformazione.

Volkswagen ha bisogno di liquidità e la trova cedendo parte di un’attività ritenuta non più strategica. Dall’altra prova a ridurre costi e capacità produttiva per recuperare competitività in un mercato sempre più dominato dai costruttori cinesi.

Il nodo centrale, però, non è il diesel. È il modello industriale che ha reso la Germania la capitale mondiale dell’automobile: produzione in grandi numeri di auto a motori endotermici, molto efficienti, da esportare soprattutto verso la Cina. Un modello che non funziona più da almeno dieci anni.

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