Migliaia di migranti hanno raggiunto l’exclave spagnola di Ceuta a nuoto

31 Luglio 2026 Dario Lucisano

Fiumi di persone migranti hanno attraversato il confine tra il Marocco e l’exclave spagnola di Ceuta. Le immagini diffuse in queste ore mostrano centinaia di persone mentre scavalcano le recinzioni di frontiera, attraversano il tratto di mare a nuoto o si arrampicano sulle scogliere. Le prime stime parlano di almeno 1.500 ingressi, ma il numero potrebbe essere ancora più elevato, tanto che i quotidiani spagnoli parlano di decine di migliaia di ingressi. Il flusso è proseguito per diverse ore, trasformandosi rapidamente in un caso politico nazionale e internazionale.

Il premier Pedro Sánchez ha inviato rinforzi militari per gestire la situazione, mentre le opposizioni hanno accusato il governo di favorire l’immigrazione irregolare, arrivando a parlare di una strategia di autosabotaggio perseguita a fini elettorali. Il caso è arrivato anche in Italia, dove la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato di stare valutando una sospensione di Schengen nei confronti della Spagna, nonostante l’Italia non condivida alcun confine né con il Paese iberico né con il Marocco.

Il massiccio flusso migratorio che ha investito la città spagnola di Ceuta è iniziato ieri attorno a mezzogiorno. Gli attraversamenti sono proseguiti per ore, sotto gli occhi delle autorità di frontiera spagnole e marocchine, che non sono riuscite a contenere il numero di persone dirette verso l’enclave, lasciandole passare.

Madrid ha assicurato di essere in contatto con le autorità marocchine per organizzare i rimpatri e, nel corso del pomeriggio, mentre gli ingressi continuavano, ha schierato militari e mezzi pesanti per rafforzare il controllo del confine. Non è ancora chiaro quante persone siano riuscite a entrare a Ceuta, ma almeno 18 sarebbero morte nel tentativo di attraversare la frontiera. Le stime oscillano tra una prima valutazione di circa 1.500 persone e ipotesi di oltre 20.000 ingressi, riportate dal quotidiano spagnolo El Mundo.

In assenza di dati ufficiali, non è ancora possibile stabilire con certezza quante persone siano riuscite ad attraversare la frontiera.

Ceuta è una città spagnola situata sulla costa nordafricana e circondata dal territorio marocchino. Proprio perché costituisce un’enclave dell’Unione europea nel continente africano, è spesso teatro di tentativi di attraversamento del confine.

È raro, tuttavia, che in un solo giorno riescano a entrare così tante persone. L’ultima volta accadde nel 2021, in una vicenda che provocò una grave crisi diplomatica tra Spagna e Marocco. In quel periodo Madrid aveva accolto in un ospedale di Logroño Brahim Ghali, leader del Fronte Polisario, il movimento indipendentista sahrawi attivo nel Sahara Occidentale, territorio rivendicato dal Marocco.

Nel maggio di quell’anno circa 8.000 persone attraversarono il confine e il governo spagnolo accusò Rabat di aver allentato deliberatamente i controlli per esercitare pressioni diplomatiche. La crisi rientrò nei mesi successivi e, nel 2022, la Spagna abbandonò la propria tradizionale posizione di neutralità sul Sahara Occidentale, sostenendo il piano marocchino di autonomia per il territorio.

Non è noto che cosa abbia spinto, questa volta, così tante persone a tentare di attraversare il confine tra il Marocco e Ceuta. Il ministro dell’Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, ha interpretato l’accaduto come un tentativo delle reti di trafficanti di esseri umani di sfruttare una recente sentenza della Corte Suprema per favorire l’ingresso di migranti irregolari.

Con tale decisione, la Corte ha stabilito che le persone intercettate mentre tentano di raggiungere via mare Ceuta o Melilla non possono essere immediatamente rimpatriate. Il leader del partito di destra Vox, Santiago Abascal, ha invece attaccato il premier Pedro Sánchez, accusandolo di favorire l’ingresso non di migranti ma di «militari addestrati» per fini elettorali e di essere colluso con la mafia. La vicenda ha assunto rapidamente una dimensione internazionale.

Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta sul tema, evocando la possibilità di sospendere Schengen nei confronti della Spagna, cioè il sistema che garantisce la libera circolazione all’interno di gran parte dell’Unione europea. La proposta ha soprattutto un valore politico, dal momento che Italia e Spagna non condividono alcuna frontiera terrestre. Le dichiarazioni di Meloni hanno innescato uno scontro diplomatico, con il ministro degli Esteri spagnolo che ha convocato l’ambasciatore italiano per avviare una contestazione formale.

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Dario Lucisano

Laureato con lode in Scienze Filosofiche presso l’Università di Milano, collabora come redattore per L’Indipendente dal 2024.

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